Ieri nei commenti al post sui funerali di Don Michele Ronzitti,Cicco Spadaccini ha scritto un emozionante ricordo dell'amato sacerdote vastese, che riproponiamo ai nostri lettori.
Nel palazzo Rulli c'erano alcune stanze polverose dove ci facevano la "duttrìne" alcune signore e il mite e buono don Michele.
Chi ci ha creato? Ci ha creato Dio...e
stàtte firmète nu mumende...
Le tre virtù teologali? Fede, Speranzeeee ...oh statève zitte...e Carità.
In una stanza vicina c'era un tavolo da ping pong e un traballante biliardino.
Attorno una caciara infernale.
Poi all'improvviso arrivava don Michele, con la lunga tonaca nera che sollevava polvere nell'incedere.
Noi bambini ci mettevano subito nella sua scia festosi perchè sapevamo già quello che stava per fare.
Piazzava un tavolo al centro della stanza e scostava le sedia da una parete sufficientemente bianca, a parte le pedate nostre.
Sul tavolo posava un piccolo proiettore e dalla tasca della tonaca tirava fuori una bobinetta con la pellicola in parte srotolata.
Con pazienza la riavvolgeva combattendo con le mille mani che cercavano di toccare quello strano oggetto nero sul tavolo.
Alla fine montava la bobina, inseriva la spina nella macchinetta e ad uno di noi passava l'altro capo del filo elettrico...attàcche la spina Cicchepà...Enzì stùte la luce...silenzio...
La luce del proiettore era forte e bianca e spargeva un odore di fritto.
Don Michele cominciava a girare una piccola manovella e sulla parete apparivano le immagini in bianco e nero di Gesù nell'orto dei Getsemani.
Don Michele ci spiegava dolce le immagini che stavamo osservando, tutti col naso all'insù, seduti per terra attorno al tavolino del proiettore.
Ogni tanto le immagini si fermavano e sentivano il Don che armeggiava finchè Gesù tornava a camminare tra i discepoli.
Come si sà quelle immagini appartengono ad un momento drammatico della vita di Gesù, ma don Michele la faceva sembrare una favola.
Ed ogni domenica pomeriggio noi tornavamo a guardare quel film in bianco e nero, affascinati da quella figura vestita di bianco che fermava i soldati sollevando la mano e dal suono delle parole di Don Michele.
Qualche anno dopo quei bambini erano i chierichetti che gli servivano messa, lo aiutavano a vestire i paramenti sacri e di nascosto bevevano un sorso del vino riposto sotto la panca.
Il paradiso c'è perchè ci sono state persone come lui.
Francesco Paolo (Cicco) Spadaccini

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