L’ultimo libro di Davide
D’Alessandro ha per titolo “L’inestricabile intreccio. Vita &
Morte: passaggi”, edito da Morlacchi, ha 170 pagine e costa 13,50
€.
Vita e Morte. Anzi, Vita &
Morte. Avvinte, indivisibili, inestricabilmente intrecciate. Attraverso l’opera
di filosofi, poeti, psicoanalisti, registi, scrittori, ma anche attingendo a
fatti e cronache dell’esperienza quotidiana, alla vita che c’è, alla vita che
scorre, in attesa della sua fine, l’autore ha cercato di evidenziare i tratti
esorcizzanti della nostra cultura, la paura della morte, la paura di se stessi,
la paura di una morte di cui non si muore.
Con la morte possiamo persino giocare,
andarle incontro, sfidarla, accettarla, scacciarla, esorcizzarla, subirla,
patirla, ma scriverne è impresa vana, impossibile. Eppure,
questa impossibilità non ci disarma, perché c’è un sentimento che chiama, c’è
un dire che non vuole restare segreto, c’è un dire che si rifiuta di tacere.
L’inestricabile intreccio è un libro sull’uomo, sulla sua miseria e sulla sua
grandezza. È un libro sui libri, sulle pagine che accompagnano il nostro
cammino. È un libro per chi ama i libri, l’amore, la poesia, la vita. È un
libro che s’interroga sulle tante maschere che coprono il nostro vero volto.
È
un libro che ha l’ardire di disvelare, perché un’altra vita è possibile. In
attesa della sua fine.
Ma finisce davvero la vita?
Ha scritto Antonio De Simone:
«Nella fitta e incalzante trama narrativa di questo libro-sui-libri, tra
biografia, pensiero scritto e filosofia, Davide D’Alessandro ci consegna, in
pagine vibranti e vissute, una riflessione densa di spunti e di riferimenti
ineludibili per comprendere l’enigmatico e inestricabile intreccio che lega in
una reciproca coappartenenza vita e morte: un rapporto costitutivo che segna,
prima e dopo le cose ultime, l’inquieto vincolo che pervade tra inizio e fine
l‘ineffabile chiasmaticità dell’umano».
Ma che cos’è la morte? Risponde
Roberto Esposito: «La morte è quell’ Inevitabile, Intrattabile, Irriducibile
che dobbiamo, eppure non possiamo, pensare. Che ci sfida e ossessiona con la
sua incombenza costante, ma che si ritrae nel momento stesso in cui cerchiamo
di afferrarlo come “un astro che non si riesce più a vedere quando lo si fissa
direttamente”. Nonostante i molteplici tentativi di addomesticarne la potenza
distruttiva, o dichiarandola naturale o situandola fuori dal nostro campo di
interesse, la morte è lì, davanti a noi, dentro di noi, come un cancro
silenzioso che ci rode, fino a risucchiarci nel suo abisso senza fondo».
Il libro è dedicato “A te”. A te
che leggi, se hai voglia di leggere. A te che vivi, se hai voglia di vivere.

Nessun commento:
Posta un commento