Al termine della S. Messa vespertina, Mons. Decio D’Angelo
dialogherà con la Prof.ssa Lia Giancristofaro, antropologa dell’Università
G.Dannunzio di Chieti-Pescara, sul tema “La
Sacra Spina: tra cultura e religiosità”.
Domani sera prenderà il via la tradizionale quintena con la
catechesi affidata a cinque sacerdoti, che si alterneranno ogni sera, sui testi
della Evangelii Gaudium di Papa
Francesco.
La prima riflessione è affidata a S. E. Mons Emidio
Cipollone, Arcivescovo di Lanciano-Ortona, sul tema “I cristiani: una quaresima senza Pasqua”; seguiranno quella di don
Cristiano Marcucci sul tema “La famiglia:
la dolce e confortante gioia di evangelizzare”, quella di don Gilberto
Ruzzi su “Incontro a Gesù Verità, Bontà e
Bellezza”, quindi P. Bernardo De Angelis su “La missione: passione per Gesù e per il popolo”, ed a chiudere,
giovedì 10 aprile, don Gianni Carozza sul tema “Nutriti dalla Parola, vicini alle piaghe del Signore”.
Venerdì prossimo, Festa della Sacra Spina, verranno
celebrate le Sante Messe alle ore 7,30 – 8,30 – 9,30 e 11,00, mentre alle ore
18 è prevista la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Bruno
Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, a cui seguirà la processione lungo le vie
del centro cittadino.
Secondo la tradizione cristiana si vuole che la corona di Gesù Cristo sia stata recuperata da Luigi IX di Francia e poi da lui donata alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Da questo oggetto, nel corso dei secoli, furono tolte numerose spine per essere donate a chiese e santuari.
Secondo la tradizione cristiana si vuole che la corona di Gesù Cristo sia stata recuperata da Luigi IX di Francia e poi da lui donata alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Da questo oggetto, nel corso dei secoli, furono tolte numerose spine per essere donate a chiese e santuari.
La prima notizia sulla Sacra Spina, conservata nella chiesa
di S. Maria Maggiore a Vasto, le troviamo sul
manoscritto Memoria dell’antichità
del Vasto di Nicola Alfonso Viti: “Solo
in tal giorno apparisce in cima a questa reliquia, come un fiore di certa
materia, che par lanugine bianca; ond’è che non può dubitarsi, che sia altro
una di quelle benedette spine…”. Ma le informazioni più complete le
possiamo leggere in un piccolo libricino stampato nel 1778, dove sono
riportate, oltre ad informazioni storiche utili, anche alcune testimonianze
dirette vissute da alcuni personaggi e dall’autore stesso del testo: “È questa una Spina intiera lunga oncie tre
ed un minuto di palmo architettonico Romano, aspersa nella punta del divin
Sangue; graziosamente conceduto dal Pontefice
Pio IV al famoso D. Ferdinando Davalos Governatore di Milano, e Delegato al
Concilio di Trento come Ambasciatore del Re di Spagna Filippo II, dopo la di
cui morte, fu ella da D. Alfonso Davalos di lui erede, trasportata a Vasto, e
decentemente situata nella Chiesa Parrocchiale, oggi Real Collegiata insigne di
S. Maria Maggiore, dove presentemente si venera”.
Nel 1647 il Marchese D. Diego D’Avalos, per un maggior
decoro fece erigere una “maestosa
Cappella”, e i suoi successori, D. Cesare e D. Ippolita, l’arricchirono con
ricche suppellettili sacre. Oggi la Sacra Spina si conserva nell’omonima
cappella realizzata nel 1921 su progetto (del 1890) del giovane architetto
vastese Roberto Benedetti.
Lino Spadaccini

Nessun commento:
Posta un commento