Iniziativa dell’Associazione “Amici degli Anziani” e del Centro di
Aggregazione Anziani “Michele Zaccardi”, relatore il prof. Luigi Medea
Organizzato dall’Associazione “Amici degli Anziani” e dal Centro di
Aggregazione Anziani “Michele Zaccardi”, con il Patrocinio del Comune di Vasto,
si è svolta Mercoledì 24 aprile 2013 presso
foto
la Sala Convegni degli ex Palazzi
Scolastici di Piazza Rossetti una interessante conferenza-dibattito sul tema
“L’amicizia è ancora un valore?”.
Relatore è stato il giornalista prof. Luigi Medea, fondatore e segretario
generale del Premio Nazionale “Histonium”, mentre ha svolto il ruolo di
moderatrice la giornalista di TRSP Paola D’Adamo.
Dopo gli interventi dei due Presidenti dei sodalizi Angela Poli Molino e
Franco Silla, ha preso la parola l’Assessore ai Servizi Sociali, dott. Antonio
Spadaccini, che ha rivolto il saluto ai presenti, a nome dell’Amministrazione
Comunale, esprimendo, poi, il suo apprezzamento per la felice unione
nell’impegno organizzativo dell’Associazione “Amici degli Anziani” con il Centro
di Aggregazione Anziani per realizzare un’iniziativa, volta ad approfondire un
tema di grande rilevanza, qual è appunto quello sull’amicizia, nella nostra
società, sempre più spesso segnata dall’egoismo e dall’utilitarismo.
Come introduzione all’argomento Paola D’Adamo ha letto una intensa poesia
sull’amicizia, scritta da una ragazza, per poi passare il microfono al
relatore.
Il prof. Medea ha iniziato la conferenza spiegando innanzitutto l’importanza
del rapporto con l’altro (“Nessun uomo è un’isola”) e sottolineando che la vera
relazione costruttiva “non è quella in cui si tende ad ignorare o ad appiattire
le differenze, ma piuttosto quella che si sviluppa da soggetto a soggetto e che
consente a ciascuno di valorizzare la propria singolarità personale, perché se
non c’è reciprocità non c’è arricchimento, ma solo plagio di coscienza e
dominazione dell’uomo sull’uomo”.
Scendendo nella particolarità del tema il prof. Medea ha cercato di
rispondere alla domanda: “Che cosa è l’amicizia?”, approfondendone la
definizione, l’approccio dal punto di vista oggettivo e soggettivo, gli elementi
che emergono dagli studi di alcuni filosofi e scrittori dell’antichità (in
particolare Aristotele, per il quale “l’amicizia non è un optional, ma
un’esigenza profonda dell’essere umano” e Cicerone, che vede l’amicizia “come
una forma d’amore e frutto di affinità elettive”), l’identificazione di quello
che è esclusivo dell’amicizia (rilevata attraverso il confronto con un’altra
forma di reciprocità: l’innamoramento, attraverso alcune suggestive
interpretazioni del noto sociologo Francesco Alberoni).
Il relatore è passato, quindi, ad indicare lo sviluppo sul tema dell’amicizia
presente nella Bibbia, nell’insegnamento di Gesù e nel magistero della Chiesa,
per completarne l’arricchimento valoriale con alcuni richiami letterari
(“Narciso e Boccadoro” di Hesse, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, le
riflessioni del poeta libanese Kalil Gibran, alcune liriche inviate al Premio
Histonium).
A questo punto il prof. Medea ha cercato di spiegare se esista o no ancora
l’amicizia nel mondo contemporaneo, sottolineando che “se ad una prima
osservazione sembrerebbe di no, perché nella società di oggi, dominata
soprattutto dall’utile economico, dalla competizione per il potere, dalla
raccomandazione, c’è ben poco spazio per i rapporti personali sinceri, in realtà
l’amicizia continua ad essere una componente essenziale della nostra vita”.
Ma affinché l’amicizia sia vera e duratura è necessario conoscerne le regole
principali e rispettarle scrupolosamente. Esse sono: l’autenticità, la
sincerità, l’umiltà, la pazienza e la generosità. “Solo inserendo giorno per
giorno nell’amicizia questi ingredienti, - ha concluso il prof. Medea - è
possibile dare a questo sentimento interpersonale gusto e ricchezza di
valori”.
E’ seguito un ampio dibattito, con il racconto anche di personali esperienze
da parte dei presenti.
Nessun commento:
Posta un commento