Molti sono i
frati che hanno dimorato e sono passati a miglior vita nel convento francescano
di Sant’Onofrio a Vasto, alcuni dei quali vissuti anche in odore di santità:
uno di questi è il Beato Domenico da
Firenze.
Sulla data di
morte del laico francescano ci sono
notizie alquanto discordanti: il fra’
Arcangelo da Montesarchio, autore della Cronistoria,
riporta il 1468, il Viti 1461, mentre sulla pergamena che si conservava nel
Convento di Sant’Onofrio (oggi presso l’Archivio Storico “Casa Rossetti”), è
indicato il 24 novembre 1471.
Appartenente alla nobile famiglia
dei Castiglioni, il Beato Domenico, volle trascorrere una vita semplice fatta
di preghiera e meditazione, per questo decise di vestire l’abito francescano
come semplice laico. Per meglio operare un servizio caritatevole presso
gl’infermi e le persone più disagiate, dalla sua terra d’origine, la Toscana,
giunse nel Convento di S. Onofrio.
Si racconta
che prima che si diffondesse in città la notizia della morte del Beato
Domenico, una bambina di cinque anni, ammalata e agonizzante, diceva: “Aspettami padre!”. Quando gli
domandarono di chi stava parlando, la bambina rispose: “Non vedete che è morto Fra Domenico e gli angioli lo portano in cielo?”.
Poco dopo,
nella casa dove abitava la bambina, in contrada Villa, bussò alla porta fra
Jacopo da Gaeta per chiedere l’elemosina. Al frate gli venne chiesto se ne nel
Convento di Sant’Onofrio c’era qualche frate ammalato. Sorpreso della domanda
che gli era stata posta, il frate cercatore rispose che c’era
un frate molto grave, allora il padre della bambina gli rivelò che sua figlia
aveva appena detto ad alta voce che il beato fra Domenico era partito in
paradiso dagli angeli.
Quando in
città si sparse la notizia della morte di fra Domenico, centinaia e centinaia
di persone di ogni ceto, si recarono al Convento di Sant’Onofrio per rendere omaggio
alla salma e chiederne una particolare intercessione.
Lino
Spadaccini

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