sabato 25 maggio 2013

50° ITIS: ricordo di una indimenticabile visita a Giovanni Paolo II nel 2004



UNA GIORNATA INDIMENTICABILE VISSUTA DALL’ITIS “E. MATTEI” IL 18 FEBBRAIO 2004 CON PAPA GIOVANNI PAOLO II
Il recente pellegrinaggio “ad Petri sedem”, che tanti sacerdoti e
fedeli delle diverse parrocchie dell’arcidiocesi di Chieti-Vasto, guidati da Mons. Bruno Forte, hanno fatto in occasione dell’Anno della Fede (una giornata vissuta accanto a Papa Francesco e ricca di tante emozioni interiori), mi ha riportato alla memoria – alla vigilia della Celebrazione del 50° dell’ITIS di Vasto – un altro pellegrinaggio, organizzato da tutta la Comunità Scolastica dell’ITIS “E. Mattei” il 18 febbraio 2004.

Quel Mercoledì memorabi­le più di 900 persone, tra alunni, docenti, personale Ata, ai quali si aggiunsero anche alcuni genitori, furono ri­cevute in udienza da Papa Giovanni Paolo II nella Sala Nervi. L'idea partì, con l'adesione entusiasta del Preside prof. Fernando Fiore, dai docenti di religio­ne, che fecero richiesta al Ve­scovo, Mons, Edoardo Menichelli, il quale si interessò su­bito perché l'iniziativa si con­cretizzasse.

Ben 18 pullman partirono, così, alla volta di Roma, quando ancora la città del Va­sto era immersa nel sonno, con l'allegria che soprattutto i giovani sanno portare con sé e con la gioia di andare ad ascoltare l'insegnamento pa­storale di uno dei personaggi più amati dalla gioventù d'og­gi per il suo grande carisma umano e spirituale.

La Sala Nervi accolse la Co­munità scolastica dell'ITIS nella sua imponente struttu­ra, con la presenza già di mol­ti gruppi, associazioni, par­rocchie, semplici fedeli venuti dalle varie nazioni e conti­nenti. Tutti si alzarono, esplo­dendo in un caloroso applau­so, quando il Papa fece il suo ingresso. Poi si ricompose un religioso silenzio, per ascolta­re la calda e intensa parola del Pontefice, incentrata sullo splendido inno di "benedizio­ne" che apre la Lettera agli Efesini. Esso, disse il Papa, è come "una maestosa costru­zione, destinata ad esaltare la meravigliosa opera di Dio, attuata per noi in Cristo" ed evidenzia come la signoria di Cristo si estenda sia al cosmo sia a quell'orizzonte più speci­fico che è la Chiesa.

Cristo, aggiunse il Papa, svolge una funzione di pie­nezza, così che in lui si riveli il Mistero nascosto nei secoli e tutta la realtà realizzi - nel suo ordine specifico e nel suo gra­do - il disegno concepito dal Padre fin dall'eternità.

Coinvolgente, al termine del discorso, fu l'intervento dei monsignori, che presenta­rono al Papa in diverse lingue i vari gruppi presenti all'u­dienza. Quando fu chiamato l'ITIS, esplose una ovazione indescrivibile con lo sventolio dei fazzoletti gialli, mentre si scandiva a gran voce il nome "Giovanni Paolo II".

Quella giornata del 18 febbraio ha segnato la vita dell’ITIS, evidenziando una scuola impegnata a far crescere le nuove generazioni non solo sul piano intellettuale, ma anche e soprattutto sul piano umano e spirituale.

LUIGI MEDEA



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