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| LETIZIA DANIELE |
di LETIZIA DANIELE
DIRIGENTE SCOLASTICO POLO LICEALE “PANTINI-PUDENTE”
E’ tempo di accurate e serie riflessioni sul tempo, sulla vita, sui bisogni, sui desideri, sui valori, sui sogni.La necessità di assecondare le inclinazioni naturali dei ragazzi e di volgerle verso un orizzonte di conoscenza adeguato a garantire il dominio di sé e della realtà, secondo elevate aspirazioni valoriali deve interessare chi si occupa di orientamento scolastico.
In un’epoca in cui la crisi economica
attanaglia il mondo intero occorre domandarsi, con enorme spirito riflessivo, perché si è potuti arrivati a un livello così pericoloso per la vita civile di tutta l’umanità.
Da più pulpiti pervengono ammonizioni sulla necessità di formare i giovani sugli aspetti pragmatici del sapere, sulla opportunità di disporre di tecnici che, dotati di speciali competenze, sappiano risolvere le problematiche più pressanti per garantire il soddisfacimento dei bisogni. Siamo ancora a questo punto? Non dovevamo occuparci anche dei desideri? Dei sogni? Delle speranze? Non abbiamo trascurato qualcosa se abbiamo reso angusto e tetro il futuro dei nostri giovani? Forse ci siamo occupati troppo dei risultati, immediati, economicamente quantificabili … trascurando le categorie della giustizia e della vera democrazia.
Come si spiega che le nazioni emergenti, quelle indicate con l’acronimo BRICS, possano evidenziare un Pil elevato in presenza di sacche di povertà spaventose?
Poniamoci qualche domanda seria, anche con l’ausilio di autori qualificati.
“Assistiamo oggi a una crisi strisciante, di enormi proporzioni e di portata globale, tanto più inosservata quanto più dannosa per il futuro della democrazia: la crisi dell’istruzione.Sedotti dall’imperativo della crescita economica e dalle logiche contabili a breve termine, molti paesi infliggono pesanti tagli agli studi umanistici ed artistici a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. E così si piega mentre il mondo si fa più grande e complesso, gli strumenti per capirlo si fanno più poveri e rudimentali; mentre l’innovazione chiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l’istruzione si ripiega su poche conoscenze stereotipate. Non si tratta di difendere una presunta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì di mantenere l’accesso a quella conoscenza che nutre la libertà di pensiero e di parola, l’autonomia del giudizio, la forza dell’immaginazione come altrettante precondizioni per una umanità matura e responsabile. MARTA C.NUSSBAUM in “Non per profitto”Ed. Il Mulino
La storia ha ormai raggiunto uno stadio in cui l’uomo morale, l’uomo compiuto sta sempre più cedendo il passo, quasi senza accorgersene, all’uomo mercante, l’uomo dall’orizzonte limitato. Questo processo, alimentato dai prodigiosi successi della scienza, sta assumendo una dimensione gigantesca e sta causando la rovina dell’equilibrio morale, oscurando ogni suo aspetto umano dietro l’ombra di una organizzazione senza anima. R.Tagore “Nazionalismo” 1917La preparazione punta ormai su quel tipo di cose che una macchina ben programmata riesce a fare meglio di un essere umano, e lo scopo principale dell’istruzione, il raggiungimento di una vita ricca di significato, appare inutile e messo da parte. J.Dewey “Democrazia e educazione” 1915I timori legati alla situazione che stiamo vivendo non sono nuovi, già agli albori del secolo scorso, si stava avvertendo il disagio per una situazione esistenziale riduttiva e densa di incognite sul piano di un vero raggiungimento del benessere, valido per la aspirazioni di tutta la persona, in tutte le implicanze valoriali del vivere.
Dato per scontato che la scuola debba per definizione essere di qualità, occorre anche chiedersi quali competenze debba sviluppare.
L’homo economicus è il risultato più elevato cui la formazione deve tendere?
Questa è la meta alla quale gli obiettivi di competenza per l’apprendimento permanente del “quadro comune europeo” devono portarci ?
Data per accettabile l’articolazione delle competenze, che assegnano grande importanza alle Lingue , alle competenze scientifiche e tecnologiche, alla spirito di iniziativa e imprenditorialità e al dominio completo dell’informatica, non è forse possibile rintracciare negli obiettivi dell”’imparare ad imparare” e della “consapevolezza ed espressione culturale” le ragioni per occuparsi consapevolmente della formazione completa dei giovani?
Chi può veramente imparare? Chi ha la capacità di rendersi conto dell’orizzonte immenso su cui il pensiero si libra.
Chi sa essere consapevole dei diversi modi di espressione della cultura…chi ama la cultura, ma in tutti i suoi aspetti; in quelli legati all’utile sì, ma anche quelli legati al vero, al buono, al bello al GIUSTO.
Gli indirizzi di questo Polo Liceale sono adatti a sviluppare il migliore umanesimo affinchè quanto auspicato possa realizzarsi.
LETIZIA DANIELEdirigente scolastico
E’ tempo di accurate e serie riflessioni sul tempo, sulla vita, sui bisogni, sui desideri, sui valori, sui sogni.La necessità di assecondare le inclinazioni naturali dei ragazzi e di volgerle verso un orizzonte di conoscenza adeguato a garantire il dominio di sé e della realtà, secondo elevate aspirazioni valoriali deve interessare chi si occupa di orientamento scolastico.
