| Marco Di Michele Marisi lascia il PDL |
ADDIO PDL. FRATELLI
D’ITALIA, IL CUORE MI HA CHIAMATO
Ieri mattina ho rassegnato le mie
dimissioni irrevocabili dal Coordinamento provinciale di Chieti de Il Popolo
della Libertà e dal partito stesso, e che ho aderito al movimento “Fratelli
d’Italia” di Giorgia MELONI e Guido CROSETTO.
Cambio uno strumento, dunque, ma
sono sempre più convinto degli Ideali con i quali sono cresciuto e per i quali
mi batto, e che camminano sulle gambe degli uomini.
La mia è una scelta dettata dal
cuore e che dunque non può trovare ripensamenti. Sono entrato ne Il Popolo
della Libertà allorquando si era deciso che la fase di Alleanza Nazionale
andava superata non nel termine dei contenuti, ma per costruire un grande
partito degli Italiani che tracciasse il solco tra la seconda e la terza
Repubblica anche e non solo guardando al bipolarismo. Sono entrato, così come è
nel mio stile, in punta di piedi, senza nessuna pretesa, ma con la convinzione
di poter costruire insieme a tanti amici un partito che rappresentasse il faro
per una fetta consistente di Italiani che si riconoscono nel centrodestra, nei
Valori della vita, della famiglia, che credono che la meritocrazia debba
prevaricare la raccomandazione, che il Tricolore sia l’unica nostra bandiera,
che credono che l’essere cristiani sia un Valore e non qualcosa di cui
vergognarsi.
Sono entrato con la convinzione
che un partito che potesse rappresentare il 40, 50 % degli Italiani, avrebbe
potuto far parte della grande famiglia del Ppe, e avrebbe potuto battersi per
una Europa dei Popoli e non delle banche; ho scelto il Popolo della Libertà
convinto che con un consenso ampio si sarebbe potuto governare per abbattere il
debito pubblico, per varare norme anti-corruzione efficaci, per combattere le
delocalizzazioni delle industrie, per rilanciare l’occupazione e la natalità,
per dichiarare guerra all’evasione fiscale, per fermare la fuga dei cervelli,
per continuare la lotta alla droga, per garantire sicurezza, giustizia e
certezza della pena. Ho scelto il Pdl con la convinzione che un partito di
governo avrebbe potuto migliorare il sistema sanitario, mettere fuori dalla
porta lobby e poteri forti, combattere la mafia, attuare il federalismo
solidale e rilanciare l’Identità e l’Unità nazionale; ridare forza e dignità
allo Stato, riportare il sistema bancario al servizio degli Italiani e non il
contrario, pensare a politiche ecologiche puntando sulle energie rinnovabili e
sostenibili, investire sulla ricerca, combattere gli speculatori, stare vicino
alle piccole imprese, ai giovani, ai pensionati, alle fasce più deboli.
Sono entrato con la convinzione
di poter costruire, nel mio piccolo ed insieme ai miei compagni di viaggio, un
partito aperto alla partecipazione, che riuscisse ad avvicinare i tanti delusi
della Politica, che combattesse la partitocrazia e premiasse i meritevoli; sono
entrato con la convinzione che ogni nuova esperienza è rischiosa, ma lo è tanto
quanto affascinante.
Al Popolo della Libertà, e lo
dico senza presunzione e senza timore di essere smentito, ho dato tanto. Per il
partito, per gli Ideali che quel partito doveva rappresentare, ho sacrificato
la mia famiglia, i miei amici, i miei affetti, il mio tempo. E non rinnego
nulla, per carità. L’ho fatto con la convinzione di poter dare un contributo ad
un sogno, l’ho fatto con la consapevolezza di essere maturato e di aver
maturato esperienza. E per questo lo ringrazio.
Ora, però, sono venuti meno i
presupposti. Ho cercato fino all’ultimo di rimanere, di credere ancora nel Pdl,
di continuare a chiedere una organizzazione del partito con congressi,
primarie, momenti di partecipazione. Nulla di tutto ciò, purtroppo. Le primarie
nazionali che avevano ridato speranza non solo a me, ma a tanti altri militanti
e simpatizzanti, sono state cancellate. Una occasione irripetibile per misurare
il consenso, per rilanciare il partito, per far “riappassionare” i delusi, per
far luccicare gli occhi a chi credeva che quel partito potesse farcela ancora
una volta, nonostante il corso degli eventi.
Non ho rimorsi, né rancori, né
rimpianti. Ho, certo, un po’ di dispiacere nell’aver constatato che questo
partito troppo spesso ha preferito difendere le rendite di posizione piuttosto
che dare fiducia ad una nuova generazione; ha preferito mandare avanti i soliti
piuttosto che scommettere ed investire sui giovani; ha preferito affidarsi agli
incoerenti piuttosto che ai coerenti; ha preferito dare fiducia ai capibastone
piuttosto che alle persone oneste, animate da passione, e dallo spirito di
servizio nei confronti della Comunità tramite l’amministrazione della cosa
pubblica; ha preferito gli “yes men” agli impavidi ed ai coraggiosi. Ha
preferito mantenere piuttosto che cambiare.
Ho, forse, un po’ di dispiacere
nel pensare che, nel nuovo percorso che ho deciso di intraprendere, non
ritroverò, probabilmente, tutti i buoni compagni di viaggio.
Lascio delle cariche politiche
certe, per una semplice tessera. Lascio una strada sicura, per una nuova
avventura. Senza garanzie, senza assicurazioni e rassicurazioni, senza
certezze, ma con la convinzione che dove mi porta il cuore potrò stare bene con
me stesso, con la Comunità
per la quale, da quando a 17 anni ho cominciato a fare Politica, ho sempre
lottato e continuerò a farlo. Lascio una strada sicura, certo di poter
camminare a testa alta, convinto di aver fatto una scelta di Libertà,
consapevole che dovrò lavorare a ventre basso, come sono sempre stato abituato
a fare, sin da subito. Lascio la via vecchia per quella nuova, come si suol
dire, con rinnovata passione, con rinnovato slancio, e con gli occhi lucidi che
si hanno quando una storia finisce ma comincia un’altra tutta da scoprire,
tutta da costruire.
Fratelli d’Italia. Il cuore, mi ha chiamato.
Marco di Michele Marisi
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