Il presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Gianni Chiodi, allorquando si rende necessario rispondere alle critiche, che piovono sulla sua testa da
parte di rappresentanti politici del territorio del Vastese, si affida ai
suoi ben noti ventriloqui ben lieti di “servire” il capo.
Diventa così
piacevole e sorprendente scoprire che Antonio Prospero, vastese doc, ha
sposato con convinzione la creazione dell’ARAP (Azienda Regionale delle Attività Produttive) varata dalla Giunta di centrodestra della nostra
Regione conL.R. n.23 del 29 del luglio 2011 per il “Riordino delle Funzioni
in Materia di Aree Produttive”
Una legge che cancella il lavoro e
l’intuizione di eminenti esponenti della vecchia Democrazia Cristiana,
partito di provenienza dello stesso Prospero, del calibro di Remo Gaspari e
Vitale Artese che
si staranno rigirando dentro la tomba nel prendere atto di
questo autentico “scippo” operato da chi ha necessità di salvare strutture
che hanno fallito nei loro programmi e nei loro obiettivi. Loro, i Gaspari e
gli Artese, avevano avuto l’intuizione di creare i Consorzi Industriali
grazie ai quali nella nostra Regione si registrò crescita e sviluppo
economico.
Proprio la presenza di quei Consorzi Industriali consentì l’arrivo
in Abruzzo di aziende come la S.I.V. (poi Pilkington), della Magneti Marelli
(poi DENSO), della SEVEL, della Texas Instruments e così via.
Non è
quindi un discorso di becero campanilismo ma della constatazione di una spogliazione attuata in danno di alcuni territori che reclamano visibilità e presenza di strutture operative efficienti.
Ci sono i dati che parlano
più di ogni cosa.
Bastano solo alcuni elementi per far capire lo scippo che
si sta consumando in danno della Provincia di Chieti che con i suoi due
Consorzi Industriali, quello del Vastese e quello del Sangro, conta il
65,67% del valore dei sei Consorzi Industriali d’Abruzzo (Teramo, Avezzano,
L’Aquila, Sulmona, Val di Sangro e
Vasto) che daranno vita all’ARAP.
Il
Consorzio Industriale del Vastese porta in dote un capitale valutato dal tecnico incaricato dalla Giunta Chiodi, di ben 11.366 milioni di Euro, a
fronte dei soli 745 mila euro del Consorzio di Teramo. Il Consorzio della
Val di Sangro apporta un capitale di 6.032 milioni di lire a fronte dei 2.670
del Consorzio
di Avezzano e così via, per un totale del valore complessivo,
al 30 aprile u.s., di 26.493 milioni di Euro.
Mentre il Consorzio di
Chieti-Pescara è stato chiuso per i fatti che tutti conosciamo.
E la
sede dell’ARAP dove verrà allocata? A Pescara!!!
Altro che decentramento dei
servizi a vantaggio dei cittadini.
Siamo di fronte all’arroccamento dei
servizi nei centri di potere laddove la politica può continuare a fare il
bello ed il cattivo tempo.
Ma non basta. Secondo voci di corridoio il
Consorzio Industriale del Vastese pare abbia una disponibilità economica in
contanti di diversi milioni di euro.
Bene ha fatto, quindi, il Comune di
Vasto ad impugnare l’atto della Giunta Regionale che, in esecuzione della
legge regionale n.23 del 29 luglio 2011, ha avviato la procedura di
soppressione dei Consorzi Industriali della Regione.
Forse è stato fatto
poco. Occorrerebbe un’azione di protesta vibrante da parte di chi è chiamato
a rappresentare le nostre popolazioni nelle sedi deputate. Ma se anche un
consigliere regionale di questa parte d’Abruzzo plaude alla “geniale” idea
di Chiodi e Castiglione che speranza abbiamo ancora per il
futuro dei nostri
figli?
Giuseppe Forte

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