lunedì 30 gennaio 2012

I racconti di Miranda: Il nipotino che fa scoprire al nonno il fascino dei trabocchi

Una passione nata da un nipote: costruire i trabocchi.

Antonio D'Alessandro ha scoperto la passione di
costruire trabocchi dal nipotino Antonio Acquarola




Sembrerebbe strano ma è proprio un nipote a far scoprire  una passione al proprio nonno. Il nipote in questione è Antonio Acquarola ed il nonno il Signor Antonio D’Alessandro.  Antonio Acquarola allora  aveva nove  anni quando, in terza  elementare,  le maestre della scuola Ritucci Chinni gli assegnarono, come compito, la costruzione di un trabocco.” Sono  originario di Petacciato ma dal 54 mi trasferii a Vasto dove fui impiegato presso la ditta di Di Fonzo autotrasporti come conduttore meccanico.”- Afferma il signor Antonio D’Alessandro - “ Nel mio lavoro prediligevo i percorsi di guida  sulla costa dove  i trabocchi erano uno scenario che catturava la mia attenzione. Quel giorno  fui molto contento quando mio nipote mi chiese di aiutarlo.  Ormai pensionato  occupavo il mio tempo libero in garage, a riaccomodare oggetti di uso domestico rotti, in disuso che spesso mia moglie mi dava da riparare,  in compagnia della musica, con la  mia radiolina ”Geloso”. Quale occasione migliore  per  rivisitare quei luoghi e trascorrere del tempo con mio nipote Antonio?  Cosi andammo insieme a fare un giro sul litorale per studiare meglio la struttura dei trabocchi da vicino. Visitammo, così, il trabocco di San Nicola e la spiaggetta di sassi  e li raccogliemmo pietre.  Ci recammo, in perlustrazione, nella spiaggia di Punta Penna  alla ricerca di materiale donato dal natura ed  in essa raccattammo tronchi, conchiglie,  reti lacere  e pezzi di legno trovati nella passeggiata in riva al mare, sulla battigia. Eravamo  entrambi pieni di entusiasmo, pronti per lavorare. Trascorremmo, così, in garage una settimana ad assemblare ad incastro con la vinavil  i pezzi raccolti. Antonio era davvero bravo e aveva tanta pazienza. Ultimammo il lavoro  insieme scoprendoci abili  nel “saper fare” con gioia ed entusiasmo. Antonio aveva meno tempo libero, occupato nello studio, mente  io ho  continuato nel mio laboratorio e  pian piano  ho imparato ad incastrare i pezzi di rami su  grandi tronchi   riproducendo  fedelmente  diversi trabocchi presi da immagini reperite da testi e riviste locali. Antonio, di tanto in tanto, mi  viene a trovare in garage e mi aiuta. Da allora  sono passati quattro anni ed io continuo ancora a  nutrirmi di questa passione, trascorrendo il mio tempo  libero con sempre più entusiasmo e voglia di fare, nella ricerca di nuovi trabocchi da riprodurre in miniatura, in un nuovo cammino indicatomi da mio nipote  Antonio.”
Semplici e vere emozioni
Miranda SconosciutoLa Cicatille

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