riceviamo e pubblichiamo
Prospero e Tagliente alla
giunta: “Revocate la delibera sul Campus dell’Automotive”
Progetto, prospettive e costi
del Campus dell’Automotive sono poco chiari, per questa ragione i consiglieri
regionali Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo) e Giuseppe Tagliente (Pdl), nel
criticare le modalità con cui la
Regione ha deciso di impiegare i fondi con una delibera di
giunta, ne hanno chiesto la revoca. La
deliberazione in questione è la n.627 del 2 ottobre, portata all’attenzione
dell’esecutivo dal vice Presidente Alfredo Castiglione. La delibera parla del
progetto di innovazione tecnologica ed organizzativa per la messa in rete di
processi, attori pubblici e privati, nel settore dell’automotive. Costo del
progetto 33.265.000 di euro. L’Ente attuatore,
la Camera di Commercio di
Chieti come soggetto Ente pubblico per la realizzazione, gestione e sviluppo
dell’infrastruttura tecnologica Campus dell’innovazione Automotive
Metalmeccanica, e stanzierà 3 milioni di euro come cofinanziamento, oltre ad
ulteriori finanziamenti da reperire tramite mutui bancari ed altre forme di
finanziamento. Il documento di giunta dice che è stato redatto il progetto
definitivo su cui è stata portata a termine la verifica di assoggettabilità
ambientale con esito positivo, e che è stata approvata la variante finalizzata
alla realizzazione del Campus da parte del Comune di Mozzagrogna.
Ebbene, a giudizio dei Consiglieri regionali
Prospero e Tagliente, a differenza di quanto sostiene Castiglione secondo cui tutte le aziende del
settore automotive, ed in primis, Sevel, Pilkington, Honda, hanno mostrato
grande interesse per il Campus, “non vi è ancora una sostanziale adesione al
progetto da parte di questi partner”. Anzi, nel documento in cui chiedono la
revoca della delibera rilevano espressamente “le assenze di adesioni formali da
parte delle aziende che operano in Abruzzo nell’automotive, soprattutto Sevel e
Pilkington, i settori automobilistici di punta della regione”. Un altro
passaggio importante riguarda la indeterminatezza dei costi dell’intero
progetto:”Nel documento si parla di un primo stralcio di spesa pari a 45
milioni, da finanziare per oltre l’85 per cento con fondi Fas, ma nulla si dice
sul costo complessivo del progetto. Così come c’è un’ indeterminatezza sui
possibili risultati e sulla mancanza di un piano di gestione finanziaria.
L’assenza anche di uno studio relativo ai costi previsti e ai ricavi stimati,
ingenera dubbi riguardo alle finalità vantate e fa soprattutto temere sulle
possibilità di ritorni in termini di sviluppo e occupazione”. Ragioni, queste,
che hanno determinato la scelta dei due Consiglieri regionali di maggioranza di
chiedere la revoca del provvedimento.
Vasto, lì 31.10.2012
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