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| Progetto del 1988: mai realizzato dal Comune |
Da Ivo Menna Ambientalista storico riceviamo e pubblichiamo
In attesa che i vari enti istituzionali, - Provincia, Regione,
Comune, assieme alle associazioni ambientaliste che dovranno con fermezza
stabilire e decidere che il destino delle aree ferroviarie dismesse dovranno
essere restituite non più alla
speculazione privata, ma al godimento pubblico,- dobbiamo purtroppo assistere al vecchio
fenomeno della privatizzazione di tutti quegli accessi al mare una volta
storicamente pubblici. Non fanno più parte ormai di
quel bene comune di tutti i
cittadini, ma risultano occupati da una trasformazione urbanistica - (un
assalto alla scogliera e a quelle brevissime spiaggette tanto care ai vastesi e
ai turisti per molti motivi) - che vede il cemento protagonista. Tutti gli accessi
al mare che vanno da Fosso Lebba alla zona della Bagnante hanno subito un
destino, ovvero quello che non potranno piu’ essere godute dalla collettività
cittadina e dal turismo ambientale per tanti motivi che vanno dall’incuria
pubblica agli appetiti privati. Le sbarre di alcuni privati su quei tratti ti
sconsigliano di procedere oltre, insomma un vero impedimento.
Abusivismo e assenza di controllo pubblico da anni ha consentito
la violazioni di leggi come la
Galasso che vietava la realizzazione di residenze e costruzioni
private se non venivano osservate le distanze di 30 metri dalla battigia
del mare. In questi giorni in citta’ oltre un migliaio di ufficiali
dell’esercito hanno deciso di scegliere Vasto come raduno ufficiale nazionale.
Una cosa molto positiva dal punto di vista di nuove boccate di ossigeno per una
industria del turismo che soffre per una situazione generale di crisi
economica, e per la rete di commercianti che sicuramente trarranno dei piccoli
vantaggi nella redistribuzione generale economica. Ma potranno visitare tutti
gli accessi al mare che costituiscono un patrimonio di bellezze e di paesaggi
su cui la città avrebbe dovuto in
investire, da trenta anni ad oggi, in azioni di salvaguardia e tutela di
una natura che li ha modellati nell’arco di millenni? E’ una domanda che
rivolgiamo non solo alle amministrazioni che dovranno affrontare il futuro
circa il nuovo modello economico da inaugurare, ma a tutti quei privati che
hanno abusato di questi luoghi causando un vero danno non solo economico ma
ferendo un ambiente naturale
Vasto 4 maggio 2012 - Ivo Menna
Ambientalista storico

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