Duecentodieci anni fa, il 24 marzo 1803, il vastese
Domenico Rossetti (fratello del poeta Gabriele) scopriva la Grotta di Monte-calvo nel territorio di Falicon,
un piccolo paese nei pressi di Nizza in Provenza. Una data questa sicuramente
significativa, soprattutto per quanti con passione e dedizione, stanno portando
avanti studi e ricerche per cercare di fare luce intorno alla misteriosa
piramide posta all’ingresso della grotta, che fa parlare, discutere e formulare
le tesi più disparate da oltre duecento anni: templari, società esoteriche,
massoneria, grotta come luogo iniziatico e culto di Mithra, sono solo alcune
delle tante ipotesi tirate in ballo per cercare di spiegare un enigma ancora
oggi irrisolto.
Pierre Bény, Catherine Ungar e Yann Duvivier, tre
ricercatori francesi membri dell’IPAAM (Institut de Préhistoire et d’Archéologie
Alpes Méditerranée) di Nizza, attualmente sono i principali studiosi ed
esperti
della scoperta del Rossetti. Da alcuni anni stanno portando avanti approfondite
ricerche intorno alla grotta, alla piramide ed alla figura del letterato
vastese, attraverso la scoperta e l’analisi di documenti in gran parte inediti.
Dopo l’elegante e prezioso volume, di oltre 300 pagine,
pubblicato nel 2008 a cura dell’IPAAM, pochi mesi fa ancora un interessante
saggio dei tre studiosi francesi è stato inserito nell’ultimo volume delle Mémoires. “Nouveaux éléments sur la Pyramide et la Grotte des Ratapignata à
Falicon” (pag.249-274), questo è il titolo del lavoro che raccoglie tutte
le ultime scoperte fatte dal 2008 ad oggi, in particolare per quanto riguarda i
legami del Rossetti con la massoneria.
Con un pizzico di orgoglio, ma anche e soprattutto con
immenso piacere, posso affermare di aver dato il mio piccolo contributo,
attraverso l’invio di alcuni documenti e informazioni interessanti, trovati in
anni di ricerche sulla figura di un personaggio rimasto quasi del tutto
oscurato nel tempo dalla presenza “ingombrante” del Tirteo d’Italia, Gabriele
Rossetti. “Grâce à Lino Spadaccini qui
habite à Vasto”, si legge nel saggio (VEDI FOTO SOTTO) “ville dont est originaire Domenico Rossetti et qui entreprend des recherches
sur ce dernier depuis plusieurs années, il a été retrouvé un texte de 1804 qui
présente le Poemetto de Rossetti, en insistant sur les conditions de la
découverte. Ce texte est important par sa longueur (sept pages en français) et
la notoriété de son auteur, Antonio Maria Vassalli-Eandi (1761-1825) qui
connaissant sûrement Ninay et qui avait un rôle actif dans l’élite culturelle
et scientifique turinoise”.

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