sabato 4 febbraio 2012

Una Città in Musica: Michael Zappitelli e Alberta Stampone raccontano le loro emozioni sul palco del Ruzzi

Una Città in Musica: la presentatrice Francesca Tartaglia
annuncia la vittoria di Michael Zappitelli (a destra),
al secondo posto Alberta Stampone (a sinistra)
Reduci dal successo nella terza edizione di "UNA CITTÀ IN MUSICA", evento musicale ideato da Lucio Basso Ritucci, abbiamo contattato Michael Zappitelli e Alberta Stampone, due giovani interpreti classificati ai primi due posti, per conoscerli meglio e farci raccontare la loro esperienza.

Racconta in breve chi è Michael/Alberta?
Michael (M.): Michael è un ragazzo semplice che gli piace giocare e divertirsi come i suoi coetanei e che ama la musica.
Alberta (A.): Alberta è una ragazza di 15 anni che vive di musica perché in essa trova il suo rifugio migliore; è una ragazza che ha anche altre passioni, ama tutto ciò che è arte: disegno, fotografia, scrittura e canto. In poche parole è una ragazza semplice.
Quando è nata la passione per il canto?
M.: La passione per il canto è nata all'età di sei anni, quando mi divertivo con il karaoke cantando Biagio Antonacci.
A.: La passione per il canto c’è sempre stata, cantavo fin dall’età di sei anni. Come dicevo prima, nel canto ho trovato il rifugio migliore ed è proprio cantando che riesco a sentirmi sicura e ad esprimere le mie emozioni.
Quali sono i tuoi cantanti preferiti?
M.: In assoluto i Modà, Marco Mengoni, Stefano De Libertis (il mio maestro di canto), Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Biagio Antonacci e anche un po’ di musica americana.
A.: Beh, ce ne sono tanti. Sono cresciuta con la musica di Tiziano Ferro perché nella sua musica ho ritrovato me stessa, mentre con Marco Mengoni ho conosciuto un cantante che mi fa vibrare l’anima quando canta.
Cantate entrambi nella Corale Warm Up e durante le esibizioni al Politeama Ruzzi vi siete incitati a vicenda. Cosa pensi di lei/lui?
M.: Alberta è una carissima amica, appena l'ho conosciuta ricordo che era molto timida e noi della corale, che siamo una grande famiglia, abbiamo cercato di farle superare la sua timidezza. Però ho notato che la sera al Politeama Ruzzi era molto disinvolta. Le volevo comunicare che le voglio tanto bene.
A.: Come ho sempre detto la voce di Micheal mi provoca un’emozione fortissima ed essendo amante di musica non sempre mi capita di emozionarmi; l’ho sempre stimato sia come amico che come cantante, è una persona solare e la sua voce mi tranquillizza, mi dà serenità, mi fa rinascere dentro.
Che emozioni provoca esibirsi sul palco del Politeama Ruzzi davanti a tanta gente?
M.: È un'emozione indescrivibile, ero agitato, però può sembrare strano, ma io riesco a cantare di fronte a tanta gente, perché il calore che mi trasmettono mi carica.
A.: Ad essere sincera io non mi sono mai sentita tanto sicura come lo ero su quel palco. Sì, esattamente così, ero me stessa e credo che solo chi canta può sapere cosa significa sentirsi se stessi soltanto cantando. Per quanto riguarda l’emozione è indescrivibile e non ci sono parole per definire quei momenti.
Michael, cosa si prova ad essere il vincitore di Una Città in Musica?
M.: Per me è stata una grande esperienza piena di gioia che non mi aspettavo proprio! In realtà, non pensavo che i vari giornali e radio parlassero di me e della mia vittoria. Vorrei ringraziare il mio maestro Stefano De Libertis autore del mio inedito "Il senso della vita" canzone che rispecchia la vita di ogni essere umano con sogni, passioni e ambizioni, ma indica la strada per non perdere di vista il vero...senso della vita. Ma soprattutto sento che devo ringraziare i miei genitori che mi aiutano e mi sostengono da sempre!
Alberta, prima della proclamazione del vincitore eri molto tesa. Cos’hai provato quando la presentatrice Francesca Tartaglia ha alzato il braccio di Michael in segno di vittoria?
A.: Tengo a precisare che la notte precedente la finale mi sono sognata quello che poi è accaduto e la mattina mi sono svegliata molto più tranquilla. Ad essere sincera non ho rimpianti ed è stato un piacere sentire il nome di Micheal. Per quanto riguarda me è stato il primo concorso a cui ho partecipato e sono contentissima del risultato ottenuto, anzi, se avessi vinto molto probabilmente mi sarei anche sentita a disagio nei confronti di Michael, per cui sono contentissima così; e poi non capita tutti i giorni di arrivare seconda!
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
M.: Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a cantare nella trasmissione "Io canto" oppure "Ti lascio una canzone", insieme ai fantastici "Modà".
A.: Il mio sogno nel cassetto è sempre stato lo stesso fin dall’età di 6 anni: andare a vivere a New York (la città dei miei sogni) e ovviamente diventare una cantante.
Entrambi avete la “Fan Page” su facebook.  Lasciate un messaggio ai vostri fan.
M.: Grazie a tutti per avermi sostenuto in tutto questo tempo e spero di fare sempre meglio continuando a studiare per regalarvi nuove emozioni. Dedico la mia vittoria ai miei primi fans: i miei genitori.
A.: Che dire… Ringrazio tutti quelli che mi sostengono giorno dopo giorno e che credono in me. Li ringrazio particolarmente per essermi sempre accanto e a loro mando un consiglio: di non smettere mai di sognare perché in fondo i sogni sono l’unica cosa in cui c’è sempre la speranza di un nuovo inizio. Un bacio Alberta.

Con questi bei messaggi finali, ringraziamo e auguriamo a loro due, ma anche ai tanti giovani che si avvicinano al canto, o ad altre forme artistiche, di non smettere mai di sognare, perché coltivando le proprie doti, attraverso l’impegno e tanta forza di volontà, tutto è possibile.
Lino Spadaccini

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