| Sarah D'Adamo, PhD in Biochimica, ricercatrice a Denver ( USA) |
SARAH D’ADAMO *, 32 anni, laurea in
Biotecnologie Industriali, dottorato in Biochimica e biofisica ottenuti
entrambi a Padova, da 3 anni lavora in USA come Ricercatrice PostDoc presso la Colorado
School of Mines, dipartimento di chimica e geochimica. Conosce
inglese e francese.
Sarah, quali sono stati i passaggi che da
Vasto ti hanno portata a Denver?
Ho
sempre custodito il desiderio di fare una
lunga esperienza all’estero. Purtroppo non l’ho avuto tale opportunita’ durante l’universita’ perche’ il corso di laurea in biotecnologie (che all’epoca era stato appena istituito) non prevedeva l’Erasmus. Non l’ho fatta durante il dottorato perché decisi di rimanere a Padova per continuare a seguire la ricerca in un campo che mi piaceva, anche se a dire il vero mi si presentò l’occasione per un dottorato in Irlanda a cui rinunciai. Concluso il dottorato di ricerca sentivo proprio l’esigenza di cambiare e partire per l’estero. Ho accettato al volo la proposta della mia correlatrice di dottorato a Padova (che tutt’ora ringrazio molto) di contattare un professore americano per chiedere se avesse disponibilita’ di impiego nel suo laboratorio in Colorado. La risposta fu affermativa. Cosi, dopo qualche mese di assegno di ricerca all’universita’ di Padova ho preso il volo verso gli Stati Uniti.
lunga esperienza all’estero. Purtroppo non l’ho avuto tale opportunita’ durante l’universita’ perche’ il corso di laurea in biotecnologie (che all’epoca era stato appena istituito) non prevedeva l’Erasmus. Non l’ho fatta durante il dottorato perché decisi di rimanere a Padova per continuare a seguire la ricerca in un campo che mi piaceva, anche se a dire il vero mi si presentò l’occasione per un dottorato in Irlanda a cui rinunciai. Concluso il dottorato di ricerca sentivo proprio l’esigenza di cambiare e partire per l’estero. Ho accettato al volo la proposta della mia correlatrice di dottorato a Padova (che tutt’ora ringrazio molto) di contattare un professore americano per chiedere se avesse disponibilita’ di impiego nel suo laboratorio in Colorado. La risposta fu affermativa. Cosi, dopo qualche mese di assegno di ricerca all’universita’ di Padova ho preso il volo verso gli Stati Uniti.
Parlavi già l’inglese?
Nonostante
non l’abbia mai studiato a scuola, sapevo gia’ comunicare in inglese abbastanza
bene, perché per molti anni ho frequentato corsi estivi in Inghilterra, stando
a seguito dei miei genitori che organizzavano vacanze-studio per gruppi di
studenti dall’Italia. Negli anni successivi, quando ero piu’ grande, ho
viaggiato da sola e ho fatto anche da animatrice ed accompagnatrice per ragazzi
in vacanze-studio e scambi socio culturali in Europa organizzati dal Progetto
Giovani di Padova. Per cui quando sono arrivata negli Stati Uniti, sinceramente
non ho avuto grossi problemi.
In che cosa consiste il tuo lavoro ?
Il mio
lavoro riguarda ricerca biochimica “ambientale”. Mi occupo di produzione di
bio-combustibili rinnovabili, come biodiesel, ed in particolare di bio-idrogeno
(l’idrogeno e’ gia’ utilizzato, per esempio, come carburante delle navicelle
spaziali).
Qui in
Colorado cerchiamo di estrarre biodiesel e produrre idrogeno da alghe
microscopiche, che normalmente vivono nei mari o nei laghi. In particolare noi
studiamo e ottimizziamo i processi biochimici alla base, per cercare di
migliorare tale produzione e poterla portare su larga scala. Ho iniziato
progetti su questo tema in Italia gia’ dalla tesi di laurea, poi durante il
dottorato e fino ad oggi.
Il tuo è un ambiente internazionale molto stimolante,
da italiana come ti trovi?
Come
Italiana mi trovo ovviamente benissimo! Lavorando in universita’ ho modo di
stare in mezzo a gente giovane, studenti e non, e di tante nazionalita’
diverse. Gli americani che ho conosciuto sono molto simpatici, generalmente
trovano affascinante il mio accento italiano, e amano il nostro cibo e anche la
nostra cultura! E’ facilissimo poi legare con amici provenienti da altre
nazioni, forse perche’ essendo in un paese straniero, tutti soli, abbiamo più
voglia di creare legami. Non nego anche qualche mese di sconforto iniziale,
quando arrivi e non conosci nessuno (io sono anche un po’ timida all’inizio
quindi tendo a socializzare con piu’ lentezza) ma una volta ingranati nel nuovo
ambiente, e’ fatta. In pratica e’ stato piu’ o meno cosi’ anche quando iniziai
l’universita’, trasferendomi a Padova senza conoscere nessuno. E’ una sfida
all’inizio, quando tutto e’ nuovo e tu sei sola, ma alla fine, e’ molto
gratificante.
