mercoledì 16 ottobre 2013

Vasto - L’argilla, il cotto, la ceramica (tradizione e novità)

Quando si parla del “cotto”, solitamente s’intende “il mattone”, nelle sue varie forme e applicazioni. Si fa riferimento, in termini di pregiatezza, al “fatto a mano”, riscoperto oggi, ma come tradizione vuole. Nel caso, si dice: “Ogni pezzo diverso dall'altro, serba nel tempo l' impronta del lavoro della mano dell'artigiano, nel rifiuto dell'anonima perfezione standardizzata del prodotto di serie”. 
Con tutto questo, peraltro, si
resta al ...laterizio, produzione e uso. Ed è quello che è accaduto nel tempo a Vasto, territorio ricco d’argilla, in cui la popolazione ha per secoli impiegato manufatti fittili per le sue costruzioni, soprattutto in termini strutturali, e decorativi solo marginalmente. Ma, mentre in altro luogo, della stessa area  frentana, per dire la vicina Lanciano, quantomeno si è sviluppato e permane un utilizzo della ‘creta’ per fabbricare manufatti e stoviglie d'uso quotidiano (vasellame e “tijelle”...) da noi ci si è limitati a produrre – tranne una breve esperienza ottocentesca di tipo “vasellare” – soltanto manufatti per l’edilizia. Non ho idea da cosa sia dipeso, storicamente e culturalmente, ma resta – a mio avviso – una stranezza, in considerazione del fatto che gusto per la bellezza e per l’arte nel posto non si può dire che manchi, o sia nei secoli precedenti mancato. Ma, come leggiamo, in una considerazione del tempo che fu: “...i nostri vasellai forse sono industri ma ignoran l'arte di affinar le crete ed applicare i colori, onde appressarsi alla maiolica”. Potrà dispiacerci, ma tant’é.
Ciò premesso, di là della nota e sempre creativa attività promozionale, espletata variamente nel corso dell’anno, terrei a sottolineare che particolarmente ad opera del Laboratorio didattico manipolativo “Creta Rossa” (del M° d’arte Giuseppe Buono, coadiuvato dalla decoratrice e pittrice Michela Monteodorisio) una cultura del cotto ceramico, innovativamente per il luogo, s’innesta nella sua tradizione d’uso e valorizazione della “creta”. Un valore aggiunto che trova anche presso altre “botteghe” vastesi una contemporanea e pregevole proposta, con manufatti che spaziano dall’artigianato artistico a creazioni d’arte vere e proprie. In tal senso, meritano un’esplicita citazione, in particolare: l’Associazione Culturale “Arti-Bus” (di Bruno Stivaletta, pittore e ceramista, supportato da Daniela Madonna, critico d’arte), dotata di ampio laboratorio didattico con sala espositiva, attiva anch’essa nella didattica ludico-creativa per piccoli, e ora nell’offerta di corsi, nelle diverse discipline artistiche, riservati ai giovani e agli adulti. Non meno, “Percorsi d’arte”, degli artisti Giulietta Spadaccini e Giuseppe Muzii, presenti e attivi in città con il proprio rinnovato laboratorio artistico e attraente esposizione commerciale. Con esse (e con altri singoli praticanti) a Vasto, indiscutibilmente, si è dato incremento nuovo, culturale ma non solo, alla qualità propositiva del fare “opera” anche con la ceramica. Un settore che altrove, per restare all’Italia - in particolare laddove è sviluppato in termini di qualità e di pregevolezza manufattiera ed estetica, costituisce persino un’attrattiva aggiunta per il luogo.  Si pensi a Castelli in Abruzzo, a Deruta o Gualdo Tadino in Umbria, a Faenza in Emilia, alla  ligure Albissola Marina, a Civita Castellana nel Lazio, alla salernitana Vietri sul Mare, e, per andare nel sud: a Grottaglie in Puglia, Caltagirone in Sicilia, o Assemini in Sardegna.
Se questo è un ‘buon’ discorso da fare anche per Vasto, ed è indubbio il valore molteplice e nuovo che hanno i Laboratori-Studio, d’artigianato e d’arte,  sopra citati, credo che gli stessi meritino maggiore attenzione anche da parte degli Enti Pubblici, con provvidenze che facilitino e rendano possibile ampliare le attività, e con iniziative promozionali (una Mostra annuale dedicata, ad esempio) volte a farle conoscere, sia localmente che in ambito esterno. Non meno, sarebbe opportuno che il locale Liceo Artistico istituisca Corsi dedicati anche alla Ceramica, seppure con Progetti collaterali e non strettamente legati ai programmi ministeriali, per ampliare la conoscenza della tecnica produttiva e dello specifico valore del manufatto in cotto-d’arte. Allo scopo andrebbe ripetuta ed ampliata – coinvolgendo e mettendo a frutto le specifiche professionalità presenti in città – la recente, positiva e assai apprezzata esperienza, per un arredo urbano creativo, posta in opera sulla ormai celebre Scala che fiancheggia la Casa Rossetti.
Seppure, nel tempo d’oggi, a Vasto non esistano più le fornaci per i mattoni, ... impastati come siamo di mare e d’argilla, come Dio primordialmente e quì in particolare ha voluto (per dirla con una espressione vagamente poetica), il mio auspicio è che ci si attivi sempre più per (saper) creare anche da noi manufatti di pregio e di bellezza per l’arredo, sia strutturale che di complemento, delle nostre abitazioni. Della città, casa comune, non meno.
Giuseppe F. Pollutri

Per maggiori info, si consulti in Rete:








Nessun commento: