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riceviamo e pubblichiamo
So
bene che le dimissioni si danno e non si annunciano, ma se a settembre
l’amministrazione comunale continuerà ad evidenziare le stesse difficoltà e,
cosa ben più grave, a non rispettare le decisioni prese dal Consiglio Comunale,
non eseguendo ciò che viene deliberato, sono anche pronto a lasciare. Fare
politica nella nostra città è diventato praticamente impossibile. Il lavoro del
consigliere comunale non riesce minimamente a incidere per migliorare le
condizioni dei cittadini. I problemi sollevati, le questioni poste, le mozioni
presentate durano lo spazio di un mattino, due battute su un giornale e via. Un
teatrino che mette a dura prova la dignità e il rispetto verso se stessi di chi
ancora ne ha.
Il
28 ottobre scorso abbiamo impegnato all’unanimità sindaco e giunta a ripulire
il “Della Penna”, a fare un Forum sull’Occupazione. Dopo nove mesi, tutto tace.
Mi
chiedo retoricamente: stessa sorte avrà l’ultimo documento unanime sul nuovo
Ospedale? Abbiamo fatto rumore sui tanti topi che sguazzano liberamente nel
centro storico, abbiamo alimentato la polemica sul mercato di Santa Chiara che
versa in condizioni disastrose, abbiamo chiesto più volte di sistemare il manto
stradale in diverse zone, ma la macchina amministrativa è ferma. Di progetti
per rilanciare Vasto, neppure uno. Si procede di mezz’ora in mezz’ora, di
attimo in attimo. Ha ragione il giovane Del Casale a invocare “infrastrutture,
porto, alta velocità e innovazione garantendo aree del nostro territorio in cui
poter attivare un processo di nuova industrializzazione evitando che si alzi il
solito fronte del no”, ma se la musica continua a essere quella dell’ultimo
anno, con i freni tirati, meglio lasciare a chi ha più voglia di esercitarsi
nell’inutile battaglia contro i mulini a vento. Nessun medico ci ha ordinato di
perdere tempo. I cittadini ci segnalano quotidianamente disagi, ritardi,
situazioni critiche, noi riportiamo fedelmente a chi avrebbe il potere di
risolvere, interroghiamo, comunichiamo, denunciamo, ma non produciamo alcun
effetto, alcun risultato. O c’è una presa di coscienza generale, o si coglie il
senso del dramma di una caduta verticale, o si prende atto di un presente senza
futuro, oppure meglio chiudere qui un’esperienza che risulta essere, non solo
per me, deprimente e mortificante. Sono d’accordo con Forte quando dice che
Regione e Provincia ci stanno fregando. Aggiungerei, però, che anche noi ci
stiamo fregando. Con l’immobilismo. Con il piangerci addosso. Con i soldi che
non ci sono. Ma nessun Comune sembra avere più i soldi. Allora, che si fa? Si
chiude? La verità è che la politica vastese vive la sua notte più nera, altro
che notte bianca. La nuova classe dirigente che auspica il segretario del Pd è
la speranza, ma per ora, in attesa delle prossime tornate elettorali, la concretezza
è risolvere i problemi che la gente pone, la decadenza che ha investito il
nostro territorio più di altri. C’è bisogno di uno scatto, di una svolta,
vorrei dire c’è bisogno di un governo Monti-Lapenna anche a Vasto, con una
larga e solida maggioranza, che si assuma la responsabilità di decisioni
popolari e impopolari, ma che abbia come propria missione la crescita, la
rinascita della città. È il tempo dei sì, con i no non si va da nessuna parte.
Davide
D’Alessandro
Capogruppo
Futuro e Libertà

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