venerdì 18 aprile 2014

SPECIALE PASQUA 2014: oggi è VENERDI' SANTO, stasera la processione

Anno 2000: uscita della processione del Venerdì Santo
di Lino Spadaccini

Il Venerdì Santo è il giorno del dolore e del lutto universale, ma è anche giorno di digiuno ed astinenza dalla carne. Tra le 15 e le 17 del pomeriggio, nelle chiese vastesi si svolgerà il rito della Passione, sostanzialmente divisa in tre parti: la liturgia della parola, con la lettura della Passione secondo S. Giovanni, l’Adorazione della Croce e la santa comunione. Al termine i fedeli in silenzio scioglieranno l’assemblea.
In serata intorno alle ore 19 si svolgerà la tradizionale processione del Cristo Morto lungo le vie del centro storico. Dalla chiesa di Sant’Antonio di Padova partirà la lunga processione con i simboli della passione: il
gallo, i dadi, gli strumenti della flagellazione, la Veronica, la Croce e la Madonna Addolorata. Saranno presenti tutte le confraternite cittadine e altri gruppi religiosi, e la Schola cantorum, diretti dal maestro Luigi Di Tullio, che intoneranno lo struggente Miserere del Perosi.

Fino agli anni ’20, la processione usciva il Giovedì Santo, al termine della Messa in Coena Domini, mentre il Venerdì Santo, quattro ore prima del tramonto, si svolgeva le “Tre ore di Agonia di Nostro Signore Gesù Cristo” (dette anche “Sette Parole”, per ricordare le sette parole pronunciate da Gesù prima di spirare), solennemente e drammaticamente, ma senza la processione. La funzione cominciava subito dopo pranzo e finiva verso le undici della sera, con un vero e proprio tour de force del predicatore intento a commentare le sette parole pronunciate da Gesù prima di spirare. Dopo la sesta parola, si formava la processione del Cristo morto con la Vergine Addolorata, lungo le strade della città, a cura delle confraternite del SS. Sacramento (camici e cappucci bianchi) e del Pio Monte dei Morti (camici e cappucci rossi). Quando l’imponente e suggestiva processione rientrava in chiesa, il predicatore commentava la settima parola.

All’antica processione de lu Ggiuvuddì Ssande, il poeta Gaetano Murolo, ha dedicato un bel sonetto dialettale:

Che prucissiáune, scioscia meja bbèlle!
Tutte le pridde stéven’ affiléte
Nghe le cannele ‘m méne, e le fratèlle
S’ èrene mésse tutte quènd’ arréte.

Minivene dapù sse’ virginèlle
E l’èddre pridde ngh’ le tòrcie appiccéte,
e a ll’ùteme lu Creste, le surèlle,
la mîsech’ e lu pòpele… Arruvuéte

‘m mezz’ a la piazze, Creste s’è ffirmate
E la marcháise da lu bbualecáune
La lucia’lèttre ‘n gòlle c-i-ha jettate.

La mîseche sunave… e Ccavalláune
Lu muisaré ‘gné ‘n àngele ha candate.
Ah! Chi le po’ scurdà’ che la funziàune!..


San Paolo (Di Spalatro)

S. Maria Maggiore

S. Filomena


Anni '60 in corso Plebiscito (coll. Dino Fioretti)

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