sabato 8 giugno 2013

INSIEME PER VASTO 20 anni dopo: la testimonianza di IVAN ALOE' protagonista di quella stagione politica

1993 Movimento INSIEME PER VASTO,
il sindaco designato IVAN ALOE
A conclusione delle ricostruzione storica delle votazioni del 6 giugno 1993 a Vasto, che portarono la destra al potere, dopo mezzo secolo di DC, pubblichiamo la testimonianza di Ivan Aloè sindaco designato di Insieme per Vasto il movimento che mise assieme SOCIETA' CIVILE E PARTITI di sinistra, anticipando per molti versi l'esperienza del'Ulivo. 

TESTIMONIANZA DI IVAN ALOE’
PREMESSA
Nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, si era portati a pensare che la politica fosse un mare di fango e tutto puro all’interno della cosiddetta “società civile” (una sorta di manicheismo ancora attuale). Non sapevamo più vederla, la politica, come un palcoscenico dell’eterna lotta tra il bene e il male che attraversava il Paese, i partiti e la società tutta.
Bisognava, dunque,  tentare di avviare un processo di chiarificazione attraverso un massiccio avvicinamento della società civile alla vita pubblica, nella consapevolezza dei costi che comunque bisognava pagare anche a livello personale.
Convinti come
eravamo che era sempre più difficile, oltre che deleterio, lasciare accadere le cose senza intervenire, senza dare un contributo. Sentivamo sempre più forte in noi la necessità di metterci in gioco, di gridare con tutte le nostre forze che fare una buona politica fosse possibile.
Buona politica quindi e non antipolitica.
In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata ,abbiamo pensato che la crisi in atto potesse essere un’occasione, anzi addirittura un’opportunità per cambiare le cose, coinvolgendo i cittadini, le associazioni e la società civile tutta.
A giudizio di don Milani: “affrontare i problemi da soli è egoismo, affrontarli “insieme” è politica”. Bisognava quindi affrontarli, questa volta, “insieme” per la nostra città, “per Vasto”. Per dare una sterzata netta al vecchio modo di fare politica. Bisognava dare un messaggio di speranza, parlando il linguaggio della verità, della trasparenza, del rinnovamento e delle riforme.
Comizio conclusivo al Ruzzi: a destra il candidato sindaco Ivan Aloè,
a sinistra Nicolangelo D'Adamo "anima" del Movimento Insieme per Vasto
VERSO L’ADESIONE PERSONALE
Determinante poi fu il fatto che andasse prendendo corpo l’idea (tante volte dibattuto nelle nostre conversazioni con l’amico Nicolangelo D’Adamo) che i partiti erano disposti a fare un passo indietro per unirsi poi tutti insieme in una lista civica di taglio progressista. L’idea di una lista capace di contrastare lo strapotere di sempre esercitato nella nostra città dalla Democrazia Cristiana, mi ha convinto definitivamente ad entrare in Politica.
In pratica di rivestire il ruolo, per me inedito, di “cittadino prestato alla politica”, rendendomi subito operativo con un impegno totale.
Deciso cosa fare, bisognava lavorare su come fare per coinvolgere nel progetto la “società civile” che appariva disorientata e confusa, visto il vuoto di etica pubblica e privata che il Paese stava registrando.
Eravamo caduti un po’ tutti in una sorta di relativismo morale o di doppia morale che aveva fatto elevare la corruzione a sistema.  Era inevitabile puntare , nei dialoghi con i cittadini, al recupero dei valori fondativi della nostra società. Si avvertiva la necessità di superare la vuota protesta per evitare la tentazione di gridare dall’alto senza però “sporcarsi le mani”, sottolineando sempre l’importanza della partecipazione alla vita politica, specie in un momento così difficile e drammatico.
Forte era la consapevolezza che la politica non è tutto, ma è fondamentale per la realizzazione del  bene comune.

