martedì 2 ottobre 2012

Itis E. Mattei 50 anni: foto e ricordi del 1962

1962 foto esclusiva: allievi dopo la messa per l'inaugurazione del'anno scolastico
Caro Nicola,
ti mando la foto di gruppo dell'Itis subito dopo la S. Messa celebrata per l'inaugurazione del primo anno scolastico 1962-1963. E' sicuramente una esclusiva che penso faccia piacere a chi aprirà la tua mail.
Io mi trovo questa foto, perchè essendo in prima fila, me la regalarono molti anni fa. 
Un caro saluti a tutti. Michele Molino 

1962: i primi allievi dell'Itis, dietro lo stendardo dell'ITIS Luigi Savoia di
 Chieti, a cui inizialmente apparteneva l'Istituto. 
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Domus Pacis 1962: Quando Don Felice Piccirilli sorprese un paio di ragazzi del'Industriale " tessere una tresca" con le ragazze del corso di Taglio e Cucito 
Sul post di ieri Ciccosan  ha pubblicato il seguente commento:
 Faccio parte di quella prima pattuglia di studenti; in attesa della decisione delle autorità scolastiche, mi ero iscritto al Geometra.
Ci sono mille e più episodi che si potrebbero raccontare, ma ce n'è uno legato proprio alla prima sede a San Giuseppe, come ricordato dal nostro Direttore.
Oltre alle aule dell'ITIS in quell'edificio c'era anche una scuola di taglio per ragazze.Attraverso finestre ad angolo, durante le lezioni mattutine i nostri sguardi si incrociavano spesso, tra la disperazione degli insegnanti.
Sguardi e gesti innocenti, che
sia chiaro; all'epoca eravamo tutti timidi e rispettosi.
Un pomeriggio, io ed altri due (uno è ancora vivente e leggendo forse si ritroverà), ritornammo nelle aule deserte per tessere qualche piccola tresca con le ragazze che cucivano.
Sentimmo dei rumori e ci precipitammo giù per le scale.
Al piano terra ci bloccò proprio don Felice, che ricorderete era di fisico possente e voce profonda.
Praticamente andammo ad infrangerci contro di lui, fermo e rigido alla base della gradinata, con pugni ai fianchi.
"Che state facendo?" ci chiese burbero.
Uno di noi, che non nomino, con respiro affannoso per la corsa precipitosa rispose per tutti "...mi sò scurdète nu lìbbre ... e siamo andati a riprenderlo...".
Avete presente i film con Bud Spencer? Don Felice gli mollò una patacca che lo fece girare su se stesso..."Prima di tutto non mi rifiatare 'mbàcce...mo' di nuovo...che state facendo qui a quest'ora?".
Lo stesso di prima, appena ripresosi rispose di nuovo "don Felì mi sono scordat..."; giù un'altra patacca come quella di prima.
"Allora? Si pò sapè che state combinando?".
Dopo due patacche ormai avevamo capito che don Felice non voleva bugie e così ... risposi io per tutti e aspettai la mia patacca..." don Felice ci volevamo confessare, perciò siamo qui".
"Ah si? Allora aspettate qui che mò vengo".
Aspettammo più di mezz'ora, senza nemmeno pensare ad andare via, e alla fine ci confessò.
Nella penitenza c'era anche l'impegno a non disturbare più le ragazze che cucivano.
Pensate sia possibile una storia del genere oggigiorno?

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