Domani mercoledì ore 21.30 piazza Barbacani incontro con il giornalista scrittore Roberto Perrone, nuovo appuntamento di Scrittori in Piazza organizzato da Liber e Nuova Libreria.
Ricco il suo curriculum: ROBERTO PERRONE
Nato a Rapallo, vive
e lavora a Milano da
vent’anni. Per il Corriere ha seguito tutti i più importanti avvenimenti sportivi dell’ultimo decennio: le Olimpiadi, i Mondiali di calcio, i grandi tornei di tennis. Ha una passione, che definisce devastante, per il cibo, ma anche per la letteratura, per i viaggi, per gli incontri. In qualità di amante della buona cucina, sul Corriere della sera del sabato, nella rubrica Scorribande, ci delizia con curiosità e scoperte intorno al cibo fatte durante i suoi viaggi attraverso l’Italia. Questo vagabondare gli ha permesso di fare cose e di vedere gente.
vent’anni. Per il Corriere ha seguito tutti i più importanti avvenimenti sportivi dell’ultimo decennio: le Olimpiadi, i Mondiali di calcio, i grandi tornei di tennis. Ha una passione, che definisce devastante, per il cibo, ma anche per la letteratura, per i viaggi, per gli incontri. In qualità di amante della buona cucina, sul Corriere della sera del sabato, nella rubrica Scorribande, ci delizia con curiosità e scoperte intorno al cibo fatte durante i suoi viaggi attraverso l’Italia. Questo vagabondare gli ha permesso di fare cose e di vedere gente.
I suoi due primi romanzi Zamora
e La lunga sono stati pubblicati
da Garzanti
L’amore per la cucina e la passione per lo sport hanno
prodotto Le ricette consolatorie per
juventini e Le ricette consolatorie
per interisti. La serie Banana
football club, dedicata ai ragazzi, nasce dalla sua esperienza di
giornalista sportivo. I suoi ultimi romanzi La
ballata dell’amore salato, Averti trovato ora e Occhi negli occhi sono stati pubblicati da Mondadori.
Nel 2013 è uscito La
cucina degli amori impossibili che sarà presentato il 21 agosto, alle ore
21:30.
Forse due ristoranti "stellati" sono troppi per un
piccolo borgo, anche se quel piccolo borgo è incastonato nello splendido ed
esclusivo scenario della Riviera ligure: la rivalità diventa inevitabile e il
conflitto aperto molto probabile.
È quello che succede tra i Cavasso e i Maggiorasca, le famiglie titolari dei due ristoranti pluripremiati, da sempre vicinissime, da sempre irriducibilmente contrapposte.
Cesare Cavasso, uomo eccentrico e autoritario, cuoco di genio, ma abituato a tiranneggiare parenti e sottoposti, sostiene che Vittorio Maggiorasca, ex sous chef nel suo ristorante prima di mettersi in proprio, gli abbia rubato le ricette; Vittorio, al contrario, ritiene che sarebbe stato Cesare a ispirarsi alle sue idee. La loro rivalità dura per due decenni, senza che Vittorio riesca a ottenere l'agognata terza stella (quella che fa veramente la differenza). Fino all'improvvisa morte del patriarca Cavasso.
Per i Maggiorasca è finalmente il momento di sorpassare i rivali, rimasti senza guida; e per farsi sostenere in questa impresa fanno rientrare la figlia Rossella, che nel frattempo è diventata socia di un ristorante a Boston.
Sullo stesso aereo che la riconduce in Italia c'è anche Augusto Cavasso, il figlio di Cesare, affascinante giocatore di basket, che è divenuto una star della NBA dopo essersi allontanato vent'anni prima dall'Italia per non dover seguire le orme del padre, e che adesso sta tornando a casa per i funerali e per raccoglierne, malvolentieri, l'eredità. Tra i due, che non si conoscono, scatta, immediata, un'attrazione fortissima, ma basta scendere dall'aereo perché tutto si complichi. Lo sgomento che, a vederli insieme, si dipinge sul volto di sua sorella, rende subito chiaro ad Augusto che quella passione repentina quanto bruciante ha davanti a sé una strada tutta in salita... E così la contesa tra i Cavasso e i Maggiorasca si arricchisce di nuove tonalità, quasi fossero dei moderni Montecchi e Capuleti. Che stavolta, però, si fronteggiano in cucina.
Scandito con la grazia leggera di una favola e l'implacabile geometria di certe felicissime commedie, Roberto Perrone ci regala (ci serve, potremmo quasi dire) un racconto gustosissimo a base di amore e risentimento, alta cucina e umane bassezze, percorso da una vibrante sensualità, condito di humour tipicamente ligure. E nel tardivo apprendistato, culinario e amoroso, di Augusto, nella sua ascesa contrastata verso il cuore di Rossella, ogni lettore non potrà non riconoscere una parte di se stesso.
È quello che succede tra i Cavasso e i Maggiorasca, le famiglie titolari dei due ristoranti pluripremiati, da sempre vicinissime, da sempre irriducibilmente contrapposte.
Cesare Cavasso, uomo eccentrico e autoritario, cuoco di genio, ma abituato a tiranneggiare parenti e sottoposti, sostiene che Vittorio Maggiorasca, ex sous chef nel suo ristorante prima di mettersi in proprio, gli abbia rubato le ricette; Vittorio, al contrario, ritiene che sarebbe stato Cesare a ispirarsi alle sue idee. La loro rivalità dura per due decenni, senza che Vittorio riesca a ottenere l'agognata terza stella (quella che fa veramente la differenza). Fino all'improvvisa morte del patriarca Cavasso.
Per i Maggiorasca è finalmente il momento di sorpassare i rivali, rimasti senza guida; e per farsi sostenere in questa impresa fanno rientrare la figlia Rossella, che nel frattempo è diventata socia di un ristorante a Boston.
Sullo stesso aereo che la riconduce in Italia c'è anche Augusto Cavasso, il figlio di Cesare, affascinante giocatore di basket, che è divenuto una star della NBA dopo essersi allontanato vent'anni prima dall'Italia per non dover seguire le orme del padre, e che adesso sta tornando a casa per i funerali e per raccoglierne, malvolentieri, l'eredità. Tra i due, che non si conoscono, scatta, immediata, un'attrazione fortissima, ma basta scendere dall'aereo perché tutto si complichi. Lo sgomento che, a vederli insieme, si dipinge sul volto di sua sorella, rende subito chiaro ad Augusto che quella passione repentina quanto bruciante ha davanti a sé una strada tutta in salita... E così la contesa tra i Cavasso e i Maggiorasca si arricchisce di nuove tonalità, quasi fossero dei moderni Montecchi e Capuleti. Che stavolta, però, si fronteggiano in cucina.
Scandito con la grazia leggera di una favola e l'implacabile geometria di certe felicissime commedie, Roberto Perrone ci regala (ci serve, potremmo quasi dire) un racconto gustosissimo a base di amore e risentimento, alta cucina e umane bassezze, percorso da una vibrante sensualità, condito di humour tipicamente ligure. E nel tardivo apprendistato, culinario e amoroso, di Augusto, nella sua ascesa contrastata verso il cuore di Rossella, ogni lettore non potrà non riconoscere una parte di se stesso.

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