domenica 17 novembre 2013

Cimitero: che fine ha fatto il monumento realizzato nel cimitero in onore di Santina Campana?

Il monumento a ricordo di Santina Campana, dietro l'abside della chiesa al Cimitero.
I lavori di costruzione dei nuovi loculi dietro l'abside,
qui c'era il monumento.
 Che fine ha fatto il monumento realizzato nel cimitero in onore di Santina Campana?
Dopo i lavori realizzati nel mese di luglio e agosto, che hanno interessato in particolare il rifacimento del tetto nella parte absidale della chiesa, da alcune settimane sono partiti i lavori riguardanti le opere complementari per la realizzazione di nuovi locali di servizio per il cimitero.
Appaltato alla società Peluso Giovanni di Vasto, per un importo di 86mila euro, su progetto dell’Arch. Maurizio Smargiassi, le opere prevedono la realizzazione di due corpi di fabbricati
ai lati dell’abside della chiesa.
Sicuramente a molti non è sfuggita la rimozione del monumento realizzato nel 1995 in onore di Santina Campana. Non conoscendo il progetto nei dettagli, è comunque lecito chiedersi che fine abbia fatto il monumento e se è prevista la sua ricollocazione in altra parte del cimitero.
Il busto in bronzo, opera dello scultore fiorentino Egidio Ambrogetti, ritrae la giovane Santina Campana, morta nel 1950 in odore di santità. Allo scoprimento del monumento, avvenuto il 4 ottobre del 1995, in occasione del 45° anno della scomparsa, intervennero l’allora sindaco, Giuseppe Tagliente, il fratello di Santina Campana, Padre Leone, cappuccino, e tantissima gente accorsa per l’occasione.
1995, la folla accorsa per l'inaugurazione del monumento a Santina Campana
Santina Campana nacque ad Alfedena (AQ) il 2 febbraio 1929. Settima di nove figli, di cui tre suore e due sacerdoti, uno cappuccino e uno benedettino. Fin da piccola imparò ad amare Gesù sopra ogni cosa ed a 7 anni si offrì “Vittima” per la vocazione religiosa delle sorelle e dei fratelli. Disse: “Dove c’è una vocazione, non può mancare una vittima”. A 14 anni, a causa del secondo conflitto mondiale, fu sfollata per le montagne fredde e nevose dell’Abruzzo e del Molise. Per mesi soffrì la fame e il gelo e si ammalò gravemente di pleurite.
Offriva la sua vita per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti e per le Missioni. A 16 anni andò novizia tra le Suore di Carità, ma l’anno successivo, a causa della prima emottisi polmonare, venne rimandata in Abruzzo nel sanatorio Villa Rinaldi. Nel lasciare il noviziato, baciò le mura e disse: “Comincio la mia salita al Calvario”. Dal letto di dolore, che lei chiamava “il suo trono bianco”, attirava le anime afflitte e le consolava col suo perenne sorriso. “Coraggio, il soffrire passa, l’aver sofferto rimane”, ripeteva spesso.
Nonostante la malattia la costringesse a letto per anni interi, organizzò un’attiva Azione Cattolica, ricoprendo anche la carica di presidente.
Ricca di meriti e di virtù, morì a 21 anni, il 4 ottobre 1950.
Il 28 giugno 1971 la Sacra Congregazione per le Cause dei Santi proclamò il Decreto di approvazione dei suoi scritti, mentre il 1° giugno 1979, venne approvato da Giovanni Paolo II l’Introduzione alla Causa di Canonizzazione, che terminerà dopo l’esame del miracolo richiesto, già pronto, con la Beatificazione.
La tomba di Santina Campana si trova nella chiesa di S. Giuseppe a Pescina (AQ).

Lino Spadaccini













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