riceviamo e pubblichiamo
La democrazia su un tetto di lamiera
che scotta
Succede anche in campo nazionale, ma restiamo qui da noi. E’ vero che
la libertà che abbiamo, di criticare decisioni del ’potere’ o della casta di
turno che dispone, è comunque una preziosa conquista, ma, di fatto, è ben magra
consolazione quando sai che devi subire, perchè non puoi farci niente. Poi la
dicono democrazia...
Se un governante e la sua ristretta cerchia decide che
– adulterando e
mistificando progetti e sensibilità, specificatamente professionali ed anche civicamente
comuni – in Centro ad opera o per approvazione dell’Ente comunale si possa
porre in opera fra tetti tegolati e antichi, fra torri avite, una “casetta”
stile magazzino, con tanto di copertura sfacciatamente in lamiera, può essere
abbastanza (dite, dite!) per il popolo poter “storcere il muso” e borbottare
sapendo che, demo o non demo che sia o si creda, delle angherie di altri deve
farsene una ragione?
Aggiungo, per vero e per moto sincero, non per voglia polemica: ma gli
ambientalisti (se ne esistono di urbani), singoli e storicizzati o in comitato
adunati, perchè non protestano o, al solito e quantomeno, non ciurlano nel
manico dei Media?
Chi vuol farmi figurare da ingenuo, qual mi ostino a voler essere, mi
risponderà deridendomi che costoro fanno parte del Sistema, porcellato o
preferenziato che sia, che i “se” e i “ma” li spendono a seconda che stanno
dentro o fuori il Palazzo... Tant’è che ad essere derisi, astenuti o complici,
oppositori per ciurla o impotenti, siamo e restiamo noi tutti o quelli che
ancora credono o sperano nella sacro-santità delle Istituzioni. Poi la dicono
democrazia...
Giusfra

5 commenti:
Non ho molta simpatia per gli ambientalisti, ma in questa faccenda c'entrano poco.
Ben altro avrebbero dovuto fare mentre saccheggiavano Montevecchio o deturpavano la scogliera, storici o apprendisti che siano.
Oggi abbiamo uno strumento formidabile per verificare di persona certe situazioni.
Strumento gratis e di facile utilizzo; mi riferisco a google-earth.
Faccia un volo su corso Garibaldi e controlli dove si trovano questi "...tetti tegolati e antichi, fra torri avite...".
Controlli dove si trova il parcheggio multipiano e da quali tetti è circondato.
Gli unici tetti con "li pìnge" a coppo sono quelli di alcune case lungo il corso.
Attorno solo terrazzi e tetti rossi con tegole moderne.
Di fronte poi, l'edificio del Comune col suo terrazzo butterato.
Secondo me sarebbe stato ridicolo che un volume di uscita su un terrazzo in calcestruzzo, per di più su un parcheggio, fosse coperto con tegole antiche.
Ridicolo, personale opinione, come certe cucine moderne tutto inox, che sembrano sale per autopsie, e che in un angolo la padrona di casa ha piazzato la credenza della nonna.
Non ho ancora capito perchè ce la prendiamo tutti con quella capannina per dimostrare l'insensibilità dell'amministrazione della città, quando a meno di 200 mt c'è un antico edificio ormai fatiscente e in totale abbandono; questo si, in pieno centro storico.
Consiglio un buon libro su cosa sia la democrazia e come funziona.
Cicco, mi devi dire in quale città del mondo nel perimetro del centro storico, anche in una struttura moderna - che comunque poteva essere progettata con una linea più classica - è permesso l'uso del tetto in lamiera.
Forse qualcosa di più intonato al contesto circostante poteva essere usato....
È difficile pensare ad un parcheggio multipiano con linee classiche. Non so forse al posto dei pilastri si potevano mettere delle colonne corinzie...
Ormai la frittata è stata fatta, quindi teniamoci il parcheggio e il suo tetto.
Nicò, chiunque abbia fatto quella foto ha ciurlato nel manico. Se l'inquadratura fosse stata sul lato opposto, di 180°, vedremmo uno sfondo di terrazzi su palazzine multipiano di età non superiore ai 50-60 anni.
E puoi scommettere che qualche compaesano se ne sarebbe uscito criticando un tettuccio di coppo tra terrazzi di cemento.
Mi sa che la svolazzata su google non te la sei fatta altrimenti avresti visto che di antico là attorno c'è ben poco.
Il contesto circostante sono 2.300 mq di terrazzo in calcestruzzo, segnati da sgocciolamento di olio motore e tracce di pneumatici.
Che ci fa un tetto di 30 mq ricoperto a coppo antico tra 2.300 mq di cemento? Fa tenerezza.
E che ci fa lo stesso tetto a coppo antico circondato da diecine di vetture multicolori parcheggiate attorno? Fa pena.
E che farà lo stesso tetto a coppo se qualcuno coprirà i 2.300 mq di piazzale con pannelli fotovoltaici? Farà sorridere.
Fare qualcosa di più intonato? Ti dò ragione; io l'avrei coperto con lo stesso calcestruzzo del piazzale. Nemmeno la ricognizione della RAF l'avrebbe notato.
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