"Tutto si rifà a tempi antichissimi, quando al popolo suddito era permesso, a Carnevale, di fare baldoria e di potersi sfogare impunemente, prendendosela con governanti e padroni"
| Il poeta Fernando D'Annunzio (autore de "La Storie" di Carnevale) assieme a Carmine D'Ermilio (Anima del Gruppo i Cantori di S. Antonio Ab.) |
Ultimo interprete de “La Štorie” è il poeta Fernando D’Annunzio. Spinto dall’amico Carmine D’Ermilio, dal 1995 ha raccolto il testimone della tradizione carnascialesca vastese, riproponendo ogni anno, e sempre con maggiore successo, una sintesi dei principali avvenimenti dell’anno appena trascorso, partendo da
quelli a livello mondiale e nazionale, fino a giungere a quelli prettamente locali, attingendo soprattutto dalla classe politica, che non manca mai di fornire spunti interessanti. «A differenza di tutti gli altri », afferma il poeta vastese, «“La Štorie” è un canto il cui testo viene riscritto ogni anno e tratta di avvenimenti, fatti e situazioni riferiti all’anno trascorso tra un Carnevale e l’altro. Trattandosi di un canto tradizionale carnascialesco, esso tende a trattare gli argomenti che lo permettono in tono scherzoso e ironico. Chi ha l’opportunità di rileggere le edizioni precedenti, si troverà a ripercorrere diciotto anni di avvenimenti e di storia politica e sociale, cominciando da quelli a livello mondiale fino a quelli riferiti alla nostra città. Leggendo», prosegue Fernando D’Annunzio, «ci si renderà conto che nel testo la satira non é mai di parte e, se lo é, prende sempre spunto dalla voce del popolo, trattando ciò che è di dominio pubblico e prendendo di mira molto spesso personaggi politici, in primis quelli che al momento governano, senza distinzione di appartenenza. Tutto si rifà a tempi antichissimi, quando al popolo suddito era permesso, a Carnevale, di fare baldoria e di potersi sfogare impunemente, prendendosela con governanti e padroni».
quelli a livello mondiale e nazionale, fino a giungere a quelli prettamente locali, attingendo soprattutto dalla classe politica, che non manca mai di fornire spunti interessanti. «A differenza di tutti gli altri », afferma il poeta vastese, «“La Štorie” è un canto il cui testo viene riscritto ogni anno e tratta di avvenimenti, fatti e situazioni riferiti all’anno trascorso tra un Carnevale e l’altro. Trattandosi di un canto tradizionale carnascialesco, esso tende a trattare gli argomenti che lo permettono in tono scherzoso e ironico. Chi ha l’opportunità di rileggere le edizioni precedenti, si troverà a ripercorrere diciotto anni di avvenimenti e di storia politica e sociale, cominciando da quelli a livello mondiale fino a quelli riferiti alla nostra città. Leggendo», prosegue Fernando D’Annunzio, «ci si renderà conto che nel testo la satira non é mai di parte e, se lo é, prende sempre spunto dalla voce del popolo, trattando ciò che è di dominio pubblico e prendendo di mira molto spesso personaggi politici, in primis quelli che al momento governano, senza distinzione di appartenenza. Tutto si rifà a tempi antichissimi, quando al popolo suddito era permesso, a Carnevale, di fare baldoria e di potersi sfogare impunemente, prendendosela con governanti e padroni».
canti tradizionali vastesi
Il dialetto usato è volutamente scritto in modo da essere comprensibile anche ai lettori che non conoscono il vastese, pur mantenendo la possibilità di leggere le strofe con pronuncia e accenti tipici del dialetto prettamente vastese.
Con l’edizione 2012 sono diciotto le “Štorie” scritte dall’amico Fernando D’Annunzio. I testi delle prime dieci edizioni sono già state raccolte in un unico volume dal titolo “Ogne anne ‘na Štorie”, pubblicato nel 2004 dalla Tipografia Histonium. Al raggiungimento delle venti edizioni, è intenzione dell’autore dare alle stampe l’intera raccolta, arricchita da notizie storiche, testimonianze ed eventuali immagini e frammenti di Štorie antiche.
Dopo questi brevi interventi su alcuni aspetti del carnevale vastese, da domani inizieremo la pubblicazione de “La Štorie” 2012, divisa in quattro puntate, per meglio gustare gli argomenti trattati nelle venti strofe. Buon Carnevale a tutti!
Lino Spadaccini
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