“Back to Sarejevo” è il nome del viaggio artistico che
ha appena compiuto l’artista d’origine abruzzese Vincent Giannico: il percorso – che lui stesso definisce “ideale” –
ha attraversato quasi tutta la penisola balcanica, passando attraverso la
Croazia,
Un viaggio in
solitudine, accompagnato solo dall’attrezzatura necessaria e dalla sua
fidatissima Uno rossa.
Per l’artista non era la prima esperienza nell’ex
Yugoslavia, ma questa volta c’era un motivo in più per andare: una
straordinaria live artistic performance,
una commemorazione storica a 20 anni dall’inizio di quel tragico conflitto che
negli anni novanta ha devastato quelle zone, spezzando le vite dei Balcani per
sempre.
L’idea, che maturava da circa un anno nella testa di Vincent, è molto interessante e del
tutto personale: chi lo conosce sa che non è nuovo a queste intuizioni.
La performance è tutta basata sull’esposizione di un
elmetto militare capovolto, così diventa un contenitore qualsiasi, perde le
funzioni di offesa o difesa, dal cui interno spunta un fazzoletto bianco –
simbolo di pace e speranza – che è stato fotografato in primo piano dinanzi a
monumenti o panorami di quattro città martoriate da quel conflitto, quali:
Mostar, Sarajevo, Gorazde, Visegrad.
Nell’opera si sente il sapore amaro della Guerra, che
rovescia le cose, capovolge le esistenze; ma la lettura cerca anche di dare uno
sguardo positivo: la speranza – quel fazzoletto bianco, messo lì non a caso –
di riuscire ad uscire sempre dai conflitti, e a ristabilire la pace.
L’intenzione comunicativa è nel senso stesso della
Memoria, nello stringersi attorno ad un popolo che ha vissuto tante sofferenze,
per via di un insensato odio razziale.
L’autore non manca di ricordare il differente impatto
visivo nei suoi viaggi; il vedere prima una Sarajevo “ abitata, viva, dinamica,
adagiata su una pianura sconfinata, con dei colli a ferro di cavallo
tutt'intorno, come a proteggerla; poi, invece, una Sarajevo massacrata dalle
bombe, "rosicchiata" da proiettili, persone mutilate dalle mine.
“Ora” dice Giannico “è , almeno all'apparenza, una
capitale come tante in Europa, che cerca di vivere un futuro migliore.”
Il Viaggio è stata l’occasione per fare molti
incontri, per avere dei momenti di riflessioni e per visitare quei luoghi a cui
ormai è così affezionato.
Tutta la performance, se vogliamo, è uno straordinario
regalo che Giannico fa a tutti quei
paesi, affinché imparino a non dimenticare la loro storia, a risollevarsi,
affidando alla fratellanza la memoria di un passato truce.
www.vincentgiannico.com
Manuele Gianfrancesco
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