| La prof. Lia Giancristofaro con don Decio |
Ieri sera, nella chiesa di S. Maria Maggiore, come anteprima
alla quintena di preparazione alla solennità della Sacra Spina, si è svolto un
interessante incontro sul tema “La Sacra
Spina: tra cultura e religiosità”, con la partecipazione di Mons. Decio
D’Angelo e la Prof.ssa Lia Giancristofaro, antropologa dell’Università G.
D’Annunzio di Chieti-Pescara.
Introdotti dal parroco, Don Domenico Spagnoli, l’incontro è
stato aperto dalla visione di uno spezzone video, realizzato nel 1990
dall’etnologo e studioso di folklore abruzzese Emiliano Giancristofaro,
incentrato sulla devozione alla Sacra Spina. Nel filmato d’epoca, particolarmente
interessante è stata la testimonianza
dell’allora parroco Mons Decio D’Angelo, il quale ha ripercorso la storia della
preziosa Reliquia, di cui è certa l’autenticità (in mancanza dell’attestato di
consegna originale, andato perduto in seguito all’incendio provocato dai turchi
nel 1566), soprattutto per due motivi: l’autorità del donatore, papa Pio IV, e
l’autorevolezza del ricevitore, Ferdinando d’Avalos Governatore di Milano e
delegato al Concilio di Trento quale ambasciatore del Re di Spagna Filippo II.
Dopo l’interessante intervento della Prof.ssa Giancristofaro
sulla religiosità popolare, Mons. Decio D’Angelo si è soffermato sul culto
delle reliquie, un fenomeno non solo religioso, ma anche laico, basti pensare
alle tante reliquie di personaggi famosi sparsi nei musei. Le reliquie sono
un’occasione, una spinta per richiamare a sé la grandezza e l’eroismo di un
Santo, pertanto, si venerano, perché attraverso di esse si arriva al Santo.
Così anche per la Sacra Spina, ha sottolineato ancora il parroco emerito di S.
Maria Maggiore, che viene venerata perché ha partecipato alla sofferenza di
Cristo.
Da questa sera prenderà il via la tradizionale quintena in
preparazione alla festa, con la catechesi affidata a cinque sacerdoti, che si
alterneranno ogni sera sui testi della Evangelii
Gaudium di Papa Francesco.
La prima riflessione è affidata a S. E. Mons Emidio
Cipollone, Arcivescovo di Lanciano-Ortona, sul tema “I cristiani: una quaresima senza Pasqua”; seguiranno quella di don
Cristiano Marcucci sul tema “La famiglia:
la dolce e confortante gioia di evangelizzare”, quella di don Gilberto
Ruzzi su “Incontro a Gesù Verità, Bontà e
Bellezza”, quindi P. Bernardo De Angelis su “La missione: passione per Gesù e per il popolo”, ed a chiudere,
giovedì 10 aprile, don Gianni Carozza sul tema “Nutriti dalla Parola, vicini alle piaghe del Signore”.
Lino Spadaccini
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