venerdì 7 giugno 2013

INSIEME PER VASTO 20 anni dopo: a nov.'93 il Tar annulla le votazioni, di nuovo alle urne nel '94

Nasce PATTO SEGNI / INSIEME PER VASTO

settima e ultima puntata
di NICOLANGELO D'ADAMO

ANNULLATE LE VOTAZIONI: DI NUOVO ALLE URNE NEL 94 CON CANDIDATO SINDACO DR. LISTORTO.
Rifondazione Comunista, o meglio il Segretario Daniele Menna, che non aveva accettato la sentenza del Consiglio di Stato che lo aveva escluso  dalle votazioni del 6 giugno ’93, non perse tempo a presentare un circostanziato ricorso al TAR per alcune irregolarità della lista Civica “Rinnovare”, a cominciare dal simbolo che riproduceva l’immagine di S. Michele, Patrono della città, ricorso teso a far ripetere le elezioni del giugno precedente.
Pur tra lo scetticismo generale, il ricorso fu accolto il 5 novembre di quell’anno e le elezioni furono annullate: bisognava, da subito, prepararsi ad una  nuova tornata elettorale.
Lo scioglimento del Consiglio Comunale, in seguito al ricorso presentato da Rifondazione Comunista,  e la necessità di riorganizzarsi per preparare una nuova lista ed impostare la successiva campagna elettorale, ma anche il bisogno di seguire le vicende amministrative ormai affidate ad un Commissario prefettizio, incarico ricoperto dal funzionario del Ministero dell’Interno dott. Eligio Cammarota, colsero impreparato il movimento “Insieme per Vasto”.  I partiti che ne avevano favorito la nascita cominciarono a riappropriarsi dei loro spazi e soprattutto  si mise in discussione il ruolo dell’ex gruppo Consiliare, a cominciare dal candidato Sindaco Giovanni Aloè.
Dopo interminabili discussioni e sterili confronti si arrivò alla rottura e gli esponenti del PDS, d’accordo con Rifondazione Comunista, decisero di presentare una propria lista, chiamata semplicemente “Progressisti”, ancorché collegata allo stesso candidato sindaco della lista di “Insieme per Vasto”.
Proprio sulla scelta del candidato sindaco fu chiara a tutti la diversità di interessi tra la sinistra e quel che rimaneva di “Insieme per Vasto”. Molta fu la freddezza del PDS e di RC per una ricandidatura  di Giovanni Aloè, al quale, che pur non aveva demeritato nell’elezione del 6 giugno precedente, si preferiva il dott. Giuseppe Listorto, ottimo medico e stimato professionista, ma anche avulso dalla realtà vastese.
Il movimento civico  “Insieme per Vasto”, indebolito dalla defezione della sinistra, mortificato dalla messa in discussione del suo Leader, registrò anche importanti defezioni e finì con l’accettare l’abbraccio con il neonato “Patto Segni”, un movimento politico nato dopo la grande vittoria referendaria  di Mario Segni per la scelta del maggioritario, presentando una lista congiunta, ovviamente  con un nuovo logo.
La scelta del candidato sindaco premiò Giuseppe Listorto e Giovanni Aloè, con indubbia generosità, accettò ugualmente di candidarsi, risultando poi il primo degli eletti.
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Finiva così, molto mestamente, una bella esperienza politica che si pensava fosse nata tra tanti slanci ideali e robusti propositi di rinnovamento. Ma, molto più probabilmente, fu l’emergenza del momento, il disorientamento a seguito delle inchieste di “Mani Pulite”, la voglia di apparire diversi e aperti: i partiti verso la  “società civile” e questa verso i partiti “riformati”, a far da collante agli inizi, quando il movimento si formò. Poi molti preferirono riprendere le vecchie strade e le vecchie abitudini, magari con nomi nuovi e vesti nuove.

