sabato 5 aprile 2014

STASERA :“La Sacra Spina: tra cultura e religiosità”

In vista della solennità della Sacra Spina, in programma venerdì 11 aprile, da questa sera prenderà il via l’intenso programma di preparazione alla festa.   
Al termine della S. Messa vespertina, Mons. Decio D’Angelo dialogherà con la Prof.ssa Lia Giancristofaro, antropologa dell’Università G.Dannunzio di Chieti-Pescara, sul temaLa Sacra Spina: tra cultura e religiosità”.
Domani sera prenderà il via la tradizionale quintena con la
catechesi affidata a cinque sacerdoti, che si alterneranno ogni sera, sui testi della Evangelii Gaudium di Papa Francesco.
La prima riflessione è affidata a S. E. Mons Emidio Cipollone, Arcivescovo di Lanciano-Ortona, sul tema “I cristiani: una quaresima senza Pasqua”; seguiranno quella di don Cristiano Marcucci sul tema “La famiglia: la dolce e confortante gioia di evangelizzare”, quella di don Gilberto Ruzzi su “Incontro a Gesù Verità, Bontà e Bellezza”, quindi P. Bernardo De Angelis su “La missione: passione per Gesù e per il popolo”, ed a chiudere, giovedì 10 aprile, don Gianni Carozza sul tema “Nutriti dalla Parola, vicini alle piaghe del Signore”.
Venerdì prossimo, Festa della Sacra Spina, verranno celebrate le Sante Messe alle ore 7,30 – 8,30 – 9,30 e 11,00, mentre alle ore 18 è prevista la Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, a cui seguirà la processione lungo le vie del centro cittadino.
Secondo la tradizione cristiana si vuole che la corona di Gesù Cristo sia stata recuperata da Luigi IX di Francia e poi da lui donata alla Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Da questo oggetto, nel corso dei secoli, furono tolte numerose spine per essere donate a chiese e santuari.
La prima notizia sulla Sacra Spina, conservata nella chiesa di S. Maria Maggiore a Vasto, le troviamo sul  manoscritto Memoria dell’antichità del Vasto di Nicola Alfonso Viti: “Solo in tal giorno apparisce in cima a questa reliquia, come un fiore di certa materia, che par lanugine bianca; ond’è che non può dubitarsi, che sia altro una di quelle benedette spine…”. Ma le informazioni più complete le possiamo leggere in un piccolo libricino stampato nel 1778, dove sono riportate, oltre ad informazioni storiche utili, anche alcune testimonianze dirette vissute da alcuni personaggi e dall’autore stesso del testo: “È questa una Spina intiera lunga oncie tre ed un minuto di palmo architettonico Romano, aspersa nella punta del divin Sangue;  graziosamente conceduto dal Pontefice Pio IV al famoso D. Ferdinando Davalos Governatore di Milano, e Delegato al Concilio di Trento come Ambasciatore del Re di Spagna Filippo II, dopo la di cui morte, fu ella da D. Alfonso Davalos di lui erede, trasportata a Vasto, e decentemente situata nella Chiesa Parrocchiale, oggi Real Collegiata insigne di S. Maria Maggiore, dove presentemente si venera”.
Nel 1647 il Marchese D. Diego D’Avalos, per un maggior decoro fece erigere una “maestosa Cappella”, e i suoi successori, D. Cesare e D. Ippolita, l’arricchirono con ricche suppellettili sacre. Oggi la Sacra Spina si conserva nell’omonima cappella realizzata nel 1921 su progetto (del 1890) del giovane architetto vastese Roberto Benedetti.


Lino Spadaccini 


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