giovedì 23 febbraio 2012

Accadeva a Vasto nel 1869


Due interessanti articoli del 1869: le lapidi al cimitero in onore di Domenico e Antonio Rossetti; un'Accademia Letteraria per la festa dello Statuto


di  VINCENZO APOLLONIO

L’attuale cultura consumistica tende ad appiattire l’uomo sul presente, a fargli perdere il senso del passato, della storia; ma così facendo lo priva anche della capacità di comprendere se stessi, di percepire i problemi, di costruire il domani.
“Anche la storia minore deve essere scritta e ciò è maggiormente necessario quando essa riguarda un periodo di tempo sul quale è caduto l’oblio più completo e che tuttavia è meritevole di essere ricordato poiché – anche se contiene in germe, nella sua cultura a senso unico, le ragioni della realtà di oggi – è per tanti aspetti caratterizzato da un rigore e da un senso di vita ignoto ai nostri giorni”.
Sono le testuali parole con le quali
si esprimeva Emidio Orlando nella prefazione al volume “Il diario di Chieti nell’anno 1869” da lui pubblicato nel 1969, accolto anche a Vasto e nel Vastese con un certo  interesse.  L’autore, facendo ricerche presso la biblioteca A. C. De Meis del capoluogo teatino, aveva avuto l’opportunità di esaminare una raccolta di giornali del 1869; gli era sembrato allora cosa interessante estrarvi le notizie più significative di un secolo prima e pubblicarle, dopo averle ordinate per mesi, come fosse un diario.
LAPIDI IN ONORE DI  DOMENICO E ANTONIO ROSSETTI
In una cronaca relativa al mese di novembre 1869, è riportata la seguente “CERIMONIA COMMEMORATIVA A VASTO”:
“ Nel dì 7 corrente, previo invito del Municipio, riunivansi nella sala comunale le Autorità civili e militari, i più eletti Cittadini, così della borghesia come della classe operaia, e gli Alunni del Ginnasio e delle Scuole tecniche. Di là, preceduti dalle bandiere della Società Operaia e da quella degli studenti, s’incamminarono tutti verso il Camposanto, ove si procedette alla inaugurazione di due lapidi sepolcrali, commemorative dei due Cittadini Vastesi, Domenico ed Antonio Rossetti, fratelli del celebre poeta Gabriele.
“L’egregio Sindaco signor Silvio Cav. Ciccarone fu il primo a dire delle brevi e sentite parole; dopo di lui il signor Giovanni Professor Rabbaglietti lesse un suo discorso a guisa di prolusione accademica; con esso l’Autore parlò più che al popolo, alla mente illuminata delle presenti notabilità; successero quindi i discorsi dei Professori Mayo e Di Rosso del ginnasio inferiore e del sig. Giuseppe Pietrocola, Direttore degli Asili Infantili”.
ACCADEMIA LETTERARIA
In un'altra cronaca del mese di giugno, si riferisce di un’Accademia letteraria; ecco cosa si scriveva in quel lontano anno dell’Ottocento:
A Vasto, per la festa dello Statuto, fu tenuta un’Accademia letteraria nella quale, dopo l’insigne discorso pronunciato dal prof. Giovanni Rabbaglietti, furono presentati i seguenti componimenti:
  1.      Sguardo delle Alpi – Ode del sig. Celano.
  2.       A Roma – Sestine del sig. Laccetti.
  3.        Indipendenza – Inno di guerra del sig. Rocchio.
  4.       A Roma – Sonetto dello stesso sig. Rocchio.
  5.       Unità Nazionale – Sestine del sig. Spatocco.
  6.       Libertà e tirannide – Canto lirico del signor Fanti.
  7.       A Vittorio Emmanuele – Sonetto del sig. Artese.
  8.      A Garibaldi – Sonetto del sig. De Benedictis-
  9.     Trinodia – Stornelli recitati dal sig. Artese e scritti dal Professor Rabbaglietti.
  10.   Istonio – Carme in terza rima del sig. D’Angelo.
  11.   Il Papato – Lirica del sig. Monacelli.
  12.   A Gabriele Rossetti – Ottave lette dal sig. Celano e scritte da Garibaldi Rabbaglietti, fratello del Professore e suo alunno di lettere nella scuola paternale dell’anno 1867 – 1868.
  13.  La Roma de’ Preti. – Ottave recitate dal giovinetto Francesco Ciccarone e scritte dal Prof. Giovanni Rabbaglietti.
VINCENZO APOLLONIO

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