Gonfaloni, canzoni e tarocchi
“Ben venga maggio e il gonfalone amico”... Così ebbe a principiare in “Canzone dei dodici
mesi” (Radici 1972) un ispirato autore emiliano, Francesco Guccini. Visti i
nuovi tempi (belli, brutti, ... son quel che sono) ben venga pur sempre il maggio di rose e fiori, di aria
luminosa, di colori e odori, speranza di nuova vita, altri viaggi per terra e
in mare, un tempo di frutti ancora... “Ben
venga primavera / che vuol l'uom s'innamori...”, scriveva nel xv secolo
Angelo Poliziano. Ma, quanto a “gonfaloni” antichi e aviti campanili: ognuno si
tenga in casa propria i suoi e si
unisca in strada e sul territorio a chi gli sta vicino. Forse l’Europa, l’unità
nelle diversità comincia da qui.
A quando una provincia “Campobasso-Isernia”, in un
rassettata regione degli Abruzzi, Region Italy (com’è scritto in Britannica
Online Encyclopedia)?
E’ questa, caro politico, ....”la
mano di tarocchi che non sai mai giocare / che non sai mai giocare, che non sai
mai giocare...”.
GFP
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