sabato 8 giugno 2013

Giuseppe F. Pollutri: riflessione su notizie, quasi quotidiane, di gesti gravi e tristi

  
Perché oggi io dispero

I
Nel dì nostro feroce,
che la mano si fa strumento
improvvido che nega e toglie,
col fiato, futuro a sé e agli altri,
di sangue famigliari congiunti
e di società prossimi suoi,

che il Dio vede e provvede
ai fiori nei campi
agli uccelli nell’aria
ai pesci nelle acque
                      dei fiumi e nel mare,
                                  
non più
ragione ho di credere e sperare
che Provvidenza sia data a noi,
che per redenzione e d’amore
quel sacrificale Tuo gesto valga
a sottrarci dal peccare,
e dal precipizio d’inferno
                                       noi salvi.

II

Nel dì nostro inumano,
che la vita è tolta a chi si genera
e per un breve tempo
si alimenta, provvede ed ama,

motivo più non trovo e vedo
di credere e sperare
che per noi sia buona questa storia,
                           la terra e il tempo,
che meritevole sia da dirsi ancora
il cuore nostro,
                    e lodevole il Nome Tuo,
… Signore!

Giuseppe Franco Pollutri



Perché oggi io dispero – Nota dell’autore
Le notizie, pressoché giornaliere, di una de-generazione progressiva e crescente nei rapporti societari, e persino famigliari, mi portano a di-sperare nella natura - idealmente buona, o comunque redenta - dell’uomo.
Alternativa al …non voler più vedere e sentire, è questa mia irrefrenabile invocazione-grido al Dio, sino a giungere alla ‘blasfemia’, mettendo in dubbio che ancora “
lodevole sia il Nome” di chi, pur Dominus di ogni creatura, …non “vede e provvede”, a fronte del male organico, improvviso o accidentale, e del degenere gesto assassino degli innumerevoli Caino di questa terra!GFP, 2013

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