![]() |
| Il monumento a ricordo di Santina Campana, dietro l'abside della chiesa al Cimitero. |
| I lavori di costruzione dei nuovi loculi dietro l'abside, qui c'era il monumento. |
Dopo
i lavori realizzati nel mese di luglio e agosto, che hanno interessato in
particolare il rifacimento del tetto nella parte absidale della chiesa, da
alcune settimane sono partiti i lavori riguardanti le opere complementari per
la realizzazione di nuovi locali di servizio per il cimitero.
Appaltato
alla società Peluso Giovanni di Vasto, per un importo di 86mila euro, su
progetto dell’Arch. Maurizio Smargiassi, le opere prevedono la realizzazione di
due corpi di fabbricati
ai lati dell’abside della chiesa.
Sicuramente
a molti non è sfuggita la rimozione del monumento realizzato nel 1995 in onore
di Santina Campana. Non conoscendo il progetto nei dettagli, è comunque lecito
chiedersi che fine abbia fatto il monumento e se è prevista la sua
ricollocazione in altra parte del cimitero.
Il
busto in bronzo, opera dello scultore fiorentino Egidio Ambrogetti, ritrae la
giovane Santina Campana, morta nel 1950 in odore di santità. Allo scoprimento
del monumento, avvenuto il 4 ottobre del 1995, in occasione del 45° anno della
scomparsa, intervennero l’allora sindaco, Giuseppe Tagliente, il fratello di
Santina Campana, Padre Leone, cappuccino, e tantissima gente accorsa per
l’occasione.
![]() |
| 1995, la folla accorsa per l'inaugurazione del monumento a Santina Campana |
Santina
Campana nacque ad Alfedena (AQ) il 2 febbraio 1929. Settima di nove figli, di
cui tre suore e due sacerdoti, uno cappuccino e uno benedettino. Fin da piccola
imparò ad amare Gesù sopra ogni cosa ed a 7 anni si offrì “Vittima” per la
vocazione religiosa delle sorelle e dei fratelli. Disse: “Dove c’è una vocazione, non può mancare una vittima”. A 14 anni, a
causa del secondo conflitto mondiale, fu sfollata per le montagne fredde e
nevose dell’Abruzzo e del Molise. Per mesi soffrì la fame e il gelo e si ammalò
gravemente di pleurite.
Offriva
la sua vita per il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti e per le Missioni. A 16 anni
andò novizia tra le Suore di Carità, ma l’anno successivo, a causa della prima
emottisi polmonare, venne rimandata in Abruzzo nel sanatorio Villa Rinaldi. Nel
lasciare il noviziato, baciò le mura e disse: “Comincio la mia salita al Calvario”. Dal letto di dolore, che lei
chiamava “il suo trono bianco”, attirava le anime afflitte e le consolava col
suo perenne sorriso. “Coraggio, il
soffrire passa, l’aver sofferto rimane”, ripeteva spesso.
Nonostante
la malattia la costringesse a letto per anni interi, organizzò un’attiva Azione
Cattolica, ricoprendo anche la carica di presidente.
Ricca
di meriti e di virtù, morì a 21 anni, il 4 ottobre 1950.
Il
28 giugno 1971 la Sacra Congregazione per le Cause dei Santi proclamò il Decreto
di approvazione dei suoi scritti, mentre il 1° giugno 1979, venne approvato da
Giovanni Paolo II l’Introduzione alla Causa di Canonizzazione, che terminerà
dopo l’esame del miracolo richiesto, già pronto, con la Beatificazione.
La
tomba di Santina Campana si trova nella chiesa di S. Giuseppe a Pescina (AQ).
Lino
Spadaccini






Nessun commento:
Posta un commento