Nuovo grande appuntamento presso le Scuderie di Palazzo
Aragona con la mostra dedicata all’artista teatino Gaetano Memmo.
Un evento di rilievo, che segue quello degli anni
precedenti
dedicati a Leopoldo Marciani e Gigino Falconi, ma che ha anche il sapore del
ritorno, a ventitré anni di distanza da un’altra memorabile mostra a Palazzo
d’Avalos, condivisa con il maestro Vito Pancella.
Promosso dal Comitato Premio Vasto di Arte Contemporanea e
dal Comune di Vasto, la suggestiva location del Palazzo Aragona ospita la
mostra antologica con pregevoli opere realizzate dal maestro Memmo durante la
sua lunga attività artistica.
A fare gli onori di casa l’avv. Roberto Bontempo, che ha
brevemente tracciato la figura dell’artista (classe 1928) e delle sue opere “senza
titolo”, perché sono tutte donne con paesaggio e quindi il titolo sarebbe sempre
lo stesso. La donna elemento essenziale presente in ogni quadro, capace di
trasmettere emozioni. “Sembra quasi che
l’artista abbia un chiodo fisso”, ha scherzato l’avv. Bontempo, “raffigurata spesso senza veli, ma immerso
nel sogno e nella poesia”.
La critica Maria Cristina Ricciardi, assente per un altro
impegno, ha lasciato una piccola testimonianza, sottolineando che “Memmo è espressione piena e consapevole di
quella straordinaria generazione di pittori italiani uniti dall’intento di
indagare la realtà sotto una nuova luce, svincolata dal realismo e restituita
in termini di riflessione sul significato dell’esistenza… Le sue opere”,
scrive ancora la Ricciardi, “si offrono
come pagine di riflessione, come lettura di un presente che gli artisti, quando
sono veramente tali, sanno fermare e raccontare come non si potrebbe
diversamente… Così i suoi paesaggi, si lasciano più evocare che descrivere ed
anche le figure femminili, in esso contenute, hanno più l’evanescenza opalina
di fantasmi, di apparizioni, che non di donne reali”.
La mostra rimarrà
aperta fino al prossimo 2 giugno e potrà essere visitata dalle 17,30 alle
20,30.
Lino Spadaccini
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