Tu lavori in un campo molto specialistico,
cosa hai fatto per acquisire le giuste competenze?
| Sarah D'Adamo tre anni fa a Padova al conseguimento del Dottorato Ricerca (PhD) |
Per
lavorare nella Ricerca e magari puntare alla carriera accademica, il dottorato
e’ quasi d’obbligo. Quindi, ottenuta la laura quinquennale, ho ritenuto
opportuno continuare per altri 3 anni, ottenendo il titolo di Dottore di
Ricerca. Quando sono arrivata in Colorado avevo già l’esperienza di 4 anni di
laboratorio nel campo dei biocombustibili - che a loro
interessava – in sostanza un anno per la tesi di laurea sperimentale e 3 anni
di dottorato di ricerca. Sono competenze che si acquisiscono maggiormente se
non quasi esclusivamente sul campo, ovvero nel mio caso, in laboratorio. Per
esempio ora dopo tre anni di ricerca universitaria negli Stati Uniti posso
sicuramente dire di aver imparato ancora molto e aggiunto tanto alla mia
professionalità.
Che progetti hai per il tuo futuro?
Ora mi
aspetta, ancora per qualche anno (speriamo pochi!), una vita da ricercatore
precario, per poter poi ambire ad un posto da ricercatore a tempo indeterminato
o addirittura professore associato. La precarieta’ ed il futuro incerto, pieno
di sacrifici, pero’ non mi infastidiscono e nemmeno mi scoraggiano, sono pronta
a tutte le esperienze, magari anche a quelle remunerativamente meno convenienti
se mi aiuteranno a gratificare altri aspetti della mia vita, come nuove
amicizie, arricchimento del bagaglio culturale, esperienza qualificata, visita
a nuovi posti, e tutto cio’ che di buono puo’ portare il continuo cambiamento.
Per ora comunque un altro anno in Colorado, ho appena firmato il contratto.
E con Vasto come la metti?
Vasto e’
un vero e proprio angolo di paradiso, che pero’ non offre nulla per me e la mia
professione. Inoltre come spirito libero ed aperto, non mi piace molto la
mentalita’ dei piccoli centri, che spesso non e’ compatibile con il mio stile di vita
e di pensiero.
Tuttavia,
ritengo fortunati quelli che ci restano e trovano lavoro, bravi quelli che si
impegnano per cercare di migliorare la nostra citta’, e faccio tanti auguri a
chi invece, come me, e’ voluto/dovuto andare via. Forse tra una ventina d’anni
chissa’, riusciro’ ad aprire un centro di ricerca, magari proprio per produrre
combustibili da alghe, sfruttando il nostro bellissimo mare! Non sarebbe male!
Con la promessa però di mantenere integro e salvaguardare il nostro stupendo
patrimonio naturale!
Cosa consigli ai giovani vastesi che
intraprendono l’università o sono in cerca di lavoro?
Consiglio
di non gettare mai la spugna, di impegnarsi e se si ha un sogno, di
perseguirlo. Di fare quello per cui si e’ portati e si ha talento o
semplicemente aspirazione. Se non si hanno le idee chiare, provare varie strade
e non precludersi nessuna opportunita’. Non farsi condizionare da nessuno,
spesso parenti, amici, amori e circostanze tendono a frenare i propri desideri,
cosa che puo’ poi condurre ad un senso di insoddisfazione generale. Non temere
il futuro perche’ siamo noi a costruirlo, non temere di lasciare quello che si
ha per un’esperienza nuova perche’ i veri affetti non volgeranno mai le spalle
e anche il cambiamento apre nuove porte che potrebbero fruttare inaspettate
soddisfazioni. Infine aprire mente e cuore a nuove esperienze, diverse culture,
informarsi ed aggiornarsi sempre, leggere e viaggiare, viaggiare, viaggiare!
A Sarah
D’Adamo, che da sola con determinazione e impegno si sta costruendo il suo
percorso di carriera, i nostri migliori auguri di futuri successi
professionali.
Nicola
D’Adamo
* mia
figlia
1 commento:
A Sarah, gli auguri più affettuosi dallo zio Nicolangelo!
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