Ancora
oggi, in alcune chiese vastesi, nei venerdì di Quaresima, al termine della
santa messa serale, si celebra il rito della Via Crucis, con cui si commemora
il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.
Le
stazioni tradizionali sono 14: Gesù
flagellato, deriso e condannato a morte, Gesù caricato della croce, Gesù cade
la prima volta, Gesù incontra sua Madre, Gesù viene aiutato a portare la croce,
Santa Veronica asciuga il volto di Gesù, Gesù cade la seconda volta, Gesù
ammonisce le donne di Gerusalemme, Gesù cade la terza volta, Gesù spogliato
delle vesti, Gesù inchiodato sulla croce, Gesù muore in croce, Gesù deposto
dalla croce, il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro.
Dal
1991 lo schema della Via Crucis è stato modificato per rimanere più fedele ai
Vangeli: la prima stazione inizia con Gesù nell’orto degli ulivi e prosegue con
il tradimento di Giuda; sono state inserite anche le stazioni Gesù è rinnegato
da Pietro, Gesù è giudicato da Pilato e Gesù promette il regno al buon ladrone,
mentre sono state eliminate le tre cadute e la Veronica, che non viene
menzionata in nessun Vangelo. A volte la Via Crucis termina con la quindicesima
stazione, in cui si contempla la Resurrezione di Gesù.
In
quasi tutte le chiese, lungo le pareti, sono disposte le stazioni della Via
Crucis. In alcuni casi ci troviamo davanti
anche a veri e propri capolavori d’arte, con opere di pittura, scultura, maiolica o legno di pregevole fattura, che ci raccontano e descrivono gli ultimi drammatici momenti della vita di Gesù.
anche a veri e propri capolavori d’arte, con opere di pittura, scultura, maiolica o legno di pregevole fattura, che ci raccontano e descrivono gli ultimi drammatici momenti della vita di Gesù.
Durante
la liturgia, i fedeli passano di stazione in stazione, meditando i misteri
della passione, intercalando un breve canto, musicato da Padre Settimio
Zimarino, che in molti senz’altro ricorderanno: “Santa Madre, deh
voi fate che le piaghe del Signore siano
impresse nel mio cuore. Gesù, Gesù
mio bene stampate nel mio cuor le Vostre pene!”.
Dopo
aver presentato negli ultimi due anni le immagini di alcuni quadri presenti
lungo le pareti e le colonne di Santa Maria Maggiore, donati in devozione dalla
signora Serafina Falconi, ed alcune immagini delle stazioni presenti nella
chiesa di Sant’Antonio di Padova e San Paolo Apostolo, questa volta vi
proponiamo i dipinti su tavola presenti all’interno della
chiesa di S. Filomena, realizzati nel 2004 da Gemma Pillon.
Lino
Spadaccini
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