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| Antonio D'Alessandro ha scoperto la passione di costruire trabocchi dal nipotino Antonio Acquarola |
Sembrerebbe strano ma è proprio un nipote a far scoprire una passione al proprio nonno. Il nipote in questione è Antonio Acquarola ed il nonno il Signor Antonio D’Alessandro. Antonio Acquarola allora aveva nove anni quando, in terza elementare, le maestre della scuola Ritucci Chinni gli assegnarono, come compito, la costruzione di un trabocco.” Sono originario di Petacciato ma dal 54 mi trasferii a Vasto dove fui impiegato presso la ditta di Di Fonzo autotrasporti come conduttore meccanico.”- Afferma il signor Antonio D’Alessandro - “ Nel mio lavoro prediligevo i percorsi di guida sulla costa dove i trabocchi erano uno scenario che catturava la mia attenzione. Quel giorno fui molto contento quando mio nipote mi chiese di aiutarlo. Ormai pensionato occupavo il mio tempo libero in garage, a riaccomodare oggetti di uso domestico rotti, in disuso che spesso mia moglie mi dava da riparare, in compagnia della musica, con la mia radiolina ”Geloso”. Quale occasione migliore per rivisitare quei luoghi e trascorrere del tempo con mio nipote Antonio? Cosi andammo insieme a fare un giro sul litorale per studiare meglio la struttura dei trabocchi da vicino. Visitammo, così, il trabocco di San Nicola e la spiaggetta di sassi e li raccogliemmo pietre. Ci recammo, in perlustrazione, nella spiaggia di Punta Penna alla ricerca di materiale donato dal natura ed in essa raccattammo tronchi, conchiglie, reti lacere e pezzi di legno trovati nella passeggiata in riva al mare, sulla battigia. Eravamo entrambi pieni di entusiasmo, pronti per lavorare. Trascorremmo, così, in garage una settimana ad assemblare ad incastro con la vinavil i pezzi raccolti. Antonio era davvero bravo e aveva tanta pazienza. Ultimammo il lavoro insieme scoprendoci abili nel “saper fare” con gioia ed entusiasmo. Antonio aveva meno tempo libero, occupato nello studio, mente io ho continuato nel mio laboratorio e pian piano ho imparato ad incastrare i pezzi di rami su grandi tronchi riproducendo fedelmente diversi trabocchi presi da immagini reperite da testi e riviste locali. Antonio, di tanto in tanto, mi viene a trovare in garage e mi aiuta. Da allora sono passati quattro anni ed io continuo ancora a nutrirmi di questa passione, trascorrendo il mio tempo libero con sempre più entusiasmo e voglia di fare, nella ricerca di nuovi trabocchi da riprodurre in miniatura, in un nuovo cammino indicatomi da mio nipote Antonio.”
Semplici e vere emozioni
Miranda Sconosciuto “La Cicatille ”


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