domenica 15 luglio 2012

Personaggi: oggi bicentenario della nascita di CAMILLO DEL GRECO, poeta e patriota

Camillo Del Greco dipinto da Filippo Palizzi


di Lino Spadaccini
Duecento anni fa, il 15 luglio 1812, nasceva a Vasto il poeta e patriota Camillo Del Greco.
Profondo giurista, pubblicò un trattato De demani delle provincie meridionali, con prefazione del senatore Francesco Auriti, opera molto apprezzata e punto di riferimento per gli studiosi del settore.
Scrisse anche molte poesie, fra cui una molto conosciuta, per la morte del dottor Francesco Romani, ed un sonetto dedicato a Roberto Betti, dal titolo “L’Angelo mio custode e quello della Patria”, ma forse quella in assoluto più famosa  è l’inno “Il giuramento sulle ossa del soldato italiano”, declamato il 5 marzo 1848 nel Real Teatro Borbonico di Vasto, in occasione del giuramento della Costituzione. Ecco alcuni passi:

Or che libera è questa contrada,
Or che Italia fa tregua al suo pianto,
Sciolga il Bardo la voce del canto
Che mi spira celeste piacer;
E deposti l’usbergo e la spada,
Lì riposi lo stanco guerrier…

Benedetto quel grido di guerra
Ch’esce fuori da libero petto!
Maledetto, per Dio, maledetto
Chi nemico della Patria servì!
Non ricopra un sol pugno di terra
Ei sè stesso e la Patria tradì…

Viva Italia che l’ama e difende
Dagli artigli del tristo e dell’empio,
Come vive per tutti l’esempio
Che produce le mille virtù:
Da quest’urna che tanto risplende
Libertade si scriva, e non più.

Evocate le innumeri schiere
Dalla voce possente di Dio,
E quest’urna, coll’ultimo addio,
Facciam giuro di eterna amistà;
Ed all’ombra di cento bandiere
S’alzi un canto che sempre vivrà…

Con il ritiro della Costituzione da parte del Re Ferdinando II, proprio per aver scritto e declamato in pubblico questa lirica, il giovane Del Greco venne arrestato e incarcerato.
Liberale ed attendibile, sin dal 1848, appena proclamato il Regno d’Italia fu dal ministro Liborio Romano mandato in qualità di vice-governatore a Lanciano, ed in seguito a Caserta, per coadiuvare come assessore per le operazioni demaniali il commissario Giacchi. Ma tragiche sciagure famigliari, che gli privarono ad uno ad uno i figli, lo costrinsero a tornare in patria.
Morì all’età di 66 anni, non prima di aver lasciato buona parte del suo patrimonio a favore del nostro ospedale civile.
Proprio in onore di Camillo e del figlio, la Congregazione di Carità decise di denominare la prima corsia dell’Ospedale “Angelo Camillo”, in riconoscenza al benefattore vastese.
 “Camillo Del Greco, o Signori”, affermava il canonico Don Tito Giocondo Sirolli, durante la messa funebre, “fu uno di quei mortali, che la Provvidenza volta per volta fa sorgere in mezzo all’umanità per sollevarne le sofferenze, tergere tante lagrime, ed accorrere con premura alle sue bisogne. Sì questo illustre trapassato fu uno di quegli, che con coraggio sopportando le vicende avverse di questa vita fugace, non venne mai meno alla sua nobile missione, che fu quella sempre di spogliare dei loro cenci i poveri, rivestirli ed alimentarli, di proteggere gli orfani, sostenere il pudore di misere e pericolanti donzelle, e fornirle di suppellettili necessarie per un modesto matrimonio; ovunque in fine scorgeva la necessità, egli accorreva colla sua mano benefica”.
Sepolto nel camposanto vastese, sulla lapide venne scolpita un’epigrafe dettata dal medico e letterato Giacinto Barbarotta, che recitava: 

QUI RIPOSA
STRETTO IN DOLCISSIMO AMPLESSO
CON CONCETTINA ED ANGIOLINO
SUOI AMATISSIMI FIGLI
CAMILLO DEL GRECO
DOTTORE IN LEGGI
CARO E PASSIONATO POETA:
EBBE IN VITA ANIMA GENEROSA E LIBERALE
AMÒ GRANDEMENTE I POVERELLI
E QUESTO SPEDALE CIVILE
EREDÒ MOLTA PARTE DELLA SUA RICCHEZZA:
AHI! IN QUANTO LUTTO IRREPARABILE
LASCIÒ LA VEDOVA CONSORTE
AURORA MASSARI:
GLI PREGA REQUIE SEMPITERNA
VISSE ANNI LXVI
MORÌ A DÌ XX OTTOBRE MDCCCLXXVIII

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