martedì 4 giugno 2013

INSIEME PER VASTO 20 anni dopo: UN PROGRAMMA DAL SAPORE VAGAMENTE "GRILLINO"

Copertina del programma
Quarta puntata
UN PROGRAMMA CON TANTE INTUIZIONI
di Nicolangelo D'Adamo
A premessa del programma elettorale di “Insieme per Vasto” troviamo una perentoria affermazione di principio dal sapore vagamente “grillino”: “Nella nostra città, si legge, il cittadino trova enormi difficoltà a rapportarsi con il Municipio, anche per le cose più elementari come
avere un’informazione. Tutto ciò non è casuale, ma frutto di una precisa scelta politica che ha trasformato il cittadino in cliente ed il diritto in favore: il Comune ha senso solo se è dalla parte del cittadino”.
Il distacco dall’Amministrazione precedente non poteva
essere più netto.                                                      
Partendo da questa premessa  l’intero testo del programma elettorale di “Insieme per Vasto” appare, ancor più oggi, pervaso da una grande aspettativa di rinnovamento e di trasparenza (si prometteva anche  la “pubblicazione dei patrimoni e dei redditi dei consiglieri” e, addirittura, di “affidare ad associazioni di utenti, a collegi ed ordini professionali la costituzione di osservatori sugli appalti e sul funzionamento dei servizi pubblici…  (essi) potranno  accedere  agli  atti  della  P.A. e riferire al Consiglio Comunale o alla Giunta, secondo le rispettive competenze).
Inoltre si esplicita un genuino bisogno di partecipazione popolare alle decisioni (a tale scopo si propongono i “referendum consultivi” e i “comitati di quartiere e di frazione”) ed una grande attenzione ai giovani fino a spingersi, magari un po’ velleitariamente, ad auspicare la nascita di “Centri Sociali Autogestiti”.
Ma se, oltre agli “auspici”, si rileggono oggi le singole proposte programmatiche, scopriamo una serie di felici intuizioni che in parte si sono concretizzate negli anni successivi ed altre aspettano di trovare attuazione perché, magari, di interesse intercomunale o provinciale come la “valorizzazione delle aree dimesse dalle FF.SS. (allora non si parlava ancora di “Parco della Costa Teatina”) e si aspetta ancora un accordo programmatico.
Ci sembra opportuno, perciò, segnalare alcune  proposte più  significative che hanno trovato realizzazione negli anni a venire come: l’”Istituzione della Riserva di Punta Aderci”, le “Piste Ciclabili”, il “Parcheggio Coperto di Via Foscolo”, il “Nuovo Piano Regolatore Generale” (approvato dalla Giunta Tagliente e che meriterebbe una vasta rivisitazione).
Molte altre proposte innovative sono state invece abbandonate dalle amministrazioni successive o giacciono desolatamente da anni negli armadi di qualche assessorato. Si pensi per esempio all’irrisolto problema  degli “Accessi al Mare”, la ristrutturazione del “Mercato di S. Chiara”, la “Strada di Collegamento S.Antonio Abate/Vasto Marina”, la “Sede Vastese dell’Archivio di Stato e della Motorizzazione “.
Nessuna Amministrazione successiva ha promosso “iniziative finalizzate a collegare il turismo della costa a quello dell’interno attraverso la definizione di itinerari storici, aarcheologici, paesaggistici, gastronomici e di folklore in modo da arricchire l’offerta mare”.
La mancanza di risorse finanziarie non consente oggi l’iscrizione al patrimonio comunale dell’intero Palazzo d’Avalos e l’acquisto di Palazzo Palmieri, ma dalla proposta di “Insieme per Vasto” sono passati  venti anni e forse poteva essere fatto qualche tentativo.
Né ha avuto seguito la proposta di favorire la realizzazione di “Impianti di Pescicoltura”.
Va aggiunto che un terzo “Palazzo” meriterebbe maggiore attenzione da parte degli Amministratori, un “Palazzo” che ha fortemente segnato la storia di Vasto nell’Ottocento, come gli altri due nell’Alto e Basso Medioevo. Mi riferisco a “Palazzo Ciccarone” in Corso Plebiscito!
Nella scelta toponomastica viene riassunto l’evento a cui  è legata quella strada: Il 21 Ottobre del 1860, lungo quella strada, sotto Palazzo Ciccarone, si festeggiò la vittoria dei “si” al Plebiscito che precedette di pochi mesi la proclamazione dell’Unità d’Italia.
In più occasioni ho  proposto di trasformare quel Palazzo in un “Museo del Risorgimento”, previa costituzione di una “Fondazione Ciccarone” con una partecipazione  comunale minoritaria rispetto alla famiglia. Mi auguro di essere ascoltato.

continua domani 

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