giovedì 1 marzo 2012

PD:il congresso annunciato per il 4 marzo non si farà

Un nostro saggio consiglio a Di Giuseppe: ripartire da Zero. Dimissioni del neo segretario Del Casale, ritiro del ricorso da parte dei ricorrenti, trovare un accordo fra le varie componenti del Partito e rifare da capo il congresso.

Dopo due calorosi appelli di
Nicolangelo D’Adamo e Ivan Aloè, in cui si chiedeva di rifare un congresso “vero”, il neo segretario del PD Antonio Del Casale si era affrettato a dire che il 4 marzo ci sarebbe stato un nuovo congresso per eleggere il direttivo e ricomporre le anime del partito.
Ma ad oggi tutto tace. Il che lascia presumere che il congresso non si farà.
Noi da osservatori esterni avevamo consigliato - prima del 4 gennaio scorso - al segretario provinciale Di Giuseppe di annullare la convocazione del congresso, trovare la quadra fra le componenti del partito e poi riconvocare il congresso per la elezione condivisa di segretario e direttivo. Ma ciò non è stato fatto e Lapenna & Co. sono voluti andare allo scontro. Il risultato del congresso del 4 gennaio è stato devastante: non vi ha partecipato metà partito. Il giovane segretario Antonio Del Casale è stato eletto da metà partito e ci si è dimenticati di eleggere direttivo della sezione di Vasto. L’altra metà del partito ha presentato un ricorso per l’annullamento del congresso che potrebbe avere un esito positivo.
Apriamo una parentesi: all’epoca abbiamo messo in evidenza che i voti sono voti non chiacchiere: alle ultime amministrative i firmatari del documento "le ragioni di un'assenza" hanno riportato, " da soli " 1.793 voti di preferenza , quasi il 40% dei voti del PD (Forte 485, Marchesani 458, Tiberio 398, Molino 266, Amato 260, Di Santo 126). Mentre  partiti tanto cari a Luciano Lapenna hanno riportato una piccola manciata di voti : 758 voti in totale Rifondazione Comunista, 1.334 voti SEL.
Tornando alla elezione del direttivo - che non è stata fatta nel congresso del 4 gennaio - quali saranno ora le soluzioni? Probabilmente l’unica via d’uscita è ripartire da zero. Vale a dire che, se si vuole far tornare la pace in famiglia, i ricorrenti devono ritirare il ricorso, il segretario eletto si deve dimettere dall’incarico, il commissario Di Giuseppe deve mediare  per trovare un accordo con tutte le componenti del partito e poi riconvocare il congresso per eleggere un segretario ed un direttivo condiviso da tutti.
Ascolterà questa volta Di Giuseppe il nostro saggio consiglio?
NDA

Nessun commento: