riceviamo e pubblichiamo
Vasto deve guidare il territorio
di Davide D’Alessandro
Non vorrei scomodare la tradizione terzinternazionalista del PCI, ma Angelo Pollutri, sindaco di Cupello, erede di quella storia, ce la mette tutta a mostrare la sua doppiezza politica sulla questione della scuola. Residente a Vasto, sindaco di Cupello e militante del Pd di Vasto, nel comune in cui è prima autorità sostiene una posizione diametralmente opposta a quella votata dal Consiglio Comunale di Vasto e illustrata alla stampa dall’assessore Lina Marchesani.
Angelo Pollutri si trova in evidente conflitto di interessi (che non è valido solo per Berlusconi o per il segretario dell’Idv Alfredo Bontempo o per l’assessore Marco Marra). O si adegua alla decisione presa dal Pd vastese (votata dal nostro Consiglio Comunale) oppure a quella del Pd cupellese. Non può mantenere il piede in due staffe. La sua demagogia è tale che nulla ha da invidiare alla posizione ultraminoritaria di Massimo Desiati, recentemente stigmatizzata da chi scrive.
Ma se Desiati alimenta la confusione, solleticando i pruriti di qualche docente, il piddino vastese-cupellese Pollutri cerca di cavalcare la stessa protesta avviata da Desiati, con lo scopo evidente di mettere in difficoltà la Marchesani , sostenitrice del Presidente del Consiglio Comunale Forte.
In effetti, il buon Pollutri è realista. Molto più realista del re o dei reucci. Ed essendo reucci gli innominabili sansalvesi, il realismo di Pollutri va dove la barca va per garantire a se stesso il posto alle prossime regionali nelle liste del Pd.
Lo scontro non è tra lapenniani e fortiani, ma tra fortiani e sansalvesi (con questi ultimi che hanno da tempo in animo di liquidare i primi). Così le beghe del Pd. E fin qui casi loro (lo scontro feroce è persino legittimo). Ma quando queste beghe si riverberano sulla città, la cosa diventa inaccettabile. Angelo Pollutri non può giocare su due tavoli. O fa il sindaco di Cupello e si iscrive al Pd di Cupello. Oppure fa il militante del Pd di Vasto, accetta i provvedimenti votati in Consiglio dal suo partito, e si dimette da Sindaco di Cupello. Tertium non datur, direbbe Nicolangelo D’Adamo che, non a caso, negli ultimi giorni ha denunciato l’avanzato stato di crisi del Pd locale e il timore che la bomba possa presto esplodere. Vasto ha il diritto-dovere di guidare il territorio. Se a Cupello e a San Salvo non sono d’accordo, sarà necessario trovare nuove soluzioni e nuove alleanze, pur di ribadire la centralità della nostra città nelle decisioni che riguardano se stessa e tutto il territorio del Vastese.
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