CREATA PER LEGGE LA MITICA "AREA METROPOLITANA CHIETI-PESCARA"
Com'era lecito aspettarsi, il taglio di 35 province ha scatenato proteste in tutta la penisola. Tanto da far immaginare un iter del decreto, che dovrà essere convertito in legge in parlamento, tutt'altro che agevole. Non a caso dai partiti si sono già alzati i primi distinguo. Dettati da necessità «campanilistiche», ma anche orientati su alcuni aspetti di merito del riordino. Alcuni hanno criticato fortemente la scelta del governo di abolire fin dal prossimo gennaio tutte le giunte. Il passaggio - dicono - deve avvenire con un'adeguata struttura organizzativa. Altro passaggio determinante sarà quello davanti alla Corte Costituzionale.
In Abruzzo si sta facendo molta confusione, specialmente con la scuola di pensiero che proponeva tre province: Chieti, L'Aquila (che avevano i requisiti fissati dal Governo) e Pescara-Teramo. Secondo la "nostra" scuola di pensiero invece è andata benissimo con due sole province: L'Aquila-Teramo e l'altra Chieti-Pescara. Quest'ultima scelta finalmente costringe a lavorare assieme due comunità che hanno sempre parlato dell'area metropolitana Chieti-Pescara. Ora la fusione è avvenuta per legge. La "massa critica" che si crea è la più vivace della regione, cosa cercano di più alcuni politicanti nostrani?

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