Quante usanze perdute! Più
passano gli anni e più si dimenticano tante abitudini devozionali che
appartenevano alla vita quotidiana, fino a qualche decennio addietro, dell'intera
città di Vasto.
Il 13 dicembre, festa di S.Lucia,
molti andavano a Messa per festeggiare una Santa di cui tanti erano devoti. E i
parroci di allora celebravano addirittura tre messe, quasi fosse domenica, e i
fedeli affollavano ognuna di quelle celebrazioni, soprattutto la prima alle sei
e mezza. E già a quell'ora erano pronte, per la benedizione e la distribuzione
ai fedeli, due rosette piccolissime di pane azimo che ricordavano il martirio
di Santa Lucia, morta accecata. A fine messa, uno alla volta, ci si accostava
all'altare e si prendeva dalle mani del sacerdote questo piccolo ricordo di
pane che si baciava e si riportava a casa per farlo assaggiare a tutta la
famiglia all'ora di pranzo. Alcuni conservavano a lungo..... l'ucchiucilli di
santa Lucì.... per una preghiera alla Santa e per la richiesta di un aiuto.
Ma un conto è il culto popolare,
altra verità è quella storica. Non vi sono documenti che attestino il martirio
degli occhi (estirpati dai soldati romani durante il supplizio). Santa Lucia
morì decapitata nella sua città, Siracusa, il 13 dicembre del 304 d.C.,
sicuramente dopo spietate torture (anche psicologiche: fu infatti rinchiusa in
mezzo alle prostitute) oppure, come raccontano gli “Atti Latini”, per “jugulatio”,
ovvero con il taglio della carotide. L’iconografia della Santa con gli occhi su
un piatto è frutto della devozione popolare che la eresse a protettrice della
vista per via del suo nome (Lucia=Lux)
Nicolangelo D'Adamo
NOTA DELLA REDAZIONE
Santa Lucia da Siracusa
(Siracusa, 283 – Siracusa, 304) è
stata una santa romana, venerata dalla Chiesa
cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Morì martire durante le persecuzioni di
Diocleziano a Siracusa. La sua festa liturgica ricorre il 13 dicembre;
antecedentemente all'introduzione del calendario moderno (1582) la festa cadeva
in prossimità del giorno del solstizio d'inverno (da cui il detto "santa
Lucia il giorno più corto che ci sia").
È considerata dai devoti la
protettrice degli occhi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini
e viene spesso invocata nelle malattie degli occhi.
Il corpo della santa, prelevato
in epoca antica dai Bizantini a Siracusa, è stato successivamente trafugato dai
Veneziani quando conquistarono Costantinopoli (l'attuale Istanbul). Oggi il
corpo è conservato e venerato nella chiesa di San Geremia a Venezia.

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