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Con l’avvento del fascismo, molti furono gli interventi
La
richiesta di cambio di denominazione venne approvata in sede di consiglio
comunale del 31 luglio dell’anno precedente. “Dato atto”, si legge nella delibera, “che insistentemente i cittadini del Comune reclamano dall’Amministrazione
che siano fatte le pratiche opportune per ottenere dalla Maestà del Re
Imperatore che sia cambiata la denominazione del Comune da quella di Vasto
nell’altra di Istonio”. La motivazione che emerse della delibera è che “tutta la gloria storica di questa terra si
riassume nel periodo durante il quale la città ebbe e conservò il nome di
Istonio, da quando, prima ancora che Roma sorgesse, Istonio figurava fra le più
importanti città marittime della Frentania…”. Pertanto, il Consiglio deliberò
di inoltrare la richiesta di autorizzazione a cambiare la denominazione in
quella di Istonio “e le venga confermato
il titolo di Città”.
Come
abbiamo già riferito, con Regio Decreto del 24 marzo 1938, visto i pareri
favorevoli del Rettorato provinciale di Chieti, venne concessa l’autorizzazione
a modificare la propria denominazione in Istonio. Nessuna menzione invece venne
fatta in merito alla richiesta di mantenere il titolo di “Città”.
L’autorizzazione venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 18 maggio, pertanto
dal giorno successivo la nostra città prese il nome di Istonio.
Già
il 24 maggio, tre giorni dopo la seduta del Consiglio comunale, con la presa
d’atto del decreto, lo storico Luigi Anelli, allora Direttore del Museo
Archeologico, pubblicò un foglietto dal titolo “Perché Il Vasto oggi si chiama Istonio?”, spiegando le motivazioni
già emerse in sede di consiglio comunale, ma anche i
ricordi spiacevoli legati al nome di Vasto: “Il continuo succedersi di incursioni e saccheggi da parte dei Saraceni
e dei Turchi, resi possibili dallo stato di indifesa nel quale i governi del
tempo lasciavano le nostre coste; le infeconde lotte cittadine fomentate da due
cleri rivali per futili quistioni di preminenze religiose; un millenio di quasi
ininterrotto vassallaggio,
e perfino il sequestro e la vendita della città, a causa degli enormi debiti
lasciati dal feudatario alla sua morte, avvenuta nel 1729. E ricordiamo ancora
che la denominazione de “Il Vasto” deriva, per corruzione di pronunzia,
dall’appellativo “Guasto di Aymone”, il quale ultimo nome si riferisce a un
generale franco di Carlo Magno, Aymone di Dordona, che, sceso in Italia con
poderoso esercito per reprimere la ribellione di Grimoaldo Duca di Benevento,
nell’anno 802 prese d’assalto Istonio, appartenente a quel Ducato, e la
distrusse”.
Dopo
la liberazione della città, con delibera del 10 ottobre 1944, il Sindaco
Giuseppe Nasci inoltrò apposita richiesta per ripristinare l’antica
denominazione del Comune. Il Decreto Luogotenenziale di abrogazione del
precedente decreto del 1938, venne approvato in data 15 novembre 1944 e
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 1944. Così la nostra città riprese il nome di "VASTO".
Lino
Spadaccini










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