L’eco della scoperta della
grotta di Monte Calvo, avvenuta il 24 marzo del 1803, in territorio di Falicon,
in Provenza, contribuì senz’altro ad accrescere la notorietà del poeta e
letterato vastese Domenico Rossetti, tanto che la Municipalità di Nizza gli
affidò
l’incarico di dettare un’iscrizione latina in ricordo dell’eroina
nizzarda Caterina Segurana.
“Nell’anno 543”, scrisse Domenico
Rossetti nelle note del poemetto La
Grotta di Monte Calvo, “la città di
Nizza fu assediata per lo spazio di 22 giorni per terra, e per mare dai Turchi,
comandati da un certo Ariadeno Pirata: Barbarussa
classem ad Niceam Provinciæ admodum admovens urbem graviter oppugnavit (Geuf.
apud Jo. Bernard. Veneros. in Genio Ligure).
Nell’atto però
dell’invasione, che accadde di notte tempo, si distinse oltremodo una donna
Nizzarda del basso ceto, per nome Caterina Segurana; ma molto più conosciuta
sotto il soprannome provenzale di maufaccia,
cioè malfatta. Accortasi ella sola al
principio, che il torrente dell’armata già s’impadroniva della Città, qual
novello Orazio al ponte, si oppose a quella con incredibile coraggio, e valore;
e poi con forti e replicati colpi di un grosso bastone, o marruca, uccise prima
un Alfiere Turco, che già era vicino a inalberare la bandiera Ottomana sulle
mura della Città: impadronitasi quindi della bandiera medesima, seguitò a
combattere da intrepida Amazzone, finché la truppa ch’era in Città e gli
abitanti tutti avvertiti e chiamati dalle di lei voci corsero frettolosamente
ad ajutarla, ed a respingere l’esercito nemico. Fin da quell’epoca fu eretta
una statua in di lei onore, che essendo stata in seguito corrosa, e disformata
dalle ingiurie, e vicende dei tempi, quella rispettabile, e zelante
Municipalità le ha fatto ultimamente erigere un nuovo e più magnifico
monumento, rappresentante l’eroica Donna in atto di uccidere il detto Alfiere
già caduto vinto sotto i di lei piedi”.
Questo il testo
dell’iscrizione latina dettata dal Rossetti:
Catharinæ Segvranæ,
patriæ a tvrcis
svb aryadeno pyrata
terra marique /
xxii dierum spatio
obsessæ
aggressionis conflictv
piæ ac mirandæ
servatrici
novvm monvmentvm
vetere iam magna ex
parte
ætate fatiscente
concives
grati animi ergo
mvnicibvs vrbis
administratoribvs
cvrantibvs
anno reipvblicæ
gallicæ xi
heroidi nicænæ
erexere dedidere
L’iscrizione venne riportata
sul monumento che il Municipio fece innalzare, durante lo stesso anno, su una
fontana realizzata a Corso Saleya, e precisamente, come riferisce Jean-Baptiste
Toselli, “sous le grand escalier qui
conduit sur la Terrasse, à l'endroit même où est maintenant le passage qui
aboutit à la Cité du Parc”. Oltre all’iscrizione appena citata, gli storici
ricordano che sui quattro pilastri della fontana c’erano altrettante
iscrizioni, due in latino e due in francese, tutte dettate dal poeta vastese
Domenico Rossetti. Il monumento venne inaugurato probabilmente proprio il 15
agosto, giorno della ricorrenza dell’atto eroico compiuto dalla Segurana. Ma,
purtroppo, a causa del rapido deterioramento, dello storico monumento oggi non
esiste più nulla. Nel 1923, per pubblica sottoscrizione, venne inaugurato un
nuovo monumento.
Nel breve periodo di
permanenza nella città provenzana il Rossetti, come di consuetudine, studiò e
approfondì le notizie di storia locale. Ma non si limitò
a proporre le tesi di illustri storici: egli stesso formulò nuove ipotesi,
tanto da essere successivamente riprese e tenute in considerazione da altri
storici come ipotesi plausibili.
Oggi, una delle strade
principali del centro storico, che conduce alla cattedrale di Santa Reparata, è
chiamata Rue Rossetti. Questa strada
commemora più Rossetti, che hanno legato il nome alla città di Nizza, e tra
questi c’è anche il nostro Domenico Rossetti, poète très savant (poeta molto dotto).
Lino Spadaccini


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