domenica 6 aprile 2014

S. Maria Maggiore: ieri sera “La Sacra Spina: tra cultura e religiosità” con don Decio e Lia Giancristofaro

La prof. Lia Giancristofaro con don Decio
Ieri sera, nella chiesa di S. Maria Maggiore, come anteprima alla quintena di preparazione alla solennità della Sacra Spina, si è svolto un interessante incontro sul tema “La Sacra Spina: tra cultura e religiosità”, con la partecipazione di Mons. Decio D’Angelo e la Prof.ssa Lia Giancristofaro, antropologa dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara.
Introdotti dal parroco, Don Domenico Spagnoli, l’incontro è stato aperto dalla visione di uno spezzone video, realizzato nel 1990 dall’etnologo e studioso di folklore abruzzese Emiliano Giancristofaro, incentrato sulla devozione alla Sacra Spina. Nel filmato d’epoca, particolarmente
interessante è stata la testimonianza dell’allora parroco Mons Decio D’Angelo, il quale ha ripercorso la storia della preziosa Reliquia, di cui è certa l’autenticità (in mancanza dell’attestato di consegna originale, andato perduto in seguito all’incendio provocato dai turchi nel 1566), soprattutto per due motivi: l’autorità del donatore, papa Pio IV, e l’autorevolezza del ricevitore, Ferdinando d’Avalos Governatore di Milano e delegato al Concilio di Trento quale ambasciatore del Re di Spagna Filippo II.
Dopo l’interessante intervento della Prof.ssa Giancristofaro sulla religiosità popolare, Mons. Decio D’Angelo si è soffermato sul culto delle reliquie, un fenomeno non solo religioso, ma anche laico, basti pensare alle tante reliquie di personaggi famosi sparsi nei musei. Le reliquie sono un’occasione, una spinta per richiamare a sé la grandezza e l’eroismo di un Santo, pertanto, si venerano, perché attraverso di esse si arriva al Santo. Così anche per la Sacra Spina, ha sottolineato ancora il parroco emerito di S. Maria Maggiore, che viene venerata perché ha partecipato alla sofferenza di Cristo.
Da questa sera prenderà il via la tradizionale quintena in preparazione alla festa, con la catechesi affidata a cinque sacerdoti, che si alterneranno ogni sera sui testi della Evangelii Gaudium di Papa Francesco.
La prima riflessione è affidata a S. E. Mons Emidio Cipollone, Arcivescovo di Lanciano-Ortona, sul tema “I cristiani: una quaresima senza Pasqua”; seguiranno quella di don Cristiano Marcucci sul tema “La famiglia: la dolce e confortante gioia di evangelizzare”, quella di don Gilberto Ruzzi su “Incontro a Gesù Verità, Bontà e Bellezza”, quindi P. Bernardo De Angelis su “La missione: passione per Gesù e per il popolo”, ed a chiudere, giovedì 10 aprile, don Gianni Carozza sul tema “Nutriti dalla Parola, vicini alle piaghe del Signore”.


Lino Spadaccini 







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