venerdì 10 febbraio 2012

Speciale Carnevale (1): L'ULTIMA SFILATA NEL 2008

UN EVENTO A COSTO ZERO ELIMINATO DAL CARTELLONE DELLE MANIFESTAZIONI VASTESI: PERCHE?
 

di Lino Spadaccini

Carnevale morto”, con questo titolo oltre cento anni fa un giornalista anonimo sintetizzava sulle pagine dell’Istonio la fine di una tradizione ormai spenta. E sottolineava: “I vecchi lamentano che lo splendore dei rumori dei rumorosi Carnevali d’un tempo sia spento… I comitati che sorgono qua e là nelle numerose città d’Italia per ridar vita a questa moribonda costumanza italiana, fanno tentativi più o meno coronati da sterili successi… È vano, dunque, andare a ritroso dei tempi; è vano gridare contro la decadenza di un’usanza non più conforme all’indole nostra e ai nostri tempi: il Carnevale è moribondo; ma non passeranno molti anni, e gli canteranno il funerale che lo rilegherà definitivamente nel cumulo delle memorie più o meno liete del passato…”. Fortunatamente questa analisi piuttosto negativa non si è avverata, anzi, questa festa ha avuto nel corso degli anni un notevole slancio diventando un punto di riferimento importante per molte città italiane come Viareggio, Cento, Ivrea, Putignano, Venezia e perché no, anche per la vicina Francavilla al Mare. Non a Vasto, purtroppo! Da alcuni anni la tradizionale sfilata dei carri allegorici non viene più organizzata, senza che sia mai stata data una vera motivazione: a volte si è parlato di problemi di sicurezza, a volte di motivi economici. Negli ultimi sei anni di Amministrazione Lapenna, la sfilata è stata organizzata soltanto una volta nel 2008, riuscendo a far dimenticare ai vastesi, e soprattutto ai bambini, il divertimento, la bellezza e i colori dei carri allegorici, che hanno sempre richiamato sulle strade migliaia di persone.
Per fortuna ci sono delle tradizioni carnascialesche che proseguono con sempre maggiore successo, come “La Štorie” di Fernando D’Annunzio: un appuntamento molto atteso, che propone una sintesi dei principali avvenimenti dell’anno appena trascorso, partendo da quelli a livello mondiale e nazionale, fino a giungere a quelli propriamente locali, attingendo soprattutto dalla classe politica, che non manca mai di fornire spunti interessanti.
Ancora oggi il Carnevale rappresenta sicuramente un’occasione di divertimento che si esprime attraverso il travestimento, le feste in maschera, il ricordo delle tradizioni antiche e anche in cucina attraverso le prelibatezze culinarie che ci hanno tramandato i nostri nonni. E allora immergiamoci nel clima carnascialesco con una vecchia filastrocca che si cantava ai bambini nel periodo di carnevale, riportata da Francesco Pisarri sulle pagine de Il Vastese d’Oltre Oceano:
I’ sacce na favulatte:
Martine ngli la rungatte,
Martine nghi la pale
Dave mazze a Carnivale!
Carnivale ni’ steve bone;
s’ha magnate nu pare d’ove.
- E chi l’ à fitate?
- La hallina ‘cciuppicate…
- E chi l’ à ‘cciuppicate?
- Lu huardiane di la salve.
- Addò è lu huardiane?
- E jute pi làine.
- Addò sta li làine?
- À servute pi fèuche.
- Addò sta lu fèuche?
- L’à stutete l’acche.
- Addò sta l’acche?
- Si l’à bivute la vacche.
- Addò sta la vacche?
- E jute a la mundagne
e ariporte nuce, nucelle e castagne.


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