mercoledì 7 maggio 2014

I Templari e i loro beni a Vasto

SECONDA PUNTATA
LA CHIESA DI SAN GIOVANNI GEROSOLIMITANO
L'Ospedale dei Cavalieri di Malta 
di GIUSEPPE CATANIA 
Sulla presenza dei Templari a Vasto si hanno riferimenti ben precisi per le opere da loro realizzate

nel territorio. 
Si ha notizia dell'esistenza della Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano, sin dal 1300, di cui si 
fa anche menzione in uno strumento redatto dal Notaio Mascio Di Cola di San Giovanni Teatino, nel 1362. Questa chiesa apparteneva ai Cavalieri Gerosolimitani che avevano anche fondato a Vasto lo "Spedale di san Giovanni dei Cavalieri di Malta" di cui si fa cenno in un privilegio concesso da Carlo III D'Angiò nel 1304.
Era situato nel quartiere di San Giovanni fuori Porta Nuova, come confermato in un inventario delle
rendite della Chiesa ài San Giovanni Gerosolimitano del 16 maggio 1695 e in un Catalogo dei Beni redatto nel 1749, contenuto nei Registri della chiesa.
Il tempio era in possesso ancora dei Templari nel 1605 e vi prestava servizio religioso la Congregazione di San Bonomo.
Nel 1695 (v.Storia di Vasto-Luigi Marchesani, pag. 255) "L'unico altare pittato e indorato offriva effigiati in un grande quadro la Vergine col Bambino, S.Anna, S.Giovanni il Precursore, S.Leonardo Confessore,
S.Bonomo. Il ceto dei Sarti vi faceva eseguire le sacre funzioni pe '1 suo protettore S.Bonomo, riconoscendo in ogni anno, con una libbra di cera bianca quegli Spedalieri. La pìcciola nostra Commenda forniva nel 1695 la rendita di ducati 72 e grani 44, cresciuta alquanto nel 1742".
Tanto si desume dal "Rivele de1 luoghi pii di Vasto" : ducati 129 e grani 20.
Abolito l'Ordine dei Cavalieri di Malta nel 1815, a seguito del brattato di Vienna, la Chiesa di San
Giovanni Gerosolimitano di Vasto passò al regio demanio.
Con atto del Notaio Vincenzo Marchesani del 19 giugno 1833, la chiesa, interdetta al culto e quasi
completamente crollata, "venne acquistata dalla famiglia, De Pompeis che la ridusse a magazzino ed a granaio. La chiesa era situata nei pressi della Chiesa del Carmine, prospiciente l'attuale Corso Dante. 

LE "DOMUS" E I "CASTELLI" DEI TEMPLARII Templari possedevano a Vasto numerose "domus" che erano cospicue proprietà sparse nel territorio.
Costituivano la residenza dei Cavalieri Crociati ed erano situate al centro di latifondi e per lo più
consistevano in un castello turrito e fortificato.
La presenza di tali "domus" era destinata a rappresentare il centro di raccolta degli eserciti da
destinare alle varie "Crociate" dirette a liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli.
II territorio di Vasto fu teatro di un episodio alquanto drammatico, durante il raduno dell'esercito
dei Crociati, nel 1194, inviato da Arrigo VI, per imbarcarsi alla volta di Gerusalemme.
Gli armati accampati dai vari Templari vennero fatti confluire alla foce del fiume, poco distante dal Castello Sinello, Castello Erce e Castello di Colle Martino.
Ma il passaggio degli armati fu contrassegnato da saccheggi e devastazioni, da Vasto fino a Termoli.
L'esistenza delle "domus" e, forse anche la connivenza dei Templari, non riuscì a controllare l'orda
dei predatori.
L'episodio è narrato nella Cronaca del Monastero di S.Stefano in Rivo Maris, dove si leggono questi
distici
" Plangite Sericolae, Vastanae plangite gentes Plangite Ruricolae, praedia nuda pagi.
Tu quoque de lacrymas, infelix Termule tristis. Despoliata bonis atque onerata malia.
Quid fecerunt hostes Fidei? Quid Turcus et Afer? Armata in Numen quid furibunda manus?"
Nel territorio di Vasto ben sette sono i "castelli" che si credono fondati dai Cavalieri del Santo Sepolcro, posti a difesa dei loro possedimenti e delle popolazioni.
Costituivano autentiche fortificazioni militari a guardia e per contrastare le scorrerie dei barbari.
GIUSEPPE CATANIA.

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