LE VOTAZIONI DEL 20 NOVEMBRE 1994

All’appuntamento elettorale del 20 novembre 1994 furono presentate sei liste: “Rinnovare” e “Forza Italia-Ccd” con candidato sindaco Giuseppe Tagliente; “Patto Segni \ Insieme per Vasto” e “Progressisti” con candidato Sindaco Giuseppe Listorto, “Partito Popolare” con candidato sindaco Carlo Perrozzi e la “Diga Priapea” con candidato sindaco Angelo Di Falco. Quest’ultima lista, già nel nome, anticipò molti temi cari a Grillo e condusse l’intera campagna elettorale senza sconti per nessuno, con molta durezza  ed asprezze linguistiche. Ma evidentemente era troppo in anticipo e i tempi non erano maturi. A quella lista andarono solo 448 voti di preferenza, pari al 2,41%, non raggiunse il “quorum” e quindi nessun eletto.
I risultati elettorali premiarono, come era ampiamente previsto, la coalizione di centro destra e Giuseppe Tagliente fu rieletto sindaco con un’alta percentuale di voti, pari al 58,46%.
La lista civica “Rinnovare”, candidato Sindaco Giuseppe Tagliente, ebbe 8.300 voti, pari al 38,6% confermandosi di gran lunga il primo partito della città. La lista “Forza Italia\Ccd”, collegata al candidato sindaco Giuseppe Tagliente, riportò 3.118 voti, pari al 14,5 % .  Patto Segni \ Insieme per Vasto, candidato sindaco Giuseppe Listorto, ebbe 2641 voti pari al 12,3%; Progressisti, candidato sindaco Giuseppe Listorto, voti 4036, pari al 18,7%. Partito Popolare, candidato sindaco Carlo Perrozzi, voti 2983 pari al 13,8 % dei consensi. Diga Priapea, candidato sindaco Angelo Di Falco,  voti 448 pari a 2,41 % dei consensi.
La composizione del Consiglio Comunale, che prevedeva l’assegnazione di 18 consiglieri alla maggioranza e 12 alla minoranza, penalizzò ovviamente la lista civica “Insieme per Vasto” che pur presentandosi con il “Patto Segni” portava in Consiglio solo tre consiglieri, di cui solo due di provenienza “Insieme per Vasto”, ovvero Ivan Aloè (387 voti) e Antonio Nocciolino (244), mentre il terzo consigliere eletto, Mario Olivieri (200), era di provenienza Patto Segni.
Il Consiglio Comunale risultò così composto:
Maggioranza: Lista civica “Rinnovare”, Nazario Augelli, Pio Bucciarelli, Nicola Carlesi, Dario Ciancaglini, Massimo Desiati, Nicola Fariello, Nicola Mastrovincenzo, Antonio Obino, Filippo Pietrocola, Lorenzo Russo, Piergiorgio Savelli, Roberto Suriani, Giovanni Scè.
Lista Forza Italia-Ccd: Armando Scopelliti, Giovanni Bolognese, Vincenzo Ottaviano, Rosanna Porcelli, Davide Silano.
Minoranze: Progressisti, Giuseppe Listorto (candidato sindaco: voti 6601, pari 31% dei consensi), Domenico Generoso (192), Enzo Giattini (189), Michele Massone (268), Michele Sonnini (306).
Patto Segni \ Insieme per Vasto: tre eletti di sopra menzionati.
Partito Popolare: Carlo Perrozzi (candidato sindaco voti 2983 pari al 13,8 %), Nicola Del Prete (321), Leone Di Marco (292), Michele Notarangelo (217).
Durante la sindacatura le due liste di centrosinistra riuscirono comunque a condurre una opposizione condivisa, ma la sorte del movimento civico “Insieme per Vasto” era segnata. Progressivamente alcuni  rientrarono nei partiti di provenienza o iniziarono una nuova militanza partitica, altri abbandonarono l’impegno politico.
Si annunciava ormai la nascita dell’”Ulivo” di Romano Prodi. Un nuovo soggetto politico che conteneva istanze ed idealità molto vicine o addirittura identiche a quelle che erano state alla base della  nascita del movimento civico vastese, pertanto, almeno idealmente, ne continuava l’esistenza.
NICOLANGELO D’ADAMO


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