11 agosto 2013,
SINESTESIE, nei giardini di Palazzo d’Avalos, alle 21.30.
Una serata all’insegna della
Scienza, della Musica e della Sand Art.
L’evento è a cura del Centro
Culturale di Scienza e Arte, VastoScienza,
con il patrocinio del Comune di Vasto, e ha il sostegno del Lions Club Vasto
Host.
L’11 agosto della scorsa estate
VastoScienza regalava alla
città una serata-spettacolo dal titolo Notte di stelle.
In quell’occasione due giovani astrofisici vastesi, ricercatori presso il CERN
di Ginevra, Sonia Natale e Luca Perrozzi, in una cornice di musica, danza e
recitazione, hanno interagito con il folto pubblico parlando di stelle,
galassie e bosoni. Quest’anno il tema è quello delle SINESTESIE, un fenomeno
sensoriale/percettivo, che indica una "contaminazione" dei sensi. Dalla
percezione degli spazi immensi dell’Universo astronomico dunque a quella della
realtà in cui viviamo, che ci appare grazie al filtro dei nostri organi di
senso.
VastoScienza, ancora una volta
propone alla sua città un evento di divulgazione scientifica, coerente con la
sua mission, che è quella di diffondere la cultura scientifica e artistica,
utilizzando modalità di contaminazione dei saperi per una fruibilità alla
portata di tutti.
Pensata come conferenza-
spettacolo, la serata, condotta dall’affascinante Ileana Falcone, ospiterà la
neurologa Mafalda Cipulli e lo psicologo Luigi Gileno per la conversazione
scientifica, il direttore artistico musicale di Radio e Video Italia, Antonio
Vandoni e l'esperto ICT Renato De Ficis, per riflessioni relative all'aspetto
informatico e di produzione musicale sinestesica, e gli artisti Erica Abelardo
e Loris Baccalà per una suggestiva contaminazione di sand art e hang. Una
dinamica di esecuzione concertistica e
coreografica composita e multiforme vedrà le allieve della scuola di
danza di Maria Teresa Minicucci ballare su brani eseguiti da Francesco Valente,
Davide Marchesani e Simir Moschini. La regia è di Rosa Lo Sasso.
LA SINESTESIA COME STRUMENTO DI COMUNICAZIONE.
A scuola si apprende il significato di sinestesia come
figura retorica che consiste nell'accostare due termini appartenenti a sfere
sensoriali differenti (ad es.: suono nero, gusto appuntito, ecc.). Esiste però
una dimensione più concreta di questa parola, che riguarda una facoltà
percettiva piuttosto rara, ma reale, esistente. Ci sono persone, dette
sinesteti, che possono esperire realmente dei suoni come neri, o dei gusti come
appuntiti, i grafemi come colorati e altro ancora. Esistono tanti tipi di
sinestesia, ossia dei modi di "percepire assieme", di esperire uno
stimolo esterno tramite diverse modalità sensoriali.
Il suono è colore, gusto o tatto. Il profumo può essere
pungente. Il gusto può avere una forma. Le lettere possono essere dotate di una
personalità, e i numeri e i mesi dell'anno dotati di colore e organizzazione
spaziale. Il tutto nell'occhio della mente o, talvolta, anche all'infuori di
noi stessi.
Lo spettacolo SINESTESIE si propone di indagare gli aspetti
neuroscientifici e psicologici delle sinestesie dell'ascolto colorato, di
analizzare l’argomento da un punto di vista informatico e di produzione
radiofonica, e di rispondere alle seguenti domande: la sinestesia rende più
creativi? Ma soprattutto: può la sinestesia essere uno strumento di
comunicazione?
In chiusura di serata si creerà un'atmosfera particolarmente
suggestiva, quella della sand art, l'arte di manipolare e trasformare in figure
animate la sabbia, con un particolare uso della luce in unione con la
straordinaria, quanto insolita musica dell’hang. Le mani degliartisti diventano
energia plasmante su quella sabbia che si modella all’infinito, e sull’hang,
dai suoni evocativi, creando opere
d’arte irripetibili, che si creano e si distruggono mutando successivamente in
altre forme... Le figure visive e sonore create si caricano di una potenza
narrativa velata, diventano favole e racconti,… un viaggio affascinante.

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