"Soccorriamo senza chiedere al malcapitato se è rosso o nero, bianco o verde, ricco o povero o, peggio, se può ricambiare!"
riceviamo e pubblichiamo
Pronto Soccorso
di Davide D’Alessandro
Allora, questi
pseudo-centristi soccorrono o no? Diciamo che i soccorsi, almeno in politica,
dovrebbero essere richiesti anche se, talvolta, di fronte alla Giunta della tua
città in fin di vita, davanti ai tuoi occhi, per quanto tu possa essere cinico,
non ti senti di omettere il soccorso. Non per la Giunta , bensì per la Città. Ma
l’Amministrazione Lapenna è davvero in fin di vita? No, non l’ho mai creduto;
anche perché, e lo sanno bene gli amici della “maggioranza”, di vita in un anno
e mezzo se n’è vista poca. Con metafora o senza, ritengo che bisogna soccorrere
Vasto, non l’Amministrazione Lapenna. Non con i vertici, non con gli
assessorati, non con gli inciuci. Vasto va soccorsa con i progetti. Che cosa
realizziamo da qui a un anno? Che cosa vogliamo fare per il futuro di questa
città? Vogliamo difendere ciò che abbiamo già perduto o vogliamo attaccare e
provare a fare gol? La città a vocazione turistica è ancora e soltanto uno
slogan o può diventare qualcos’altro? Poche cose, ma buone e, possibilmente, in
fretta. Con i voti di chi? Dei socialisti? Dei centristi? Dei comunisti? Dei
fascisti? Ma Santo Cielo, ancora non siamo stufi? Ma dove sono socialisti,
centristi, comunisti e fascisti? Son tutte ciance. Etichette. Io mi chiamo
Davide. Certo, la regola politica impone di far parte di una qualche parte, ma
a chi devo chiedere se il Porto va bene o no? A Fini e Casini? A Berlusconi e
Nencini? Alla mia tessera, che non ho, o alla mia coscienza? E per votare sì a
qualcosa di buono debbo chiedere in cambio un assessorato? La gente ride e
comincia a votare Grillo, il quale, purtroppo, fa solo ridere. Qui, invece, c’è
bisogno di serietà. Di Politica. Di progetti da votare e da realizzare. Le
bandiere non sventolano più sui balconi delle sezioni. Le ideologie, e le
sezioni, sono morte e sepolte da tempo. A Palazzo Chigi da un anno c’è un
Professore. Per fortuna, incolore. Adesso debbono nascere e vivere le idee. Chi
più ne ha, più ne metta. Con lo spirito da Pronto Soccorso. Soccorriamo senza
chiedere al malcapitato se è rosso o nero, bianco o verde, ricco o povero o,
peggio, se può ricambiare. Direbbe l’amato Totò: «'Sti
ppagliacciat' e fann sul e viv', nuje simm serie, appartenimm' a morte». Noi apparteniamo alla vita, ma non siamo pagliacci.

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