In un’epoca in cui la crisi economica
attanaglia il mondo intero occorre domandarsi, con enorme spirito riflessivo, perché si è potuti arrivati a un livello così pericoloso per la vita civile di tutta l’umanità.
Da più pulpiti pervengono ammonizioni sulla necessità di formare i giovani sugli aspetti pragmatici del sapere, sulla opportunità di disporre di tecnici che, dotati di speciali competenze, sappiano risolvere le problematiche più pressanti per garantire il soddisfacimento dei bisogni. Siamo ancora a questo punto? Non dovevamo occuparci anche dei desideri? Dei sogni? Delle speranze? Non abbiamo trascurato qualcosa se abbiamo reso angusto e tetro il futuro dei nostri giovani? Forse ci siamo occupati troppo dei risultati, immediati, economicamente quantificabili … trascurando le categorie della giustizia e della vera democrazia.
Come si spiega che le nazioni emergenti, quelle indicate con l’acronimo BRICS, possano evidenziare un Pil elevato in presenza di sacche di povertà spaventose?
Poniamoci qualche domanda seria, anche con l’ausilio di autori qualificati.
“Assistiamo oggi a una crisi strisciante, di enormi proporzioni e di portata globale, tanto più inosservata quanto più dannosa per il futuro della democrazia: la crisi dell’istruzione.Sedotti dall’imperativo della crescita economica e dalle logiche contabili a breve termine, molti paesi infliggono pesanti tagli agli studi umanistici ed artistici a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. E così si piega mentre il mondo si fa più grande e complesso, gli strumenti per capirlo si fanno più poveri e rudimentali; mentre l’innovazione chiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l’istruzione si ripiega su poche conoscenze stereotipate. Non si tratta di difendere una presunta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì di mantenere l’accesso a quella conoscenza che nutre la libertà di pensiero e di parola, l’autonomia del giudizio, la forza dell’immaginazione come altrettante precondizioni per una umanità matura e responsabile. MARTA C.NUSSBAUM in “Non per profitto”Ed. Il Mulino
La storia ha ormai raggiunto uno stadio in cui l’uomo morale, l’uomo compiuto sta sempre più cedendo il passo, quasi senza accorgersene, all’uomo mercante, l’uomo dall’orizzonte limitato. Questo processo, alimentato dai prodigiosi successi della scienza, sta assumendo una dimensione gigantesca e sta causando la rovina dell’equilibrio morale, oscurando ogni suo aspetto umano dietro l’ombra di una organizzazione senza anima. R.Tagore “Nazionalismo” 1917La preparazione punta ormai su quel tipo di cose che una macchina ben programmata riesce a fare meglio di un essere umano, e lo scopo principale dell’istruzione, il raggiungimento di una vita ricca di significato, appare inutile e messo da parte. J.Dewey “Democrazia e educazione” 1915I timori legati alla situazione che stiamo vivendo non sono nuovi, già agli albori del secolo scorso, si stava avvertendo il disagio per una situazione esistenziale riduttiva e densa di incognite sul piano di un vero raggiungimento del benessere, valido per la aspirazioni di tutta la persona, in tutte le implicanze valoriali del vivere.
Dato per scontato che la scuola debba per definizione essere di qualità, occorre anche chiedersi quali competenze debba sviluppare.
L’homo economicus è il risultato più elevato cui la formazione deve tendere?
Questa è la meta alla quale gli obiettivi di competenza per l’apprendimento permanente del “quadro comune europeo” devono portarci ?
Data per accettabile l’articolazione delle competenze, che assegnano grande importanza alle Lingue , alle competenze scientifiche e tecnologiche, alla spirito di iniziativa e imprenditorialità e al dominio completo dell’informatica, non è forse possibile rintracciare negli obiettivi dell”’imparare ad imparare” e della “consapevolezza ed espressione culturale” le ragioni per occuparsi consapevolmente della formazione completa dei giovani?
Chi può veramente imparare? Chi ha la capacità di rendersi conto dell’orizzonte immenso su cui il pensiero si libra.
Chi sa essere consapevole dei diversi modi di espressione della cultura…chi ama la cultura, ma in tutti i suoi aspetti; in quelli legati all’utile sì, ma anche quelli legati al vero, al buono, al bello al GIUSTO.
Gli indirizzi di questo Polo Liceale sono adatti a sviluppare il migliore umanesimo affinchè quanto auspicato possa realizzarsi.
LETIZIA DANIELEdirigente scolastico

2 commenti:
se nessuno fa profitto voglio vedere da dove escono i soldi per pagare lo stipendio della Signora.
Davide, la Signora, parlava di altro genere di profitto inerente ad una istruzione...
Si tende a sottovalutare la preparazione tecnica o altre tipologie di formazioni similari, in nome di preparazioni che dovrebbero offrire un profitto immediato ma che alla fine non garantiscono comunque un lungo termine...
e non so lo stipendio dei Presidi o Dirigenti Scolastici, ma posso assicurarti che quello degli insegnanti in genere, non è poi così alto, visto che in linea di massima, gli insegnanti, mediamente, guadagnano all'incirca come un operaio del settore industriale ... altra tipologia di lavoratori, per certi versi, sottopagata... Forse, anche perchè non c'è mai un istituto che "fabbrica" ed istruisce un operaio rendendolo qualificato e restituendogli anche una reale dignità nel mondo lavorativo...
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