Con la
Domenica delle Palme ha inizio la Settimana Santa, “tempo
forte” della cristianità in cui vengono celebrati e meditati la passione, morte
e resurrezione di Gesù Cristo.
In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a
Gerusalemme osannato dalla folla che lo saluta agitando rami di palma. In
ricordo di questo avvenimento, la liturgia solitamente si svolge iniziando da
un luogo al di fuori della chiesa, dove i fedeli si radunano e il sacerdote
benedice i rami di ulivo, simbolo di pace e di vittoria, quindi ha inizio la
processione verso la chiesa intonando dei canti di gioia o delle preghiere.
Durante la celebrazione della S. Messa si entra in un clima di raccoglimento e
viene letto, solitamente dal sacerdote e da altri due lettori, il lungo
racconto della Passione di Gesù. ![]() |
| Inizio anni '90, parrocchia Immacolata, oggi S. Maria del Sabato Santo |
Lunedì, Martedì e Mercoledì Santo, apparentemente sembrano
giornate vuote, mentre in realtà sono importanti perché di preparazione al
triduo pasquale, con particolare attenzione ai doveri della confessione.
Il Giovedì Santo, nella mattinata non si celebra
l’eucarestia nelle chiese, ma viene celebrata un’unica Messa, chiamata Messa
Crismale, in ogni diocesi, presieduta dal vescovo e da tutti i suoi presbiteri
e diaconi. In questa messa vengono consacrati gli Olii santi (che verranno
utilizzati per tutto l’anno per l’amministrazione dei Sacramenti), mentre i
presbiteri rinnovano le promesse sacerdotali. Nel pomeriggio dello stesso
giorno, inizia il solenne triduo pasquale con la Messa in Coena Domini, dove
si ricorda l’Ultima Cena. In molte chiese ancora oggi si ripete il rito della
lavanda dei piedi. Al termine della messa i ministri cambiano il colore
liturgico, assumendo il viola, ed ha luogo il rito della spoliazione degli
altari e la velatura delle croci.
Come da tradizione in ogni chiesa viene realizzato l’Altare
della Reposizione, dove viene custodita l’Eucarestia per l’Adorazione e la
comunione del venerdì. Durante la serata e nelle prime ore del mattino
successivo, i fedeli si recano in sette chiese per la visita ai cosiddetti
“Sepolcri” (li Seppileche).
Il Venerdì è il giorno del dolore e del lutto universale, ma
è anche giorno di digiuno ed astinenza dalla carne. Verso le tre del pomeriggio
si svolge il rito della Passione, sostanzialmente divisa in tre parti: la
liturgia della parola, con la lettura della Passione secondo S. Giovanni,
l’Adorazione della Croce e la santa comunione. Al termine, i fedeli in silenzio
sciolgono l’assemblea.
Il Sabato Santo non viene celebrata nessuna liturgia. Al
mattino dalla chiesa dell’Addolorata muoverà la processione della Madonna con
il Cristo morto, per le vie del centro storico. Le chiese rimangono spoglie in
segno di lutto fino alla solenne Veglia pasquale quando “se scioje le cambane”
per festeggiare la
Resurrezione del Cristo.
Con manto funebre, con
volto tristo,
La venerabile sposa di
Cristo
A noi rammemora con
flebil voce,
Che già s’approssima
nell’anno il di
Ch’Ei sul Calvario
confitto in croce
Fra mille spasimi per
noi morì.
A bruno il tempio
coperto è tutto,
E sol vi regnano
mestizia e lutto:
I bronzi concavi già
muti sono
Che a gaudio il popolo
solean chiamar;
Soltanto l’organo con
grave tuono
C’invita a gemere sul
nudo altar.
Ahi! L’unigenito
figliuol di Dio
È già ludibrio d’un
popol rio!
La croce assumere con
lui ci piaccia
Or che al patibolo
s’avvia lassù:
Raccolti ed umili
seguiam la traccia
Dell’amorevole nostro
Gesù.

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