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| Lista di "Insieme per Vasto", Amministrative 6 giugno 1993 |
quinta puntata
LA COMPOSIZIONE DELLA LISTA CIVICA “INSIEME PER VASTO”
di NICOLANGELO D'ADAMO
Abbiamo già accennato alla costituzione di un comitato misto, esponenti dei partiti e “società civile”, con il delicato compito di compilare la lista dei candidati.
A tale proposito si scelsero i seguenti criteri:
puntualmente quei criteri visto che agli esponenti di partito più riconoscibili vennero assegnati solo un quinto dei posti disponibili (6).
Nove furono le donne e dieci i giovani tra cui quattro studenti universitari.
Viene pubblicata a parte l’intera lista dei trenta candidati.
L’ansia di rinnovamento e la voglia di presentarsi alla città in una veste quasi del tutto civica segnò profondamente anche la campagna elettorale ed i comportamenti dei singoli candidati, anche con alcune punte di ingenuità.
Persino il comizio dell’on. Massimo D’Alema, voluto dal PDS, fu criticato all’interno del Movimento perchè ”di parte” e troppo… “caratterizzante”.
Niente di tutto questo nella lista civica di centrodestra “Rinnovare”: Il capolista candidato sindaco era Giuseppe Tagliente, a capo della sezione locale del MSI, e, con molto realismo, molti candidati erano esponenti riconoscibili di quel partito.
LA SCELTA DEL CANDIDATO SINDACO
Molto tempo fu dedicato alla scelta del candidato sindaco. Era infatti la prima volta che si sperimentava la nuova legge elettorale, quella ancora oggi in vigore, che impone la candidatura di un sindaco designato a cui vengono collegate le liste, o la lista, dei candidati consiglieri di quel partito o quella coalizione.
Lo stesso programma elettorale era ed è, ufficialmente, il “Programma del Sindaco”. All’elettore viene chiesto di esprimere due voti: uno per il candidato sindaco ed uno per il candidato consigliere prescelto. Se nessun candidato sindaco arrivasse al 50,1% si fa ricorso al ballottaggio.
Nel 1993 il ballottaggio era già fissato per il 20 giugno.
La legge elettorale non esclude la possibilità del voto disgiunto, ovvero un voto al candidato sindaco di centrosinistra ed un voto al candidato consigliere di centrodestra.
Questa possibilità potrebbe causare una maggioranza anomala in Consiglio Comunale, quella che comunemente si chiama “anatra zoppa”, ovvero, per esempio, un sindaco di centrosinistra ed una maggioranza consigliare di centrodestra. La legge non prevede l’automatica ripetizione del voto: se il sindaco eletto è capace di trovare una sua maggioranza in Consiglio, teoricamente può restare in carica anche per l’intero quinquennio, oppure si rivolta appena possibile.
Alla fine tutti convennero che un buon candidato era il prof. Giovanni Aloè, per tutti Ivan, molto conosciuto in città ed apprezzato docente di Lettere della locale Scuola Media “G.Rossetti”.
Si trattava infatti di un professionista non schierato con alcun partito, ma con sensibilità e valori riconducibili a quelli che animavano la nascente lista di “Insieme per Vasto”.
di NICOLANGELO D'ADAMO
Abbiamo già accennato alla costituzione di un comitato misto, esponenti dei partiti e “società civile”, con il delicato compito di compilare la lista dei candidati.
A tale proposito si scelsero i seguenti criteri:
- Ampio spazio ai candidati della “società civile”;
- almeno un terzo delle candidature riservato alle donne;
- uno spazio di riguardo ai candidati giovani.
puntualmente quei criteri visto che agli esponenti di partito più riconoscibili vennero assegnati solo un quinto dei posti disponibili (6).
Nove furono le donne e dieci i giovani tra cui quattro studenti universitari.
Viene pubblicata a parte l’intera lista dei trenta candidati.
L’ansia di rinnovamento e la voglia di presentarsi alla città in una veste quasi del tutto civica segnò profondamente anche la campagna elettorale ed i comportamenti dei singoli candidati, anche con alcune punte di ingenuità.
Persino il comizio dell’on. Massimo D’Alema, voluto dal PDS, fu criticato all’interno del Movimento perchè ”di parte” e troppo… “caratterizzante”.
Niente di tutto questo nella lista civica di centrodestra “Rinnovare”: Il capolista candidato sindaco era Giuseppe Tagliente, a capo della sezione locale del MSI, e, con molto realismo, molti candidati erano esponenti riconoscibili di quel partito.
LA SCELTA DEL CANDIDATO SINDACO
Molto tempo fu dedicato alla scelta del candidato sindaco. Era infatti la prima volta che si sperimentava la nuova legge elettorale, quella ancora oggi in vigore, che impone la candidatura di un sindaco designato a cui vengono collegate le liste, o la lista, dei candidati consiglieri di quel partito o quella coalizione.
Lo stesso programma elettorale era ed è, ufficialmente, il “Programma del Sindaco”. All’elettore viene chiesto di esprimere due voti: uno per il candidato sindaco ed uno per il candidato consigliere prescelto. Se nessun candidato sindaco arrivasse al 50,1% si fa ricorso al ballottaggio.
Nel 1993 il ballottaggio era già fissato per il 20 giugno.
La legge elettorale non esclude la possibilità del voto disgiunto, ovvero un voto al candidato sindaco di centrosinistra ed un voto al candidato consigliere di centrodestra.
Questa possibilità potrebbe causare una maggioranza anomala in Consiglio Comunale, quella che comunemente si chiama “anatra zoppa”, ovvero, per esempio, un sindaco di centrosinistra ed una maggioranza consigliare di centrodestra. La legge non prevede l’automatica ripetizione del voto: se il sindaco eletto è capace di trovare una sua maggioranza in Consiglio, teoricamente può restare in carica anche per l’intero quinquennio, oppure si rivolta appena possibile.
Alla fine tutti convennero che un buon candidato era il prof. Giovanni Aloè, per tutti Ivan, molto conosciuto in città ed apprezzato docente di Lettere della locale Scuola Media “G.Rossetti”.
Si trattava infatti di un professionista non schierato con alcun partito, ma con sensibilità e valori riconducibili a quelli che animavano la nascente lista di “Insieme per Vasto”.

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