sabato 18 maggio 2013

Domani, domenica, la Festa di San Nicola

La suggestiva processione di San Nicola  nei decenni passati
Oggi la statua del santo verrà portata in processione alla chiesa di S. Antonio.
Come da vecchia tradizione iniziata agli inizi degli anni Sessanta, la terza domenica di maggio si festeggia San Nicola della Meta.
OGGI alle ore 16,30 la statua del Santo taumaturgo verrà portata in processione presso la chiesa di Sant’Antonio di Padova, mentre domenica, dopo la S. Messa prevista alle ore 9,45, la statua di San Nicola verrà riportata in processione nella propria chiesa.
La piccola cappella di S. Nicola della Meta sorge
in bella posizione panoramica che guarda verso il mare a nord-est di Vasto. Sconosciute le origini della chiesa, le prime  notizie risalgono al 1644 al tempo dello storico vastese Nicola Alfonso Viti.



Restaurata nel 1875, dopo quasi quarant’anni di totale abbandono, per l’interessamento e la devozione della famiglia Miscione, la chiesa fu inaugurata e benedetta, con una solenne funzione sacra, con l’intervento delle autorità cittadine e migliaia di persone accorse per l’occasione. Al termine della celebrazione, il simulacro venne portato in processione in mare sopra le paranze.
A completare l’opera di restauro, quattro anni dopo, su richiesta del canonico Giuseppe Miscione, venne realizzato, su disegno di Alfonso Celano (l’autore del bozzetto del monumento a Gabriele Rossetti) una piccola stanza annessa alla cappella, per maggior comodità del sacerdote, che in questo modo si sarebbe potuto recare in chiesa anche nei mesi invernali. Nonostante la riapertura della chiesa, per circa trent’anni  la processione in mare non venne più ripetuta.

Nel 1903, come riportato dal periodico locale Istonio, si volle rinnovare la festa del primo anno e la statua del Santo, imbarcata nel piccolo porticciolo detto della Meta, processionalmente, seguito dalle altre barche, arrivò fino in direzione  della stazione di Vasto Marina, accolta da una folla immensa accorsa sull’arenile.
Altri interventi di rilievo sulla chiesa, vennero effettuati nell’estate del 1959, con il rifacimento del tetto, il prolungamento dell’abitazione di metri 2,30 e lo spostamento del campanile, come oggi lo si vede, a spese del Genio Civile di Chieti. Dal disegno di Alfonso Celano è possibile notare la posizione originaria del campanile.
La piccola chiesa di S. Nicola anche oggi è lì, a guardia del mare”, scriveva il giornalista e storico vastese Alfonso Sautto negli anni ’30, “ad essa volgono gli occhi i marinai quando sulle loro fragili barche si allontanano dalla riva; il loro sguardo è preghiera ardente al Santo che li protegga dalla tempesta in alto mare! Ogni anno, quando la terra era tutta una primavera di fiori e di armonia, quando i prati si coprivano di margheritine rosse e bianche, in un giorno di domenica la statua di S. Nicola veniva portata per una settimana nella Cattedrale della Città e, nella domenica successiva, dalla spiaggia della stazione ferroviaria, e per mezzo delle barche da pesca, veniva ricondotta alla sua cappella”. Il giorno della festa nella piccola spianata era sempre piena di gente festante tra grida “dei venditori della fiera, i suoni dei fischietti e delle trombette dei bimbi, le mille voci diverse della fiumana di popolo rendevano quel solitario luogo una bolgia infernale”.

Sicuramente suggestiva, la processione in mare, a causa di difficoltà tecniche organizzative ed anche per motivi di sicurezza, molte volte è saltata. Una delle processioni rimaste memorabili è senz’altro quella del 1974, a causa delle numerose polemiche che ne sono seguite. Il giorno della vigilia della festa, la statua di San Nicola venne portata processionalmente fino a Vasto Marina, per essere condotta all’interno della chiesa di Stella Maris per la tradizionale benedizione alla statua del Santo. Ma i fedeli quella volta trovarono un’amara sorpresa: la porta della chiesa rimase chiusa e non ci fu verso per farla aprire. “Ci son state proteste contro i frati”, riportò il periodico Vasto Domani dell’epoca, “che hanno fatto sapere che a quell’ora si doveva celebrare un matrimonio e non era quindi possibile, in coincidenza, fare entrare i fedeli con la statua, in chiesa, per la benedizione. Reclami, proteste, non hanno deposto bene per la serietà della spontanea, secolare, suggestiva manifestazione religiosa in onore di S. Nicola”.

Lino Spadaccini


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