comizio in piazza, a destra di Aloè, Gianfranco Smargiassi
VERSO LA POLITICA CON LA “P” MAIUSCOLA
Di nuovo Don Milani fece una importante riflessione sulla differenza che c’è tra il politico ed il politicante: il primo chiede il consenso su un suo progetto; il secondo lo attende dagli umori e dalle posizioni spesso demagogiche che ritiene di poter cogliere tra le masse.
Quindi la nostra politica andava subito qualificata con un progetto “alto” da proporre all’attenzione della popolazione vastese, un progetto che per essere credibile doveva essere fatto da cittadini onesti intellettualmente e puliti moralmente; un progetto che avesse i piedi per camminare e non il solito libro dei sogni, un progetto che facesse crescere la nostra città con idee innovative; un progetto per “dare una mano” in un momento delicato, come contributo, impegno, solidarietà, senso del dovere, spirito cristiano.  Ma anche un progetto per “togliere la mano” al momento opportuno per favorire il ricambio, aiutare i giovani ad inserirsi, perché in una democrazia vera la regola principale è il ricambio, iniziando magari con l’inserire in lista molti giovani.
Alberto Piccolotti e Ivan Aloè
I PRIMI PASSI DEL MOVIMENTO
Con lo spirito di sopra descritto, ci siamo gettati tutti a lavorare sul programma che doveva risultare dettagliato, puntuale e realizzabile. In particolare per quelle operazioni a costo zero e quelle operazioni che potevano vedere la luce in tempi brevi. Mano a mano che il lavoro andava avanti sentivamo di essere una forza alternativa, potenzialmente capace di governare la nostra città. Ogni giorno di più si rafforzava la consapevolezza di essere alle soglie di una vera e propria rivoluzione copernicana della politica vastese.
A dimostrazione che: “se molti uomini di poco conto, in molti posti di poco  conto, facessero cose di poco conto, la faccia della Terra potrebbe cambiare”.
Il mondo si può cambiare cominciando appunto con un piccolo seme di impegno personale.
SINDACO DESIGNATO
Ivan Aloè, sindaco designato nel '93
Tutto procedeva secondo il percorso designato, il consenso attorno al Movimento cresceva, grande era l’entusiasmo che mi spingeva a dare il meglio di me stesso. Niente mi faceva prevedere quello che sarebbe successo da lì a poco: la scelta fatta all’unanimità dal comitato cittadino di propormi come sindaco designato.
Chiesi ovviamente un po’ di riflessione prima di accettare. Grande fu il travaglio interiore nelle giornate a seguire: mi chiedevo in continuazione se, qualora eletto fossi stato in grado di assolvere ad un ruolo così importante; provavo a rivisitare le competenze che avevo acquisito in tanti anni di lavoro per valutare se fossero sufficienti ad assolvere degnamente il lavoro di sindaco; mi guardavo attorno per valutare chi e quanti potessero aiutarmi nel difficile compito. Mentre tutti questi pensieri affollavano la mia mente, facendomi vivere notti insonni, mi capitò di rammentare quanto avevo sentito in una conferenza su don Bosco: “la storia accoglie chi fa un progetto, chi disegna la storia anche in una piccola realtà; non accoglie invece chi si cancella, chi non fa, chi non lascia traccia, chi è meno di una lumaca, che pure lascia una bavetta anche se dopo un po’ scompare”.
Ruppi, allora, gli indugi ed accettai la candidatura.

Presentazione candidati in piazza
L’ESPERIENZA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
Incomincia a vivere in una dimensione diversa, a fare cose che non avevo mai fatto prima, a studiare ancora più profondamente quelli che erano i problemi della nostra città, acquisendo una documentazione la più rigorosa possibile ed una conoscenza profonda delle cose fatte a Vasto e delle cose da fare. La mia vita era diventata frenetica e le mie giornate lavorative si erano allungate a dismisura, visto che non ero disposto  a togliere tempo al mio lavoro di insegnante.
Quante esperienze maturai in quei pochi mesi!  Incontri con i cittadini anche nelle loro abitazioni; seminari con le varie categorie sociali, dibattiti in tv con avversari politici molto navigati, comizi in piazza e nei teatri. Ero abituato a parlare in pubblico, visto il mio ruolo di aggiornatore dei docenti, ma non davanti ad una marea di gente, dove mettevo in gioco la credibilità del movimento e la possibilità di vincere le elezioni.
Ivan Aloè con la candidata Giuliana Tosone
A trovare una forza anche fisica , che non credevo di avere, fu la speranza di realizzare i miei sogni di cittadino che mi facevano volare alto con le idee:
  1. una politica che coinvolgesse tutto il territorio, anche qualche comune del Molise, con Vasto capoluogo;
  2. chiusura del centro storico al traffico e rivitalizzazione dello stesso attraverso anche la utilizzazione di uno degli edifici scolastici per la sede di un corso universitario (in qualità di Orientatore scolastico e professionale ero a conoscenza della possibilità di attivazione di corsi universitari decentrati ( cosa, per la verità, realizzata in seguito dal sindaco Tagliente,in una sede diversa e logisticamente inadeguata. Progetto che fallì a causa di una convenzione con l’Università di Chieti troppo onerosa per il bilancio comunale);
  3. lo spostamento dello stadio Aragona in periferia e l’utilizzo di quelle aree anche con la creazione di parcheggi sotterranei collegati con la circonvallazione;
  4. aree verdi, viabilità, PRG che ipotizzasse strade larghe ed ampi parcheggi ecc.

Tanti piccoli e grandi episodi mi stimolavano ad andare avanti con convinzione e determinazione, ne cito in particolare uno: il giornalista del TG 3 Verna, alla fine di un mio appello elettorale, mi salutò dicendo: “Le faccio i miei migliori auguri perché ho la piacevole sensazione che Lei farà veramente molte delle cose che ha detto”. Per me fu ulteriore incoraggiamento.
Quei pochi mesi passarono velocemente, arrivò il responso delle urne. Il risultato elettorale ci penalizzò, anche e soprattutto perché non ho e non abbiamo come “Insieme per Vasto” mai voluto accettare compromessi al ribasso, abbiamo voluto essere  innovativi anche in questo.
Al giornalista che mi chiese un’intervista il giorno dopo il risultato elettorale, fatti i debiti auguri al sindaco neo eletto, dissi tra l’altro testualmente: “sono ovviamente amareggiato per il risultato che ha penalizzato i sogni di tutti quei cittadini che ci hanno votato ed anche i miei sogni, ma psicologicamente mi sento sereno perché sollevato da una grande responsabilità che mi stava per cadere addosso. Grandissima responsabilità, visto che per mia natura, sono abituato a fare quello che dico e ancor di più a fare quello che prometto”.
Vorrei stendere infine un velo pietoso su quello che è successo in seguito: mi è sufficiente ricordare che i partiti vollero tornare alle loro identità, uccidendo quella splendida creatura che pure avevano contribuito a far nascere.
Ho visto così dissipare , per insipienza e miopia, la più bella idea politica degli ultimi vent’anni a Vasto.
GIOVANNI IVAN ALOE’







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