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| La suggestiva processione di San Nicola nei decenni passati |
Come
da vecchia tradizione iniziata agli inizi degli anni Sessanta, la terza
domenica di maggio si festeggia San Nicola della Meta.
OGGI alle ore 16,30 la statua del Santo taumaturgo verrà portata in processione
presso la chiesa di Sant’Antonio di Padova, mentre domenica, dopo la S. Messa
prevista alle ore 9,45, la statua di San Nicola verrà riportata in processione
nella propria chiesa.
La
piccola cappella di S. Nicola della Meta sorge
in bella posizione panoramica che guarda verso il mare a nord-est di Vasto. Sconosciute le origini della chiesa, le prime notizie risalgono al 1644 al tempo dello storico vastese Nicola Alfonso Viti.
in bella posizione panoramica che guarda verso il mare a nord-est di Vasto. Sconosciute le origini della chiesa, le prime notizie risalgono al 1644 al tempo dello storico vastese Nicola Alfonso Viti.
Restaurata
nel 1875, dopo quasi quarant’anni di totale abbandono, per l’interessamento e
la devozione della famiglia Miscione, la chiesa fu inaugurata e benedetta, con
una solenne funzione sacra, con l’intervento delle autorità cittadine e
migliaia di persone accorse per l’occasione. Al termine della celebrazione, il
simulacro venne portato in processione in mare sopra le paranze.
A completare
l’opera di restauro, quattro anni dopo, su richiesta del canonico Giuseppe
Miscione, venne realizzato, su disegno di Alfonso Celano (l’autore del bozzetto
del monumento a Gabriele Rossetti) una piccola stanza annessa alla cappella,
per maggior comodità del sacerdote, che in questo modo si sarebbe potuto recare
in chiesa anche nei mesi invernali. Nonostante la riapertura della chiesa, per
circa trent’anni la processione in mare
non venne più ripetuta.
Nel 1903,
come riportato dal periodico locale Istonio,
si volle rinnovare la festa del primo anno e la statua del Santo, imbarcata nel
piccolo porticciolo detto della Meta, processionalmente, seguito dalle altre
barche, arrivò fino in direzione della stazione
di Vasto Marina, accolta da una folla immensa accorsa sull’arenile.
Altri
interventi di rilievo sulla chiesa, vennero effettuati nell’estate del 1959,
con il rifacimento del tetto, il prolungamento dell’abitazione di metri 2,30 e
lo spostamento del campanile, come oggi lo si vede, a spese del Genio Civile di
Chieti. Dal disegno di Alfonso Celano è possibile notare la posizione
originaria del campanile.
“La piccola chiesa di
S. Nicola anche oggi è lì, a guardia del mare”, scriveva il giornalista e
storico vastese Alfonso Sautto negli anni ’30, “ad essa volgono gli occhi i marinai quando sulle loro fragili barche si
allontanano dalla riva; il loro sguardo è preghiera ardente al Santo che li
protegga dalla tempesta in alto mare! Ogni anno, quando la terra era tutta una
primavera di fiori e di armonia, quando i prati si coprivano di margheritine
rosse e bianche, in un giorno di domenica la statua di S. Nicola veniva portata
per una settimana nella Cattedrale della Città e, nella domenica successiva,
dalla spiaggia della stazione ferroviaria, e per mezzo delle barche da pesca,
veniva ricondotta alla sua cappella”. Il giorno della festa nella piccola
spianata era sempre piena di gente festante tra grida “dei venditori della fiera, i suoni dei fischietti e delle trombette dei
bimbi, le mille voci diverse della fiumana di popolo rendevano quel solitario
luogo una bolgia infernale”.
Sicuramente
suggestiva, la processione in mare, a causa di difficoltà tecniche
organizzative ed anche per motivi di sicurezza, molte volte è saltata. Una
delle processioni rimaste memorabili è senz’altro quella del 1974, a causa
delle numerose polemiche che ne sono seguite. Il giorno della vigilia della
festa, la statua di San Nicola venne portata processionalmente fino a Vasto
Marina, per essere condotta all’interno della chiesa di Stella Maris per la
tradizionale benedizione alla statua del Santo. Ma i fedeli quella volta
trovarono un’amara sorpresa: la porta della chiesa rimase chiusa e non ci fu
verso per farla aprire. “Ci son state
proteste contro i frati”, riportò il periodico Vasto Domani dell’epoca, “che hanno fatto sapere che a quell’ora si
doveva celebrare un matrimonio e non era quindi possibile, in coincidenza, fare
entrare i fedeli con la statua, in chiesa, per la benedizione. Reclami,
proteste, non hanno deposto bene per la serietà della spontanea, secolare,
suggestiva manifestazione religiosa in onore di S. Nicola”.
Lino
Spadaccini

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