Nessuno conosce la numerazione delle carrozze: corse pazze sui marciapiedi per trovare quella con il proprio posto
riceviamo e pubblichiamo
E’ stata rinnovata un’alta percentuale della rete ferroviaria italiana e, a detta della pubblicità, anche dei mezzi; ma i disagi, salvo forse che per i treni dei “signori”, aumentano. Si parla, senza essere ascoltati, dei treni pendolari, e se ne parla tutti i giorni: carrozze riciclate, malandate, spesso sporche, con porte bloccate, areazione male o non funzionante, scarso controllo e scarsa presenza di personale viaggiante; orari non rispettati, soppressioni, ecc. ecc. Si parla, senza essere ascoltati, della situazione di stazioni come quelle di Vasto, sempre più abbandonate, con biglietterie quasi esclusivamente automatiche, con annunci gestiti non si sa da dove, è in dubbio anche il reale funzionamento della video sorveglianza annunciata ripetutamente (vedi atti vandalici e furti).
Voglio però parlare di un argomento di cui non sento parlare e non so se riguarda solo la stazione di Vasto, ma che crea notevole disagio: Fino a qualche anno addietro, per i treni a lunga percorrenza, veniva affissa nelle bacheche la “composizione del treno” ed inoltre veniva emanato l’annuncio sulla numerazione delle carrozze a seconda se dalla testa alla coda andava in modo crescente o decrescente. Tutto ciò è sparito. Conseguenze: All’atto della prenotazione (obbligatoria) viene fornito il numero della carrozza (da considerare che per i treni I.C. il numero delle carrozze può superare anche le dieci unità), ciò dovrebbe consentire al viaggiatore di raggiungere senza problemi il posto prenotato, ma se non si conosce la composizione esatta del treno, il povero viaggiatore, che può anche essere una persona anziana, in difficoltà o con bagagli pesanti, dove deve posizionarsi nell’attesa del treno? Anche se sceglie la zona centrale, è quasi sempre costretto ad affrontare, e al galoppo, una distanza notevole.
Ma ci vuole tanto ad eliminare disagi come questo?
Basta mettere il naso fuori dall’Italia, anche in paesi del terzo e quarto mondo e in stazioni di piccoli paesi, per notare quanto impegno mettono, anche con mezzi semplicissimi, per rendere più facile la vita alle persone e ovviare ad ogni tipo di disagio. Nei paesi più evoluti, e l’Italia si vanta di essere tra questi, viene addirittura proiettato sul marciapiedi della stazione il numero della carrozza e quando il treno si ferma il viaggiatore è già davanti alla porta del suo vagone.
Perché le Ferrovie Italiane ci tengono tanto a continuare a fare schifo?
FERNANDO D’ANNUNZIO

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