lunedì 16 dicembre 2013

Scuole superiori: a breve la decisione sull'apertura di nuovi indirizzi scolastici a Vasto

“In questi giorni sono in corso le audizioni in Provincia di Sindaci e Dirigenti scolastici per la predisposizione della proposta del riordino della “rete scolastica” provinciale e dell’offerta formativa 2014/2015”, scrive il capogruppo PD Camillo D’Amico. “Da sempre - aggiunge - il gruppo consiliare del P.D. ha raccomandato all’amministrazione, di privilegiare l’allievo e la sua formazione a dispetto di ogni rivendicazione particolare espressa dal Sindaco o Dirigente di turno”. E così conclude: “A noi non interessano la salvaguardia delle Dirigenze, ma l’arricchimento delle offerte formative di qualità che aprano prospettive di lavoro futuro per gli alunni”.
Per capire di più la posta in gioco aggiungiamo che
si tratta della solita rincorsa di scuole e comuni per avere dalla Provincia il via libera per l'apertura di nuovi indirizzi. Infatti è la Provincia che si deve accollare l'onere degli arredi, manutenzione edifici ecc. ecc.

Altro elemento di pressione è che l'autonomia delle scuole dipende dal coefficiente di iscrizioni: con meno di 500 alunni si rischia la soppressione della Presidenza e della Segreteria e quindi l'accorpamento ad altra scuola. Di qui le richieste delle scuole “a rischio” di aperture di nuovi indirizzi che significa aumento degli iscritti (se c'è un minimo di richiesta.
Oggi in gioco c'è il “Liceo Sportivo”, già presente a Lanciano, richiesto dallo Scientifico di Vasto (una sorta di Liceo all’americana oggi improponibile in Italia, figuriamoci a Vasto, perché più che un liceo, diventerebbe un centro sportivo) e il “Liceo Coreutico” (musica e danza, insomma ciò che per l’Università è il DAMS di Bologna), presente a Chieti, richiesto dal Classico (un nuovo liceo quasi senza futuro).

Vasto invece ha chiesto a più riprese un indirizzo alberghiero, ma la Provincia ha sempre difeso l'unicità dell'Istituto di Villa S. Maria. Così come ha difeso l’ Agrario di Scerni e per il Nautico di Ortona, sempre per rispettare l’unicità di quegli Istituti iperspecialistici e di costosissima gestione.

nda

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