di Lino Spadaccini
Oggi parliamo di corna. Un tema decisamente scottante e delicato, se inteso come segno di infedeltà nei confronti del partner. Ma con sollievo per molti, non ci occuperemo delle corna poste sulle teste delle persone, bensì di quelle che si trovano sopra i tetti delle case, in pratica ci limiteremo a trattare l’argomento semplicemente dal punto di vista della superstizione, come gesto scaramantico, con l’intento di evitare la malasorte.
Non di rado al posto delle corna si possono trovare anche simboli fallici, posti sempre con la stessa motivazione. Infatti, navigando su internet è confermato che un’antica usanza, ancora in uso soprattutto nel napoletano e in Sicilia, era quello di apporre sulle porte delle abitazioni grandi corna di bue o di vacca. Usanza questa già adoperata nell’età del bronzo, quando veniva utilizzato il corno a protezione della casa.
Comunque, a proposito di corna (ma nell’altro senso), l’inganno e il tradimento possono essere sempre dietro l’angolo e, qualche volta, può essere utile tornare a sorpresa a casa, non si può mai sapere quello che si può trovare… L’importante è non farsi prendere per i fondelli come è successo ad un marito ingenuo di qualche anno fa, secondo quanto raccontato nelle Effemeridi sull’Histonium di Espedito Ferrara:
Un marito, tornato improvvisamente da fuori in seguito all’avviso di un amico, ingiuria volgarmente alla moglie perché con tre mesi di vita coniugale non poteva nascere na crijature!
Calmatosi alquanto, la moglie lo prende teneramente per la mano e gli spiega la faccenda:
– Canda sì scéme, marite mé.
Magge, catamagge e lu mése de magge jé tre mmèise?
– Mbéh?
– Gigne, catagigne e lu muése de Ggigne, core de Ggesù scì bindatte,
jé tre mmèise, e ffa sìje?
– E pe jì ‘nnéuve?
– Lìje, catalìje e lu muése di Lìje, ne jé nnéuve, marite mé?
– Tè rraggiàune, n ce pinzave!...

Nessun commento:
Posta un commento